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	<title>In evidenza &#8211; C.NEXT</title>
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	<description>Innovation Together</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Sep 2026 08:26:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>In evidenza &#8211; C.NEXT</title>
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		<title>Il monitoraggio del territorio cambia forma</title>
		<link>https://cnexthub.com/il-monitoraggio-del-territorio-cambia-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[GReD]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nobus]]></category>
		<category><![CDATA[Sensori]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall'incontro tra GReD e Nobus al Next Energy LAB è nato un prototipo che l’agenzia geologica slovena installerà per monitorare versanti in frana e infrastrutture critiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi mesi, in Slovenia, l’agenzia geologica installerà una <strong>stazione di monitoraggio </strong>per rilevare ed analizzare gli <strong>spostamenti del terreno </strong>e la<strong> sicurezza di infrastrutture critiche</strong>. Un oggetto innovativo che non necessita di collegamenti con la rete elettrica, più resistente e funzionale rispetto ai soliti sensori di monitoraggio, con l’integrazione di sistemi di videosorveglianza<strong> </strong>basati su AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova soluzione è stata sviluppata in <strong>collaborazione da GReD e Nobus</strong>, due aziende che fanno parte del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB</a> e che fino a poco tempo fa non si conoscevano.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Una collaborazione nata al Next Energy LAB</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Eugenio Realini di GReD e Paolo Quattrocolo di Nobus hanno iniziato a parlare durante uno degli incontri del LAB e hanno capito che le rispettive competenze potevano essere unite, dando vita a qualcosa di nuovo capace di <strong>creare valore per entrambi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.g-red.eu/" target="_blank" rel="noopener">GReD</a></strong> è uno spin-off del Politecnico di Milano che sviluppa soluzioni personalizzate basate su <strong>tecnologie geomatiche</strong> e <strong>posizionamento GNSS</strong>, in particolare per il monitoraggio degli spostamenti di strutture e del terreno, con precisione millimetrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.nobus.it/" target="_blank" rel="noopener">Nobus</a></strong> è una startup torinese che progetta e realizza <strong>sistemi energetici autonomi</strong>, off-grid e sostenibili per portare illuminazione, videosorveglianza smart e altri servizi anche dove non arriva la rete elettrica.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>La prevenzione come risposta ai disastri ambientali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Frane, alluvioni e cedimenti di versanti e infrastrutture sono eventi sempre più frequenti, e i danni che provocano sono spesso gravi e costosi. In Italia però si spende molto di più per rimediare che per <strong>prevenire</strong>: secondo l&#8217;ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), tra il 2013 e il 2019 sono stati spesi circa 20 miliardi di euro per le emergenze legate al dissesto idrogeologico e 2 miliardi per la prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le infrastrutture critiche, tuttavia, la prevenzione non riguarda soltanto i rischi naturali. Significa anche poter riconoscere subito <strong>situazioni anomale nell&#8217;area circostante</strong>: accessi non autorizzati, intrusioni o altri eventi che possono comprometterne la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il monitoraggio sta evolvendo verso sistemi capaci di <strong>integrare diverse fonti di informazioni</strong>. Ai sensori che misurano con precisione elevata gli spostamenti del terreno e delle strutture si aggiungono <strong>telecamere</strong> e algoritmi di <strong>intelligenza artificiale</strong>, capaci di analizzare le immagini e segnalare eventi di interesse in automatico. La combinazione di queste informazioni permette di costruire un quadro completo della situazione e di supportare interventi più rapidi e mirati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune <strong>pubbliche amministrazioni </strong>sono sempre più interessate alla prevenzione e negli ultimi anni hanno cominciato a cercare sul mercato competenze e tecnologie capaci di rispondere a questa esigenza. Il problema è che i luoghi da monitorare sono spesso impervi e isolati o, al contrario, inseriti in città dove i tradizionali sensori <em>stanno male</em>, apparendo fuori posto nell’ambiente.</p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">La soluzione innovativa di GReD e Nobus</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione sviluppata da GReD e Nobus risolve entrambi i problemi. I sensori di monitoraggio sono inseriti in un palo compatto, in grado di <strong>alimentarsi in autonomia</strong> grazie a pannelli solari verticali integrati. In questo modo la struttura risulta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>più resistente</strong> al vento rispetto a quelle con i pannelli esterni inclinati, che possono fare da vela</li>



<li><strong>più stabile</strong> sui terreni accidentati</li>



<li><strong>più duratura</strong> in climi umidi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa infrastruttura energetica può alimentare sensoristica e GNSS (sistemi satellitari di navigazione), telecamere, comunicazioni e capacità di elaborazione, rendendo possibile un presidio autonomo anche in siti remoti. L’oggetto ha inoltre un <strong>design curato</strong>, capace di integrarsi piacevolmente anche nei contesti urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prototipo che verrà installato in Slovenia è stato realizzato all&#8217;interno di un <strong>progetto europeo</strong> dedicato alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture critiche, in particolare alle linee ad alta tensione. L&#8217;obiettivo è integrare in un sistema unico il monitoraggio degli spostamenti del terreno e delle infrastrutture con la videosorveglianza intelligente, così da rilevare sia l&#8217;evoluzione di fenomeni naturali potenzialmente pericolosi sia eventi anomali nell&#8217;area circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Nobus è l&#8217;ingresso in un <strong>mercato nuovo</strong>, per GReD è un <strong>sensore più resistente, funzionale </strong>e<strong> bello</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la prova che <strong>l’unione delle competenze funziona</strong>: due aziende che non si conoscevano, sedute allo stesso tavolo, hanno scoperto che <strong>il bisogno dell&#8217;una era il prodotto dell&#8217;altra</strong> e in pochi mesi hanno costruito qualcosa che prima non c&#8217;era.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il <u><strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB</a></strong></u> è uno dei nostri laboratori tematici: riunisce aziende che lavorano sui temi dell&#8217;energia e dell&#8217;efficienza, con l&#8217;idea che dall&#8217;incontro tra competenze diverse nascano soluzioni innovative che nessuna delle due avrebbe potuto progettare da sola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aziende, inclusione, valore</title>
		<link>https://cnexthub.com/aziende-inclusione-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Impatto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Due webinar dedicati all'inserimento di persone con disabilità in azienda]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’inserimento di <strong>persone con disabilità</strong> in azienda è spesso vissuto come un obbligo. Qualcosa di imposto dalla legge, costoso, complicato e che richiede molto tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un’altra prospettiva è possibile: l’inserimento può diventare un <strong>processo progettato</strong>, in grado di portare valore sia all’azienda che alla persona coinvolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, insieme al <strong><a href="https://www.coesoempoli.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Co&amp;So</a></strong>, abbiamo organizzato due <strong>webinar</strong> dedicati a metodi, modelli e incentivi per approcciare l’argomento come un’opportunità di <strong>innovazione sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>1 ottobre, ore 9:30</em><br><strong>Metodi, modelli innovativi e incentivi per l’inserimento di persone con disabilità in azienda</strong><br><a href="https://www.eventbrite.it/e/1999661133279" target="_blank" rel="noopener">Iscriviti</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>8 ottobre, ore 9:30</em><br><strong>Esperienze aziendali di inserimenti efficaci e sostenibili</strong><br><a href="https://www.eventbrite.it/e/1999662067072" target="_blank" rel="noopener">Iscriviti</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pagamenti digitali: la porta d&#8217;accesso ai dati del consumatore</title>
		<link>https://cnexthub.com/pagamenti-digitali-la-porta-daccesso-ai-dati-del-consumatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il terzo articolo dedicato all'innovazione e alle tecnologie per la GDO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I pagamenti digitali nella distribuzione moderna non sono più solo un mezzo di scambio di denaro ma uno dei principali punti di <strong>raccolta di dati</strong> sul comportamento d&#8217;acquisto, un momento chiave dell&#8217;esperienza di shopping e un&#8217;infrastruttura strategica attorno a cui costruire relazioni durature con i clienti. I prossimi sviluppi riguardano <strong>pagamenti integrati</strong>, omnichannel, dotati di intelligenza e capaci di dialogare con l&#8217;intero ecosistema del retail.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le catene distributive che sapranno progettare sistemi di pagamento integrati con le loro strategie digitali avranno accesso a informazioni preziose sui clienti e potranno offrire <strong>esperienze d&#8217;acquisto fluide e personalizzate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><strong>L&#8217;evoluzione del panorama dei pagamenti digitali</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a pochi anni fa, il panorama dei pagamenti era relativamente semplice: contante, carte di credito e debito, e poco altro. Oggi il quadro è molto più complesso e la vera rivoluzione è l&#8217;<strong>apertura del sistema bancario</strong> attraverso Open Banking e le API. Specifiche direttive europee hanno obbligato le banche a condividere dati e funzionalità con terze parti, creando un ecosistema dove i servizi finanziari non sono più monopolio dei detentori di conti correnti. Un retailer può ora sviluppare <strong>servizi di pagamento personalizzati</strong>, integrando logiche di loyalty, offerte in tempo reale e opzioni di finanziamento direttamente nel suo checkout.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi canali di pagamento stanno convergendo verso un&#8217;<strong>unica esperienza unificata</strong>, dove il cliente sceglie il metodo preferito, indipendentemente dal canale di acquisto. Chi riuscirà a orchestrare questa varietà di metodi di pagamento mantenendo un&#8217;esperienza coerente avrà un vantaggio importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Omnichannel payments: la sfida dell&#8217;integrazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto emerge una delle sfide principali per la GDO: integrare pagamenti tra canali diversi. Un consumatore che compra nel negozio fisico con la carta, poi ordina dal tablet per ritirare al punto vendita, infine acquista via app, rappresenta tre diversi momenti transazionali. Dalla prospettiva del cliente è una sola relazione con il brand. Dalla prospettiva dei sistemi aziendali, è un’integrazione complessa: POS fisici, piattaforme e-commerce, app mobile, sistemi di cassa, server di pagamento, gateways diversi, provider di servizi finanziari eterogenei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;integrazione omnichannel dei pagamenti non è solo una questione tecnica. Richiede una <strong>riprogettazione dei processi aziendali</strong> e una visione strategica di come diversi canali debbano coesistere in modo sinergico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;<strong>architettura omnichannel </strong>ben progettata permette di percepire il cliente in modo unificato: la sua cronologia di transazioni, i suoi metodi di pagamento preferiti, i suoi comportamenti d&#8217;acquisto. Questa visione singola del cliente diventa il fondamento per offrire esperienze personalizzate coerenti su tutti i touchpoint.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai dati di pagamento agli insight di business</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore strategico dei pagamenti digitali sta però ad un livello ancora più profondo: i <strong>dati</strong>. Ogni pagamento è un&#8217;istantanea del comportamento d&#8217;acquisto. Aggregati e analizzati, questi dati rivelano <strong>abitudini d’acquisto</strong> invisibili altrimenti. Quali categorie di prodotto si vendono meglio in certi giorni della settimana? Come il traffico pedonale in store si correla con i picchi di vendita? Qual è il valore medio dello scontrino per diversi segmenti di clienti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la GDO, l&#8217;accesso a questi dati di pagamento integrati con i dati di sell-out, di inventario e di traffico in store crea inedite opportunità di ottimizzazione. Si possono progettare <strong>promozioni mirate</strong>, allocare <strong>budget pubblicitario</strong> in modo più efficiente, <strong>gestire il personale</strong> dei negozi in base a previsioni di afflusso accurate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il futuro prossimo: verso pagamenti sempre più intelligenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo orizzonte dei pagamenti digitali nella GDO sarà caratterizzato da una crescente <strong>intelligenza inclusa</strong> nei sistemi di pagamento stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I servizi di <strong>finanziamento al consumo</strong> diventeranno sempre più integrati nell&#8217;esperienza d&#8217;acquisto, con l’approvazione istantanea basata su algoritmi di <em>credit scoring</em> che leggono la storia di transazioni in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I pagamenti digitali continueranno a essere il principale punto di raccolta di dati e il fondamento di qualsiasi strategia di <strong><em>customer intelligence</em></strong> nella GDO. Le aziende che avranno progettato sistemi di pagamento intelligenti, integrati, sicuri e <em>customer-centric</em> avranno una conoscenza dettagliata del loro cliente e potranno tradurla in un vantaggio competitivo sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Scopri tutti i servizi del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-marketing-lab/">Next Marketing LAB</a> per migliorare la tua strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo, firmato da Max Bancora, è stato pubblicato anche sulla <a href="https://technoretail.it/magazine/tr-magazine-3-2026.html" target="_blank" rel="noopener">rivista Technoretail</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BESS: le “batterie” per la transizione energetica</title>
		<link>https://cnexthub.com/bess-le-batterie-per-la-transizione-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[BESS]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza sistemi di accumulo la corsa alle rinnovabili rischia di fermarsi. Cosa sono i BESS, perché il loro mercato sta crescendo in Italia e come le competenze del Next Energy LAB possono essere utili alle aziende nel loro sviluppo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-BESS">Cosa sono i BESS e come funzionano</a></li>



<li><a href="#perché-BESS-importanti">Perché i BESS sono importanti</a></li>



<li><a href="#sfide-opportunità-BESS">Sfide e opportunità dei BESS</a></li>



<li><a href="#next-energy-LAB-BESS">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">Ringraziamenti</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i BESS e come funzionano</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BESS</strong> è l&#8217;acronimo di <em>Battery Energy Storage System</em>, cioè <strong>sistema di accumulo</strong> <strong>di energia a batteria</strong>. Detto in modo semplice, è un grande serbatoio di elettricità: immagazzina energia quando è abbondante o costa poco – per esempio il surplus di un impianto fotovoltaico a mezzogiorno – e la rilascia quando serve, nelle ore di picco o quando il sole non c’è. In gergo si chiama <em>time-shifting</em>: spostare l’energia nel tempo, trasformando una risorsa istantanea e imprevedibile in una risorsa programmabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un BESS, però, non è solo &#8220;una batteria&#8221;. È un sistema fatto di più parti. Ci sono i moduli di batterie veri e propri (oggi quasi sempre agli ioni di litio, nella variante LFP – litio-ferro-fosfato – più sicura e durevole). C’è il <strong>BMS</strong> (<em>Battery Management System</em>), che sorveglia temperatura, carica e sicurezza di ogni cella. C’è il <strong>PCS</strong> (<em>Power Conversion System</em>), l’inverter che converte la corrente da continua ad alternata e viceversa. E c’è l’<strong>EMS</strong> (<em>Energy Management System</em>), il software che decide momento per momento se caricare, scaricare o scambiare energia con la rete. A questi si aggiungono trasformatori, quadri elettrici, raffreddamento e sistemi antincendio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni sono di due tipi. I <strong>sistemi <em>behind-the-meter</em></strong> (&#8220;dietro il contatore&#8221;) stanno presso un’azienda o un edificio e servono ad aumentare l’autoconsumo, tagliare i picchi di potenza e garantire continuità in caso di blackout. I <strong>sistemi <em>front-of-the-meter</em></strong> sono invece collegati direttamente alla rete e lavorano come veri asset industriali al suo servizio, aiutando a mantenerla stabile. Possono essere abbinati a un impianto rinnovabile (sistemi ibridi) oppure funzionare da soli, come infrastruttura di accumulo autonoma (<em>stand-alone</em>).</p>



<h2 id="-perché-BESS-importanti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Perché i BESS sono importanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La spinta nasce da un fatto concreto: l’Italia sta installando quantità crescenti di <strong>energia solare ed eolica</strong>, fonti pulite ma non programmabili. Producono quando c’è sole o vento, non quando serve. Più cresce la loro quota nel mix energetico, più aumenta il bisogno di qualcosa che assorba i surplus e li restituisca al momento giusto, tenendo la rete in equilibrio. Quel qualcosa è lo <em><strong>storage</strong></em>: senza, la transizione rallenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato lo ha capito e sta correndo. A inizio 2026 l’Italia ha superato i 19 GWh di capacità di accumulo installata ed è diventata il secondo mercato europeo dopo la Germania. Ma la cosa interessante è un’altra: fino a ieri erano soprattutto piccole batterie domestiche, oggi il baricentro si sta spostando verso i <strong>grandi impianti industriali e di rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore di questa svolta ha un nome tecnico: <strong>MACSE</strong> (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico). È uno strumento introdotto da Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta e altissima tensione – che paga un premio pluriennale a chi mette a disposizione capacità di accumulo, assegnandola tramite aste. La prima, a settembre 2025, ha messo in palio 10 GWh e ha ricevuto richieste per oltre quattro volte tanto. Garantendo ricavi stabili per quindici anni, ha reso i progetti finanziabili dalle banche: da soli, con i prezzi altalenanti del mercato elettrico, spesso non lo erano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siamo solo all’inizio. Il <strong>PNIEC </strong>(Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) fissa un obiettivo di 50 GWh di accumuli al 2030: significa che nei prossimi anni la capacità installata dovrà più che raddoppiare. C’è molto da costruire, e in fretta.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Sfide e opportunità dei BESS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’azienda un BESS non è un acquisto ma un progetto, e come tutti i progetti industriali ha le sue insidie. La prima è il <strong>dimensionamento</strong>: la taglia giusta non si ricava dalla potenza del fotovoltaico, ma studiando ora per ora come consuma davvero il sito, meglio se su un anno intero. La seconda è la <strong>sicurezza</strong>: la prevenzione del <em>runaway</em> termico (surriscaldamento critico), la gestione del rischio elettrico in media/alta tensione e il rispetto delle normative antincendio. La terza, spesso la più lenta, è l’iter di <strong>autorizzazioni </strong>e di <strong>connessione alla rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi una questione più ampia, quasi geopolitica: la dipendenza dal <strong>litio</strong>, la cui filiera è concentrata in poche aree del mondo. È uno dei motivi per cui stanno emergendo chimiche alternative – come quella agli ioni di sodio – basate su materiali abbondanti e disponibili ovunque, senza nichel né cobalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte opposto, le opportunità. Il valore di un BESS sta nel fatto che può generare più ricavi insieme, il cosiddetto <em><strong>revenue stacking</strong></em>: aumenta l’autoconsumo, riduce i picchi di potenza, compra energia quando costa poco e la usa quando costa tanto, e può essere remunerato per i servizi che offre alla rete. Sommati agli <strong>incentivi fiscali </strong>oggi disponibili, questi vantaggi possono ripagare l’investimento in pochi anni. Ma – e qui sta il punto – tutto questo funziona solo se il sistema è progettato, gestito e messo in sicurezza bene. Che è esattamente dove servono le competenze giuste.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare un progetto di accumulo richiede competenze che vanno dalla chimica della cella al software che la governa, passando per la progettazione, le autorizzazioni e la sicurezza informatica. Difficilmente un solo fornitore le ha tutte. Il <strong>Next Energy LAB</strong>, invece, aggrega aziende che presidiano ogni anello di questa catena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-1024x512.jpg" alt="Il Next Energy LAB per la filiera dei BESS" class="wp-image-18999" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-980x490.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-480x240.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi le batterie le fa. </strong>Tra le aziende del LAB c’è chi sviluppa e produce <strong>celle e pacchi batteria agli ioni di sodio</strong>: un’alternativa al litio più sicura (niente rischio di incendio anche in caso di urti o cortocircuiti), che funziona in un ampio intervallo di temperature e regge molti più cicli di carica. Per l’accumulo di rete è particolarmente interessante perché può stare in container raffreddati semplicemente ad aria, con costi contenuti. La stessa tecnologia abilita soluzioni di frontiera come le <strong>batterie strutturali</strong>, pannelli che sono al tempo stesso struttura e accumulatore. È il tassello più a monte: l’innovazione di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li progetta e li sviluppa. </strong>Un’azienda accompagna l’intero ciclo di un progetto BESS stand-alone: individuazione del sito, progettazione, <em><strong>permitting</strong></em> (cioè l’ottenimento di permessi e autorizzazioni), iter di connessione alla rete e gestione del cantiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la fase realizzativa offre agli investitori servizi di <em><strong>EPC Management</strong></em> (dove EPC sta per <em>Engineering, Procurement and Construction</em>, la formula in cui un unico soggetto cura progettazione, forniture e costruzione) e di <em><strong>Owner’s Engineering</strong></em>, che tutela dal punto di vista tecnico gli interessi di chi investe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una pipeline di circa 2,2 GW di accumuli, sommando quelli in fase di autorizzazione agli impianti già autorizzati, presidia il know-how più critico e meno visibile: quello che trasforma un’idea in un impianto autorizzato e finanziabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi chi compie <strong>studi GIS</strong> multi-obiettivo che, partendo dalla topologia della rete di alta e altissima tensione e incrociandola con i punti geografici ad elevata generazione e consumo, è in grado di identificare i nodi di rete favorevoli all’installazione dei sistemi BESS.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li integra. </strong>C&#8217;è poi bisogno di chi porta lo storage nei contesti reali: un&#8217;azienda del LAB che opera come ESCo (<em>Energy Service Company</em>) e <em>General Contractor</em>, integra le batterie dei BESS dentro <strong>progetti di fotovoltaico aziendale </strong>con autoconsumo ed efficienza energetica per imprese e CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra progetta <strong>energia distribuita</strong> e <strong>sistemi di generazione</strong>, accumulo e conversione dell’energia in corrente alternata e continua, comprese <strong>soluzioni ibride</strong> che combinano rinnovabili, generatori e batterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha maturato questa competenza in condizioni estreme – aree remote e <em>off-grid</em>, deserti – dove l’energia deve esserci sempre e non c’è una rete a fare da paracadute: la stessa affidabilità che serve a un accumulo di rete, a un <a href="https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/">data center</a> o a un sito industriale critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li rende intelligenti. </strong>Una batteria, da sola, è poco utile. A darle un “cervello” è la <strong>digitalizzazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azienda si occupa dell’attività di trading, degli strumenti <strong>software</strong> e di gestire il sistema sui mercati dell’energia: ne governa la posizione decidendo momento per momento quando caricare, scaricare o offrire servizi alla rete – anche grazie a soluzioni avanzate proprietarie – così da trasformare la flessibilità del BESS in valore economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messe in fila, queste competenze coprono <strong>l’intera catena del valore dell’accumulo</strong>: dalla cella alla connessione, dall’autorizzazione all’integrazione fino all’intelligenza che lo governa. È la differenza tra vendere un componente e accompagnare un’azienda lungo un intero <strong>progetto di innovazione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di accumulo sono il complemento indispensabile delle <strong>energie rinnovabili</strong>: senza la capacità di conservare l’energia quando c’è e restituirla quando serve, la transizione resta a metà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia lo ha capito e sta accelerando. La vera sfida, ora, è sviluppare progetti solidi sul piano tecnico, autorizzativo, economico e sicuro. Ed è qui che servono <strong>competenze integrate</strong>, capaci di coprire ogni anello della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre i sistemi di accumulo, anche con scale di potenza minore dei BESS stand alone utility-scale, possono rappresentare un’alternativa per diversi comparti (domestico, commerciale…) contribuendo a una sempre maggior <strong>elettrificazione</strong> dell’attuale componente termica di generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Grazie per il contributo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo nasce dalle competenze e dalle tecnologie delle aziende del Next Energy LAB. Un ringraziamento a <strong>Volta Structural Energy</strong>, <strong>Coesa Energy</strong>, <strong>Ascot Technologies</strong>, <strong>Openlogs</strong>, <strong>Storaltil </strong>e <strong>artIngegneria</strong> per averlo reso possibile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Stai valutando un progetto di accumulo per la tua organizzazione? Scopri come il <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">Next Energy LAB</a> può affiancarti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Terna, Rapporto Adeguatezza 2025 e prima asta MACSE (settembre 2025)</em></li>



<li><em>Italia Solare, report su dati Terna Gaudì, 2026</em></li>



<li><em>SolarPower Europe, &#8220;European Market Outlook for Battery Storage&#8221;</em></li>



<li><em>PNIEC 2024 (obiettivi di accumulo al 2030)</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Materiali e siti istituzionali delle aziende del Next Energy LAB</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manifesto di impatto sociale</title>
		<link>https://cnexthub.com/manifesto-di-impatto-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impatto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18949</guid>

					<description><![CDATA[Abbiamo deciso di impegnarci su quattro obiettivi, che rappresentano per noi dei valori essenziali]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;L’innovazione è reale solo se è condivisa&#8221;</strong><br><br>È una frase che abbiamo preso in prestito da <em>Into the Wild</em> e riadattato a modo nostro, perché descrive bene il senso del nostro lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo una <strong>Società Benefit</strong> fin dalla costituzione: significa aver scritto all’interno del nostro statuto che il <strong>beneficio comune</strong> conta quanto il risultato economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo deciso di impegnarci su quattro obiettivi, che rappresentano per noi dei valori essenziali, e li abbiamo scritti in un <strong>manifesto</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Promuovere un’<strong>innovazione condivisa, etica e inclusiva</strong></li>



<li>Favorire la creazione di <strong>ecosistemi territoriali</strong>, dando nuova vita a spazi e luoghi abbandonati</li>



<li>Mettere al centro <strong>le persone</strong>, la loro crescita e il loro benessere</li>



<li>Adottare una <strong>governance trasparente</strong> e mantenere un azionariato diffuso</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Nel manifesto di impatto sociale li abbiamo approfonditi uno per uno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-left is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-61db0649 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1"><a class="wp-block-button__link has-text-align-left wp-element-button" href="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/06/Manifesto-web.pdf">Leggi il manifesto</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Supply Chain intelligente: come AI e digital trasformano la logistica della GDO</title>
		<link>https://cnexthub.com/supply-chain-intelligente-come-ai-e-digital-trasformano-la-logistica-della-gdo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Supply Chain]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18874</guid>

					<description><![CDATA[Il secondo articolo dedicato all'innovazione e alle tecnologie per la GDO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla reattività alla predittività: il nuovo paradigma logistico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>supply chain</strong> della grande distribuzione organizzata sta vivendo una rivoluzione profonda. <strong>Piattaforme digitali</strong> e <strong>intelligenza artificiale</strong> stanno sostituendo logiche reattive con approcci predittivi, trasformando la gestione delle scorte da problema a vantaggio competitivo strategico. Nella GDO le rotture di stock generano costi rilevanti in mancate vendite, mentre le eccedenze erodono margini e producono sprechi. La sfida è trovare il giusto punto di equilibrio e qui entrano in gioco le <strong>nuove tecnologie</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Piattaforme digitali: l’orchestrazione della complessità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le moderne piattaforme di supply chain management rappresentano un salto qualitativo rispetto ai tradizionali sistemi gestionali. Sono <strong>ecosistemi digitali</strong> che connettono in tempo reale fornitori, centri di distribuzione e punti vendita, fino ai consumatori finali. Integrano <strong>dati</strong> da più fonti: vendite real-time dal punto cassa, previsioni meteorologiche, calendario promozionale, trend di ricerca online e traffico pedonale nei negozi. Questa aggregazione permette al buyer di monitorare le scorte disponibili, le vendite per punto vendita, la domanda attesa e le criticità lungo la catena di fornitura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La digitalizzazione abilita anche nuovi <strong>modelli collaborativi</strong>. Il <em>Vendor Managed Inventory</em> diventa efficace quando piattaforme condividono dati di sell-out in tempo reale con i fornitori, consentendo loro di gestire il riassortimento in autonomia. Il risultato è una riduzione delle scorte di sicurezza, meno rotture di stock e una maggiore freschezza dei prodotti a scaffale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Intelligenza artificiale: dal dato alla decisione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le piattaforme digitali forniscono connettività e visibilità, l’<strong>AI</strong> trasforma i dati in decisioni operative. Gli algoritmi di machine learning analizzano pattern storici di vendita, identificano correlazioni nascoste e generano previsioni accurate della domanda futura, incorporando variabili esterne come eventi locali, festività, condizioni meteo e campagne dei competitor. I modelli si affinano in modo continuo, permettendo di ordinare la quantità giusta al momento giusto. L’AI ottimizza i percorsi di trasporto riducendo chilometri ed emissioni, alimenta sistemi di <em>dynamic pricing</em> che adeguano i prezzi in base a disponibilità e <em>shelf-life</em> residua e guida robot nei magazzini automatizzati con efficienza superiore ai processi manuali. Particolarmente rilevante è l’applicazione nella gestione delle <strong>promozioni</strong>: analizzando migliaia di iniziative passate, gli algoritmi identificano pattern di successo e prevedono con maggiore accuratezza l’impatto sulla domanda di ogni specifica iniziativa promozionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il magazzino intelligente: automazione e flessibilità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il magazzino è l’area dove la trasformazione digitale è più tangibile. I moderni centri di distribuzione della GDO integrano soluzioni di <strong>automazione avanzata</strong>: sistemi shuttle per lo stoccaggio ad alta densità, robot collaborativi per il picking e veicoli a guida automatica per la movimentazione interna. L’AI ottimizza continuamente la disposizione dei prodotti, posizionando gli articoli a più alta rotazione nelle zone più accessibili e riorganizzando dinamicamente il layout in base ai cambiamenti della domanda, minimizzando i tempi di prelievo e massimizzando l’utilizzo dello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Verso una supply chain sostenibile e resiliente<br></strong>La trasformazione digitale della supply chain riguarda efficienza e costi, ma è anche uno strumento fondamentale per la <strong>sostenibilità</strong>. Riduzione degli sprechi alimentari attraverso una migliore gestione della shelf-life, ottimizzazione dei trasporti con conseguente calo delle emissioni e tracciabilità dell’origine dei prodotti lungo tutta la filiera: benefici concreti resi possibili dalle tecnologie digitali. Le aziende che integrano piattaforme avanzate e AI costruiscono fondamenta per una logistica più resiliente e sostenibile. In un mercato dove la differenza tra successo e insuccesso si misura in punti percentuali di margine, avere la merce giusta, al momento giusto, nel posto giusto è un imperativo strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Scopri tutti i servizi del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-marketing-lab/">Next Marketing LAB</a> per migliorare la tua strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo, firmato da Max Bancora, è stato pubblicato anche sulla <a href="https://technoretail.it/magazine/tr-magazine-2-2026.html" target="_blank" rel="noopener">rivista Technoretail</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Next Sport LAB: tecnologie e innovazione per lo sport e il benessere</title>
		<link>https://cnexthub.com/next-sport-lab-tecnologie-e-innovazione-per-lo-sport-e-il-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[C.NEXT Ivrea]]></category>
		<category><![CDATA[Ivrea]]></category>
		<category><![CDATA[LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Next Sport LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18856</guid>

					<description><![CDATA[A Ivrea, nella storica fabbrica Olivetti, nasce un nuovo spazio dedicato alle aziende e alle loro competenze]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">350 mq dedicati alle imprese che operano nel <strong>settore sportivo e del benessere</strong> e vogliono collaborare, per fare innovazione insieme: è il <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">Next Sport LAB</a></strong>, all’interno di <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a></strong>, nella storica fabbrica Olivetti (patrimonio UNESCO).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spazio è anche la sede del progetto <strong>Move X</strong>, iniziativa nata dall&#8217;accordo tra quattro realtà con competenze diverse: C.NEXT Ivrea, <strong>CONI Piemonte</strong>, <strong>Politecnico di Torino</strong> e <strong>Sport Innovation Hub</strong>. Insieme danno vita al primo e unico hub regionale in Italia che unisce sport, benessere, industria e tecnologia.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un luogo costruito per le imprese</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Il Next Sport LAB è uno <strong>spazio</strong> <strong>B2B</strong>. Le aziende che scelgono di insediarsi possono usarlo per organizzare <strong>eventi</strong>, partecipare a occasioni di <strong>networking</strong> e presentare le proprie <strong>competenze</strong>, sia a un pubblico ampio che in incontri riservati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;<strong>area espositiva</strong> le aziende potranno mostrare le proprie tecnologie e soluzioni in modo tangibile: una presenza permanente e ragionata, pensata per stimolare dialogo e connessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insediarsi nel Next Sport LAB significa anche entrare a far parte del sistema nazionale per l&#8217;innovazione di C.NEXT. Questo vuol dire accedere a una rete più ampia e poter partecipare a <strong>progetti di trasferimento tecnologico tra imprese</strong>, con collaborazioni concrete su temi complessi e partner che sarebbe difficile intercettare da soli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/05/Sport_LAB_MAG-2-1024x576.jpg" alt="Il Next Sport LAB in allestimento" class="wp-image-18859" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/05/Sport_LAB_MAG-2-980x551.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/05/Sport_LAB_MAG-2-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Cinque aree tematiche</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro del LAB ruota attorno a cinque ambiti di innovazione per il settore sportivo e del benessere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Wearables &amp; Biosensing</strong> – tecnologie indossabili per il monitoraggio atletico e biometrico</li>



<li><strong>Digital Training &amp; Coaching</strong> – piattaforme di allenamento intelligente e coaching virtuale con AI</li>



<li><strong>Sports Materials &amp; Equipment</strong> – materiali innovativi e sostenibili, attrezzature smart</li>



<li><strong>Performance Analytics</strong> – Big Data e Machine Learning applicati alle performance</li>



<li><strong>Wellness &amp; Recovery Tech</strong> – tecnologie per recupero, benessere e nutrizione</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Gli eventi sono già iniziati</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">I primi appuntamenti in calendario si sono già tenuti: il 19 maggio, C.NEXT Ivrea ha organizzato un <strong>Innovation Talk</strong> – “Sport e Benessere come leva di innovazione” – aperto al pubblico e a partecipazione gratuita. Nella stessa sede, le aziende che hanno aderito a Move X si sono presentate per la prima volta insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo appuntamento, l’8 giugno, a Torino, presso CTE NEXT &#8211; Casa delle Tecnologie Emergenti il tema è stato <strong>&#8220;Sport e Intelligenza Artificiale, nuovi asset per la produttività delle imprese”</strong>, un momento operativo dedicato a chi vuole capire come l&#8217;AI può davvero cambiare il modo di lavorare nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono i primi due di un <strong>programma più ampio</strong>, costruito in modo sinergico dai quattro partner del progetto.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ambizione: diventare un punto di riferimento, anche in Europa</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo del Next Sport LAB è diventare il punto di riferimento nazionale per le filiere del settore sportivo sui temi dell&#8217;innovazione tecnologica. Tra i partner dell&#8217;iniziativa, Sport Innovation Hub e Politecnico di Torino sono già affiliati a <strong>EPSI — European Platform for Sport Innovation</strong>, una rete europea che apre a connessioni e collaborazioni che vanno oltre i confini nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto è quello giusto: Ivrea e il Piemonte hanno una <strong>tradizione sportiva consolidata</strong>, e la sede in un luogo come la fabbrica Olivetti racconta una continuità con una cultura dell&#8217;innovazione industriale che in questo territorio ha radici profonde.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Come partecipare</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Se la tua azienda opera nel settore sportivo o del benessere e vuole sapere come <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">entrare a far parte del Next Sport LAB</a></strong> — o semplicemente vuole seguire da vicino le attività di Move X — trovi tutte le informazioni e il modulo di contatto sulla <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">landing page dedicata</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>↗️ <a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">Scopri il Next Sport LAB e invia la tua richiesta di interesse</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:0px">Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle<strong>idee imprenditoriali selezionate come vincitrici </strong>della prima edizione della <a href="https://ivrea.cnexthub.com/call-for-startup/">Call for Startup</a>, iniziativa lanciata da <a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a> a fine aprile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Data center: tecnologie e competenze per una crescita sostenibile</title>
		<link>https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18760</guid>

					<description><![CDATA[L'esplosione dell'intelligenza artificiale e del cloud ha trasformato i data center in uno dei nodi più critici della transizione energetica. Cosa sono, perché consumano così tanto e – soprattutto – come le competenze del Next Energy LAB possono favorirne una crescita sostenibile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</a></li>



<li><a href="#contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</a></li>



<li><a href="#sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</a></li>



<li><a href="#opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</a></li>



<li><a href="#next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando invii un’email, guardi un video in streaming, usi un gestionale aziendale o chiedi qualcosa a un chatbot, dall&#8217;altra parte c&#8217;è sempre un data center. Si tratta di strutture fisiche – a volte grandi come capannoni industriali, a volte contenute in una stanza – che ospitano i server su cui lavorano le applicazioni, vengono archiviati i dati ed eseguiti i calcoli che tengono in piedi l&#8217;economia digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne esistono principalmente due tipologie. I data center <em>enterprise</em> hanno dimensioni contenute e sono gestiti da un&#8217;organizzazione per le proprie esigenze interne. Gli <em>hyperscale data center</em> sono invece le infrastrutture titaniche dei grandi operatori tecnologici globali – Amazon, Google, Microsoft, Meta – che servono milioni di clienti in contemporanea. C&#8217;è poi una categoria intermedia, la <em>colocation</em>: strutture condivise in cui diverse aziende noleggiano spazio e connettività, senza doversi costruire la propria infrastruttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere i data center così centrali sono tre grandi tecnologie digitali: l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">intelligenza artificiale (AI)</a>,</strong> che richiede enormi capacità di calcolo sia in fase di addestramento dei modelli sia durante il loro utilizzo quotidiano; l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></strong>, che connette miliardi di dispositivi fisici generando flussi incessanti di dati; e il <strong><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">cloud computing</a></strong>, che ha progressivamente spostato applicazioni e archiviazione dai computer locali a infrastrutture centralizzate. Insieme, queste tre forze alimentano la cosiddetta <strong>Data Economy</strong>: l&#8217;insieme delle attività economiche che si fondano sulla raccolta, elaborazione e valorizzazione dei dati. Nel 2024, la Data Economy italiana valeva 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del PIL nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="contesto-italiano-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo si contano oggi oltre 10.000 data center, di cui più di 2.200 in Europa e circa 168-210 in Italia (le stime variano a seconda della metodologia di censimento). L&#8217;Italia si colloca al tredicesimo posto mondiale, ma è la dinamica di crescita a essere significativa: mentre i grandi hub storici europei – Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino (i cosiddetti &#8220;FLAPD&#8221;) – mostrano segni di saturazione, il nostro Paese sta attirando investimenti internazionali con crescente intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La concentrazione geografica è marcata: <strong>Milano concentra il 46% della potenza nazionale installata</strong> – davanti a mercati emergenti come Madrid e Zurigo – seguita da Roma (21 strutture) e Torino (11). Le richieste di connessione alla rete elettrica di alta tensione gestite da Terna sono passate da 0,1 GW nel 2019 a oltre 55 GW nei primi mesi del 2025, con quasi l&#8217;80% delle domande concentrate nel Nord Italia e la Lombardia come epicentro assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato sulle richieste di connessione merita un chiarimento: si tratta di prenotazioni sulla rete, non di potenza effettivamente installata. Molte richieste vengono avanzate in modo speculativo per assicurarsi una posizione. Le stime più credibili indicano una capacità effettivamente installata di 1,4-2,0 GW entro il 2030, che si tradurrà in circa 14 TWh/anno di consumi aggiuntivi – circa il 5% della domanda elettrica nazionale attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte economico, il mercato italiano dei data center vale 7 miliardi di euro (2024) con proiezioni di crescita del 47% entro il 2030. Se l&#8217;Italia riuscisse ad avvicinarsi ai best performer europei, la Data Economy complessiva potrebbe salire a 207 miliardi di euro entro il 2030, abilitando tra 77.000 e 150.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="sfide-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I data center sono <strong>consumatori di energia</strong> <strong>rigidi e continuativi</strong>: la gestione dei loro consumi è meno flessibile rispetto all&#8217;industria tradizionale e richiedono un’alimentazione ininterrotta con standard di affidabilità elevatissimi. Nel 2024, i data center italiani hanno consumato circa 3,9 TWh di energia elettrica, pari all&#8217;1,9% dei consumi nazionali. Nello scenario di massimo sviluppo, questa quota potrebbe salire al 12,7% entro il 2035: quasi sette volte l&#8217;attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il raffreddamento è la grande sfida tecnica. </strong>I server generano enormi quantità di calore durante il funzionamento, e mantenerli a temperatura operativa richiede impianti di condizionamento molto energivori. Il principale indicatore di efficienza energetica è il <strong>PUE (Power Usage Effectiveness)</strong>: il rapporto tra l&#8217;energia totale consumata dalla struttura e quella effettivamente utilizzata dai server per il calcolo. Un PUE di 1 è il valore ideale; il PUE medio italiano si attesta oggi intorno a 1,5; i data center più avanzati scendono sotto 1,2. L&#8217;obiettivo di settore è portare il PUE medio europeo sotto 1,3 entro il 2030. Sul fronte delle tecnologie di raffreddamento, le soluzioni più promettenti sono il <strong>liquid cooling</strong> (raffreddamento diretto a liquido sui chip, molto più efficiente dell&#8217;aria) e i sistemi ibridi. In Italia, il clima temperato del Nord consente di sfruttare il <strong>&#8220;free cooling&#8221;</strong> – l&#8217;utilizzo dell&#8217;aria fredda esterna nei mesi invernali – con benefici energetici significativi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strettamente connesso al raffreddamento è il <strong>consumo d&#8217;acqua</strong>. I sistemi di raffreddamento evaporativo – diffusi per la loro efficienza energetica – utilizzano acqua che viene parzialmente dispersa nell&#8217;atmosfera. In contesti con stress idrico, questa competizione con altri usi dell&#8217;acqua è già oggetto di dibattito in diversi paesi europei. La scelta del sistema di raffreddamento non è quindi solo una decisione tecnica, ma ha implicazioni territoriali e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul <strong>piano normativo</strong>, il quadro è in rapida evoluzione. A livello europeo, il Regolamento UE 2019/424 sulla progettazione ecocompatibile e la Direttiva 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica impongono obblighi di rendicontazione e standard crescenti. In Italia, il <strong>Decreto Energia 2025</strong> ha introdotto un procedimento unico e accelerato per le autorizzazioni, con un tempo massimo di 10 mesi dall&#8217;istanza. A gennaio 2025 è stato inoltre assegnato un codice ATECO specifico, che riconosce ufficialmente i data center come infrastrutture strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi il tema della <strong>sovranità digitale</strong>: chi possiede, controlla e può accedere ai dati archiviati in queste infrastrutture? La questione è sempre più centrale nell&#8217;agenda politica europea e italiana, con implicazioni dirette su dove vengono costruiti i data center, da chi e con quali garanzie di sicurezza e trasparenza verso i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="opportunita-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center non è un problema da ostacolare, ma una realtà da governare con intelligenza. Quattro leve strategiche – identificate in modo convergente dai principali rapporti di settore – possono trasformare queste strutture da consumatori passivi ad <strong>attori attivi della transizione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Recupero del calore di scarto.</strong> I server producono calore che, invece di essere disperso, può essere catturato e reimmesso nelle reti di teleriscaldamento urbano. Il solo allaccio dei data center italiani alle reti di teleriscaldamento abiliterebbe la valorizzazione di 9,5 TWh di energia termica, sufficienti a coprire il fabbisogno termico di circa 800.000 famiglie ed evitare l&#8217;emissione di 2 milioni di tonnellate di CO₂. Non è solo teoria: a Brescia, il data center Qarnot inaugurato a giugno 2025 nella centrale Lamarmora di A2A recupera già calore per riscaldare 1.350 appartamenti. A Milano, il progetto &#8220;Avalon 3&#8221; immetterà nella rete oltre 15 GWh di energia termica all&#8217;anno a partire dal 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Power Purchase Agreement (PPA).</strong> Contratti di lungo periodo per l&#8217;acquisto diretto di energia rinnovabile, i PPA offrono forniture stabili e prezzi prevedibili. Con una loro adozione diffusa, i data center potrebbero coprire fino al <strong>74% del loro fabbisogno con fonti rinnovabili</strong>. Gli operatori di data center rappresentano già oggi oltre il 30% dei 120 GW di corporate PPA stipulati a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Aree brownfield e riqualificazione industriale.</strong> La localizzazione dei nuovi data center su siti industriali dismessi permette di sfruttare infrastrutture esistenti (connessioni alla rete, viabilità, edifici), evitare il consumo di suolo vergine e riqualificare aree degradate. Le stime indicano un potenziale di circa 600 MW realizzabili su siti brownfield italiani. Un&#8217;opportunità particolarmente rilevante per Lombardia e Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Economia circolare e gestione dei RAEE.</strong> I data center sono grandi produttori di rifiuti elettronici. Gestire il ciclo di vita dei componenti hardware in ottica circolare – dal riuso dei componenti ancora funzionanti al riciclo certificato dei materiali – è una componente importante della sostenibilità complessiva del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra tecnologia da tenere d&#8217;occhio è l&#8217;<strong>edge computing</strong>: distribuire i carichi di calcolo su nodi più piccoli e vicini agli utenti finali riduce la latenza e, in molti contesti, l&#8217;intensità energetica complessiva del sistema.</p>



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<h2 id="ai-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>è il principale motore della crescita dei consumi dei data center, ma è anche una delle soluzioni più promettenti per contenerla. Un paradosso solo apparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato dei <strong>consumi</strong>, addestrare un grande modello linguistico richiede mesi di calcolo intensivo su migliaia di chip specializzati, con consumi paragonabili a quelli di una piccola città. Anche il semplice utilizzo quotidiano ha un costo: una singola query su strumenti come ChatGPT consuma fino a 10 volte più energia di una ricerca web tradizionale. Globalmente, i data center assorbono oggi circa il 1,5% dell&#8217;elettricità mondiale, ma entro il 2030 il consumo potrebbe crescere del 127%, passando da 416 TWh a 946 TWh. In Europa i data center pesano già per il 3% del fabbisogno elettrico; in Irlanda, dove la concentrazione è estrema, nel 2023 hanno inciso per il 21% dei consumi nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato delle <strong>soluzioni</strong>, l&#8217;AI applicata alla gestione dei data center permette di ottimizzare in tempo reale i sistemi di raffreddamento, il riciclo del calore, anticipare i picchi di carico, redistribuire i carichi verso i server più efficienti e prevedere i guasti prima che si verifichino. Google ha documentato riduzioni del 20-40% dei consumi per il raffreddamento grazie a sistemi AI. Analogamente, l&#8217;IEA (International Energy Agency) stima che un&#8217;adozione diffusa delle tecnologie AI esistenti potrebbe ridurre le emissioni globali di CO₂ di 1,4 Gt entro il 2035 nei settori industria, trasporti e civile – compensando in parte l&#8217;impatto energetico diretto dei data center stessi.</p>



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<h2 id="next-energy-lab-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Affrontare la sfida dei data center in modo sistemico</strong> significa coordinare competenze molto diverse: hardware fisico, software intelligente, progettazione infrastrutturale. Raramente si trovano in un unico fornitore. Il modello del <strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB di C.NEXT</a></strong> risponde esattamente a questa esigenza, aggregando competenze complementari che coprono l&#8217;intera catena del valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano dell&#8217;hardware e della gestione termica, il LAB include <strong>tecnologie avanzate per il raffreddamento dei data center e il riciclo del calore</strong>: sistemi chiller ad alta efficienza, soluzioni integrate di free cooling e liquid cooling ibrido, recupero energetico e accumulo di energia termica, manutenzione predittiva. Con oltre 1,5 GW di capacità di raffreddamento già installati in data center nel mondo, queste soluzioni permettono di ottimizzare il PUE, ridurre i consumi energetici legati al raffreddamento e garantire operatività continua. I sistemi di controllo avanzati consentono il monitoraggio in tempo reale e l&#8217;ottimizzazione continua delle performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano del <strong>software </strong>e dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale applicata</strong>, sono disponibili piattaforme di AI per la gestione operativa: sistemi di decision intelligence in tempo reale, analisi predittiva dei consumi, automazione di processi complessi e integrazione con sistemi legacy. La capacità di trasformare i dati generati dall&#8217;infrastruttura in decisioni operative immediate permette di aumentare l&#8217;efficienza, ridurre gli sprechi e supportare i processi di rendicontazione ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano della <strong>progettazione e integrazione infrastrutturale</strong>, il LAB offre competenze specializzate nella pianificazione e implementazione di infrastrutture di data center – sia fisiche che cloud-native – con attenzione alla ottimizzazione architetturale, alla resilienza operativa, alla sicurezza e alla conformità normativa. Una capacità utile sia per progettare ex novo la propria infrastruttura IT, sia per modernizzare sistemi legacy garantendo continuità operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione di queste tre leve – hardware, software e progettazione – permette a C.NEXT di rispondere alle sfide dei data center in modo non frammentato: un solo interlocutore capace di vedere il problema nella sua complessità e costruire una risposta su misura per le esigenze specifiche del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center è inarrestabile: è il prezzo – e al tempo stesso il motore – della trasformazione digitale che le imprese italiane hanno già avviato. La domanda non è più &#8220;se&#8221; costruire questa infrastruttura, ma &#8220;come&#8221; farlo in modo che diventi una risorsa, non un problema. Con la giusta pianificazione, le tecnologie disponibili e una governance chiara, i data center possono diventare nodi attivi di un sistema energetico più intelligente, flessibile e sostenibile – non solo consumatori, ma produttori, accumulatori e stabilizzatori di rete.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hai una sfida legata all&#8217;energia nella tua organizzazione? Scopri <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">come il Next Energy LAB può aiutarti</a></strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>I-Com (Istituto per la Competitività), &#8220;Dare Energ-IA all&#8217;Italia. Data Center e intelligenza artificiale per la sostenibilità&#8221;, novembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>TEHA Group / A2A, &#8220;L&#8217;Italia dei data center. Energia, efficienza, sostenibilità per la transizione digitale&#8221;, Forum di Cernobbio, settembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>IEA, &#8220;Energy and AI&#8221;, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Regolamento UE 2019/424; Direttiva UE 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>https://www.wired.it/article/data-center-infrastrutture-digitali-potere-sovranita</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>https://undark.org/2025/12/16/ai-data-centers-water</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Acinque e C.NEXT fanno rete per uno sviluppo innovativo e sostenibile del territorio</title>
		<link>https://cnexthub.com/acinque-e-c-next-fanno-rete-per-uno-sviluppo-innovativo-e-sostenibile-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 10:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Acinque]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Partnership]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=17933</guid>

					<description><![CDATA[Continua la partnership con la multiutility lombarda grazie a soluzioni e progetti nell'ambito dell'energia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Prosegue la nostra partnership con il <a href="https://www.gruppoacinque.it/" target="_blank" rel="noopener">Gruppo Acinque</a> per lo sviluppo di idee, soluzioni e progetti di innovazione nel <strong>settore energetico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la <a href="https://cnexthub.com/innovazione-un-valore-per-il-territorio-partnership-fra-acinque-e-c-next/">prima parte del percorso</a>, svolta nel 2024 insieme alla business unit “Reti e infrastrutture” di Acinque, abbiamo proseguito gli incontri tra startup e aziende innovative della nostra community con il personale di “Acinque Innovazione”, società del gruppo che si occupa di efficienza energetica e mobilità sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto ha portato al coinvolgimento di altri partner di Acinque e l’avvio di nuove progettualità e soluzioni, con il supporto di A2A, nell’ambito dell’uso di algoritmi di<strong> </strong><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">intelligenza artificiale</a> per l’analisi dati e l’integrazione di sensori e <a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">sistemi IoT</a> per la gestione sostenibile degli asset.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare è in corso un progetto per la realizzazione di una <strong>data platform</strong>, in grado di integrare e analizzare dati provenienti da diverse fonti, utile a restituire dei report personalizzati, e un progetto pilota sulle centrali del teleriscaldamento di Monza, per realizzare un modello di <strong>ottimizzazione matematica degli impianti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione con Acinque – grazie al <a href="https://cnexthub.com/innovation-alliance/">programma Innovation Alliance</a> – si inserisce tra i nostri <a href="https://cnexthub.com/servizi/">servizi di innovazione per le aziende</a>, con soluzioni personalizzate, basate sulle esigenze reali, sviluppate grazie alle competenze della <a href="https://cnexthub.com/imprese-del-sistema-cnext/">nostra community di imprese</a>, in grado di portare crescita economica e valore sociale anche ai territori di riferimento.</p>
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