Viaggio in Italia – Molise

Vi portiamo alla scoperta delle regioni italiane e dei loro aspetti più interessanti in termini di propensione all’innovazione e opportunità di crescita e sviluppo economico–sociale
Viaggio in Italia – Molise

Aprile 23, 2026

Molise | Viaggio in Italia

Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle idee imprenditoriali selezionate come vincitrici della prima edizione della Call for Startup, iniziativa lanciata da C.NEXT Ivrea a fine aprile.

I punti principali dell’articolo:

  • Il Molise è regione con una grande densità di imprese, quasi tutte molto piccole, e un buon numero di startup in rapporto alla popolazione
  • Le reti di impresa sono poco diffuse, non sono presenti distretti industriali e i “luoghi dell’innovazione” sono rari, senza alcun incubatore certificato nella regione
  • Il territorio molisano ha dati positivi per quanto riguarda gli enti del terzo settore e un patrimonio ambientale ancora integro, con un turismo poco sviluppato ma dal buon potenziale

Il Molise è spesso oggetto di battute sulla sua stessa esistenza, ma i numeri raccontano una realtà molto più interessante e complessa di quanto il luogo comune suggerisca. Seconda regione meno popolosa d’Italia dopo la Valle d’Aosta, con i suoi 289.224 abitanti distribuiti in 136 comuni tra le province di Campobasso e Isernia, il Molise rappresenta un caso di studio unico nel panorama italiano: un territorio con fragilità evidenti – demografiche, infrastrutturali, economiche – ma anche con indicatori sorprendenti e margini di crescita che meritano attenzione.

Questo è un territorio che si trova in una posizione geografica strategica: classificata come regione del sud, confina con quattro regioni – Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia – e si affaccia sul Mar Adriatico.

I dati anagrafici del Molise delineano una sfida strutturale che riguarda tutta Italia, ma che qui si manifesta in forma accentuata. L’età media della popolazione è di 48,2 anni, quasi due anni in più rispetto alla media nazionale. Il 26,8% dei residenti ha più di 65 anni (quinto dato più alto d’Italia), mentre la fascia sotto i 14 anni si ferma al 10,6%. I residenti stranieri sono 13.231, con un’incidenza del 4,6% – circa la metà della media nazionale dell’8,9%.

In altre parole, il Molise invecchia più velocemente del resto della nazione e attira meno immigrazione. Per un territorio che vuole innovare, questo rappresenta un vincolo significativo: meno persone in età lavorativa, meno diversità di competenze, meno ricambio generazionale. Ma anche un segnale chiaro della necessità di interventi mirati sulla qualità della vita, l’attrattività e la formazione.

Il Molise non ha aeroporti commerciali – i più vicini sono Pescara, Foggia e Napoli – e il Porto di Termoli ha una vocazione turistica, con circa 200.000 passeggeri nel 2024, principalmente diretti alle Isole Tremiti.

La rete ferroviaria conta 389 km, di cui 243 km di linee fondamentali e 204 km a doppio binario. Lungo la costa transita il Frecciarossa, che garantisce un collegamento veloce fino a Termoli, mentre la rete interna è più limitata: Isernia e Venafro sono collegate con la Campania, ma una sola linea attraversa la regione.

Considerando anche le strade, le infrastrutture sono adeguate alle dimensioni della regione, ma che evidenziano un problema comune alle aree interne italiane: la difficoltà di collegamento rapido con i grandi nodi economici. Per attrarre investimenti e talenti, la connettività – fisica e digitale – resta un tema centrale.

Il Molise conta 29.243 imprese attive, un numero che lo colloca al penultimo posto in Italia. Le imprese manifatturiere sono 1.949, pari al 6,7% del totale – anche qui, penultima posizione davanti alla sola Valle d’Aosta. Tra il 2019 e il 2024 le imprese attive sono diminuite del 5,1%, dato peggiore della media nazionale.

Eppure c’è un indicatore che sorprende: la densità imprenditoriale. Con 101 imprese ogni 1.000 abitanti, il Molise è la prima regione d’Italia, ben sopra la media nazionale di 85,7. Significa che, in proporzione alla sua popolazione, il Molise ha più imprese di qualsiasi altra regione. Questo dato racconta un tessuto di microimprenditorialità diffusa, un substrato che – se accompagnato da servizi e competenze – può diventare terreno fertile per l’innovazione. Il punto debole, però, è la scarsa capacità di fare rete: la regione conta appena 25 reti d’impresa, ultima in Italia, e non ha alcun distretto industriale riconosciuto. Esiste inoltre un’area di crisi industriale complessa che coinvolge Venafro, Bojano e Campochiaro, comprendente 67 comuni.

La propensione all’innovazione del Molise presenta luci e ombre. Le 71 startup innovative registrate rappresentano un numero assoluto modesto (19ª regione), ma in rapporto alla popolazione – 24,6 startup ogni 100.000 abitanti – il Molise sale al quarto posto in Italia. Un dato notevole, che indica una vivacità imprenditoriale innovativa superiore a quanto ci si aspetterebbe.

Le PMI innovative sono 10, un numero contenuto anche in proporzione. Non ci sono incubatori certificati dal MISE, il che rappresenta una lacuna importante nell’ecosistema di supporto.

L’European Innovation Scoreboard (EIS) 2025, lo strumento dell’Unione Europea che misura la capacità innovativa dei territori, classifica il Molise come “moderate innovator” con un Regional Innovation Index di 76 – ben al di sotto della media italiana di 90,3. La regione compare nella top 10 nazionale in soli 6 indicatori su 23. I punti di forza relativi includono le emissioni di PM2.5 (5ª regione, il miglior dato in assoluto) e la R&D nel settore privato (11ª regione). Le innovazioni di processo e di prodotto restano invece tra le più basse d’Italia. Nonostante tutto, qualcosa si muove. Il territorio ospita alcuni luoghi dell’innovazione che, per quanto pochi, rappresentano presidi importanti: MolisCTE, la casa delle tecnologie emergenti di Campobasso, FinMolise (la finanziaria regionale), il DIH CANTIERI promosso da Confartigianato e SPIN di Confcommercio. Un ecosistema minimo ma presente, che potrebbe essere rafforzato, connesso e reso più visibile.

L’Università degli Studi del Molise (UNIMOL), fondata nel 1982, ha sedi a Campobasso, Pesche e Termoli e offre 44 corsi di laurea, di cui 9 in area STEM.

Il problema è dopo la laurea, con 36,8 laureati ogni 1.000 che lasciano la regione al termine degli studi, un tasso di emigrazione intellettuale elevato: solamente Calabria e Basilicata “perdono” più laureati al termine degli studi.

Il mercato del lavoro molisano mostra indicatori migliori rispetto a gran parte del Mezzogiorno: il tasso di disoccupazione è al 7,9% (sesto più alto in Italia, ma ben lontano dai picchi di Calabria e Sicilia) e il tasso di occupazione raggiunge il 42,8%. La quota di NEET – giovani che non studiano e non lavorano – è al 18,1%, il sesto dato più alto nel Paese. Il reddito medio dei lavoratori dipendenti nel 2023 si è attestato a 19.736 euro, 15° in Italia.

Un dato particolarmente significativo riguarda il terzo settore: il Molise ospita 926 enti, numero contenuto in assoluto (19ª regione), ma con una densità di 320 ogni 100.000 abitanti che lo posiziona al terzo posto in Italia. È un indicatore di coesione sociale e di capacità di auto-organizzazione della comunità, una risorsa spesso trascurata nelle strategie di sviluppo territoriale.

Il turismo resta un settore in fase embrionale: 140.000 arrivi nel 2024 per circa 450.000 pernottamenti, ultimo dato in Italia. La crescita rispetto al 2019 è stata modesta (+1,1% di arrivi, +1,7% di presenze), nettamente inferiore alla media nazionale (+6,3% e +6,7%). Il settore impiega circa 850 addetti, pari all’1,25% del totale. D’altra parte, il consumo di suolo è tra i più bassi d’Italia (3,9%), il che significa un patrimonio ambientale e paesaggistico ancora integro, potenzialmente valorizzabile in chiave di turismo sostenibile e qualità della vita.

Tra le fondazioni di rilievo, si segnala la Fondazione BCC della Valle del Trigno, con sede a Campobasso, che opera trasversalmente in diversi ambiti su un territorio che abbraccia 31 comuni tra la provincia abruzzese di Chieti e quella di Campobasso.

Il Molise non è una regione da “salvare”: è un territorio che ha bisogno di strumenti per esprimere un potenziale che, almeno in parte, esiste già. La densità imprenditoriale più alta d’Italia, la buona proporzione di startup innovative, un terzo settore capillare e una posizione geografica sono asset reali, non narrazioni consolatorie.

Le sfide sono altrettanto concrete: l’invecchiamento demografico, la fuga dei laureati, l’assenza di incubatori certificati e distretti industriali, la scarsa capacità di fare rete tra imprese. Ma sono sfide che si possono affrontare con interventi mirati di innovazione territoriale: dalla costruzione di ecosistemi di supporto all’impresa alla valorizzazione delle filiere locali, dalla formazione di competenze digitali al rafforzamento delle connessioni con i territori confinanti.

Per chi si occupa di innovazione e sviluppo dei territori, il Molise rappresenta un’opportunità concreta: non la regione dove tutto è da fare, ma quella dove ogni intervento può avere un impatto misurabile e significativo.

Vuoi esplorare le opportunità di innovazione per il tuo territorio o la tua organizzazione in Molise? Scrivici: siamo pronti a ragionare insieme su come trasformare il potenziale in progetto.

Fonti
ISTAT
ASSOPORTI
USTAT
INFOCAMERE-MOVIMPRESE
EIS/RIS
RFI

Articoli simili