Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle idee imprenditoriali selezionate come vincitrici della prima edizione della Call for Startup, iniziativa lanciata da C.NEXT Ivrea a fine aprile.
Firenze, Pisa, Siena. Tre nomi che nel mondo evocano arte, storia e bellezza. Ma la Toscana è anche qualcos’altro: una delle regioni italiane con la più alta densità di imprese manifatturiere, un ecosistema dell’innovazione articolato e distribuito, un sistema universitario di eccellenza internazionale. È una regione che ha tutto per competere – e che in parte lo fa già – ma che porta con sé alcune criticità strutturali.
Con circa 3,7 milioni di abitanti in 273 comuni e 10 province, la Toscana è la nona regione italiana per popolazione. Posizionata al centro della penisola, con confini che toccano sei regioni e un lungo affaccio sul Tirreno, vanta una posizione geografica da crocevia naturale. Significativo anche il dato sulla presenza straniera: 424 mila residenti stranieri, pari all’11,6% della popolazione – terza incidenza in Italia dopo Emilia-Romagna e Lombardia, ben sopra la media nazionale dell’8,9%.
Infrastrutture: la costa è connessa, l’entroterra meno
Il sistema infrastrutturale è complessivamente solido, ma con asimmetrie rilevanti. La rete stradale conta circa 450 km di autostrade e oltre 1.400 km di strade statali. Le principali arterie – A1, A11, SGC FI-PI-LI – garantiscono buona accessibilità alla fascia costiera e alla dorsale centrale.
Sul fronte aeroportuale, la regione dispone di due scali internazionali: il “Vespucci” di Firenze (quasi 4,9 milioni di passeggeri) e il “Galilei” di Pisa (circa 6 milioni, il più trafficato). Ancor più rilevante è il sistema portuale: il Porto di Livorno è quinto in Italia sia per passeggeri (4,1 milioni) sia per merci movimentate (29,4 milioni di tonnellate nel 2024), affiancato dai porti di Marina di Carrara, Piombino e l’Elba. La rete ferroviaria si estende per oltre 1.400 km: da Firenze si raggiunge Bologna in 40 minuti e Roma in meno di due ore. Il nodo critico è Siena, collegata solo da una linea a binario unico e di fatto isolata dalla rete moderna: un limite infrastrutturale che pesa sull’accessibilità di un’intera provincia.
Manifattura e distretti: la Toscana che produce
Il tessuto produttivo toscano è uno dei più densi e articolati d’Italia. Con 339.257 imprese attive e un tasso di 11,9% di imprese manifatturiere – il più alto d’Italia– la regione conferma una vocazione industriale che va ben oltre l’immagine turistica con cui è spesso associata.
Questo sistema è strutturato attorno a 15 distretti industriali, prevalentemente nei settori della pelle e calzature, del tessile-moda, dei beni per la casa e della meccanica. A rafforzare la rete, la Toscana conta anche 613 reti di impresa – aggregazioni formali tra aziende per collaborare su progetti comuni (quinta in Italia).
Una nota di attenzione arriva però dai dati sull’andamento imprenditoriale: tra il 2019 e il 2025, le imprese attive sono diminuite del 3,5% (rispetto alla media italiana del -2%). Un segnale da monitorare, che si riflette nelle due aree di crisi industriale complessa riconosciute a livello nazionale: il polo siderurgico di Piombino e il polo produttivo di Livorno.

Propensione all’innovazione: buona, ma non ancora eccellente
La Toscana si posiziona come una regione con una buona base innovativa, ma con margini di miglioramento evidenti.
Secondo il Regional Innovation Scoreboard (RIS) della Commissione Europea, la Toscana ottiene un indice RII di 96,3, collocandosi al sesto posto in Italia e al 122° in Europa, nella categoria dei moderate innovators – innovatori moderati. Buone performance diffuse, ma nessun picco di eccellenza.
Guardando ai singoli indicatori, emergono punti di forza concreti: la regione si posiziona tra le prime dieci in Italia in 17 indicatori su 23. Spicca il quarto posto nazionale nelle co-pubblicazioni scientifiche internazionali. Anche R&S privata, brevetti PCT (6° posto) e formazione continua mostrano valori sopra la media.
Sul versante delle imprese innovative, la regione conta 528 startup (9° in Italia per numero) e 167 PMI innovative (7° per numero). Numeri interessanti, ma la densità – rispettivamente 16° e 10° posto – segnala spazio di crescita rispetto alle regioni più performanti.
Dove si fa innovazione: un ecosistema ricco e distribuito
Uno degli aspetti più positivi del quadro toscano è la distribuzione geografica dei luoghi dell’innovazione sul territorio. Non solo Firenze e Pisa: l’ecosistema è diffuso, articolato e copre tutte le province.
I 5 Parchi Scientifici e Tecnologici (PST) regionali operano in 4 province diverse: la Fondazione Toscana Life Sciences a Siena, il Polo Tecnologico Lucchese a Lucca, il Polo Tecnologico della Magona a Livorno, il Polo Tecnologico di Navacchio e Pont-Tech a Pisa. A questi si aggiungono 2 incubatori certificati dal Ministero e una galassia di altri 18 incubatori censiti a livello nazionale.
In materia di digitalizzazione industriale, la presenza di ARTES 4.0 (con sede a Pisa) come Competence Center nazionale del Piano Transizione 4.0 è un asset significativo. I Competence Center, finanziati dal governo italiano, sono strutture che supportano le imprese nell’adozione di tecnologie 4.0 – intelligenza artificiale, robotica, manifattura additiva, Internet of Things. La Toscana ne ospita uno, con un orientamento specifico alla robotica e all’automazione. Sempre a Pisa si trovano anche 2 EDIH (European Digital Innovation Hub), iniziative finanziate dalla Commissione Europea per accelerare la trasformazione digitale delle PMI: ARTES 5.0 e Tuscany X.0.
Sul fronte della prossimità territoriale alle imprese, la rete è capillare: 14 Digital Innovation Hub (DIH) promossi da Confindustria, Confartigianato e CNA coprono l’intero territorio regionale. A Prato si trova invece PRISMA, la Casa delle Tecnologie Emergenti del Comune – spazio dedicato a tecnologie come blockchain, AI e IoT, pensato per le PMI locali.
Formazione: un patrimonio da valorizzare
La Toscana vanta un sistema universitario di assoluto rilievo, con 5 atenei (quattro statali e uno telematico) che nel 2024 hanno erogato complessivamente 399 corsi, di cui 153 STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica). I laureati totali nel 2024 sono stati 20.153, con una componente STEM di 5.526 unità.
Ma il punto di eccellenza vero è un altro: la Toscana ospita 3 istituti universitari a ordinamento speciale tra i più prestigiosi d’Italia: la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa e la Scuola IMT Alti Studi di Lucca. Questi istituti operano su ricerca avanzata e formazione d’élite, e hanno una rilevanza internazionale che poche regioni italiane possono vantare.
Completa il quadro una rete di 9 ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori) distribuiti su tutto il territorio regionale e afferenti a 7 aree tematiche: dal turismo e i beni culturali al made in Italy, dall’agroalimentare alla nautica, dall’edilizia all’energia. Gli ITS sono percorsi post-diploma di alta specializzazione tecnica, un collegamento diretto tra formazione e bisogni delle imprese.
Lavoro, turismo e terzo settore
Il mercato del lavoro mostra dati solidi: il tasso di disoccupazione è al 4,0% (quinto miglior risultato nazionale), il tasso di occupazione al 52,8% e la quota di NEET – giovani che non studiano e non lavorano – all’11,0% (ottava regione per minor incidenza). Il reddito medio dei lavoratori dipendenti è di 23.059 euro annui, quarto dato in Italia.
Sul fronte del turismo, la Toscana è tra i grandi attrattori nazionali: 15 milioni di turisti nel 2024 e oltre 46 milioni di notti trascorse (terzo e quarto posto in Italia). Brand come la Maremma (quasi 2,5 milioni di turisti), il Chianti (oltre l’80% di presenze straniere) e la Versilia confermano la capacità di attrazione internazionale. Il settore impiega oltre 32 mila addetti, con un’incidenza sul totale superiore alla media italiana.
Infine, il terzo settore: con 10.975 enti censiti e una densità di 300 ogni 100.000 abitanti, la Toscana è quarta in Italia. Una rete di soggetti no-profit e fondazioni – tra cui 27 fondazioni di particolare rilievo – che rappresenta un tessuto connettivo importante per i processi di sviluppo locale.

Le opportunità: dove agire
Guardando al quadro complessivo, la Toscana è una regione con un ecosistema innovativo maturo ma non ancora pienamente sfruttato.
Il rafforzamento dei distretti industriali attraverso percorsi di innovazione digitale e sostenibile è una priorità evidente. Il tessuto manifatturiero è capillarmente distribuito, ma i dati EIS segnalano che le innovazioni di prodotto e di processo non sono ai livelli attesi. C’è spazio per accompagnare le imprese in un salto tecnologico strutturato.
L’ecosistema universitario e della ricerca è un capitale sottosfruttato: il trasferimento tecnologico – la capacità di trasformare scoperte scientifiche in applicazioni commerciali – resta una sfida aperta. La presenza di atenei come la Normale e la Sant’Anna offre una base eccezionale su cui costruire.
Le due aree di crisi industriale di Piombino e Livorno, infine, sono territori che richiedono interventi di riconversione produttiva e attrazione di nuove imprese: luoghi dove l’innovazione non è un obiettivo astratto, ma una necessità concreta.
È esattamente in questo spazio – tra il potenziale riconosciuto e i risultati ancora da raggiungere – che il lavoro di C.NEXT trova la sua ragione d’essere. Con il suo modello di innovazione per imprese e territori, C.NEXT può affiancare istituzioni locali, associazioni di categoria, fondazioni e reti di impresa nel progettare e attivare percorsi concreti di sviluppo: dalla mappatura dell’ecosistema innovativo locale alla costruzione di progetti di trasferimento tecnologico nei distretti manifatturieri, dall’attivazione di comunità d’innovazione territoriale al supporto nella lettura e nell’accesso agli strumenti europei e nazionali disponibili.
Un territorio come la Toscana – ricco di competenze, infrastrutture e vocazioni produttive – ha tutto ciò che serve per fare il salto. A volte manca solo il metodo giusto per metterlo a sistema. Vuoi esplorare le opportunità di innovazione per il tuo territorio o la tua organizzazione in Toscana? Scrivici: siamo pronti a ragionare insieme su come trasformare il potenziale in progetto.
Fonti
ISTAT
ASSOPORTI
ASSAEROPORTI
USTAT
INFOCAMERE-MOVIMPRESE
EIS/RIS
MIMIT
RFI
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