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	<title>Case History &#8211; C.NEXT</title>
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	<description>Innovation Together</description>
	<lastBuildDate>Tue, 13 Oct 2026 15:06:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Case History &#8211; C.NEXT</title>
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	<item>
		<title>Smart Metering per la rete idrica</title>
		<link>https://cnexthub.com/smart-metering-per-la-rete-idrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Metering]]></category>
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					<description><![CDATA[Ridurre le perdite occulte nella rete idrica grazie alla digitalizzazione e al monitoraggio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestore del <strong>servizio idrico integrato</strong> di una provincia lombarda, con oltre 870.000 abitanti serviti, 3.000 km di rete idrica e rete fognaria, 100 milioni di metri cubi di acqua distribuiti all’anno.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ridurre le <strong>perdite occulte nella rete idrica</strong> e recuperare i 4,5 milioni di metri cubi d’acqua dispersi ogni anno. Nello specifico gli obiettivi del cliente erano tre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>abbassare l’indicatore percentuale di perdita M1b (usato per misurare le perdite idriche percentuali nelle reti degli acquedotti) del 10,5%, dal 28,6% al 18,05%;</li>



<li><strong>distrettualizzare</strong> l’intera rete di distribuzione nell’area di progetto, cioé dividerla in sotto-zone isolate e monitorate chiamate distretti idrici;</li>



<li>abilitare un <strong>monitoraggio dei consumi</strong> quasi in tempo reale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per soddisfare il bisogno era necessario un <strong>Sistema di Acquisizione Centralizzato (SAC)</strong> capace di raccogliere, elaborare e analizzare le letture di apparecchi con tecnologie e protocolli di trasmissione diversi, integrabile con i sistemi aziendali e scalabile fino a 160.000 contatori.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente ha avviato un percorso di digitalizzazione e monitoraggio della rete idrica nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo fornito un <strong>sistema SAC on-cloud</strong> basato su una piattaforma proprietaria, affiancata da un <strong>Network Server</strong> (sempre in-cloud) per la comunicazione con i contatori, sia smart che tradizionali. La soluzione riunisce così in un ambiente unico e protetto i dati provenienti da fonti eterogenee, con tecnologie e protocolli diversi: garantisce flessibilità, integrazione con i principali sistemi IT/OT e scalabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’adozione di una tecnologia di <strong>Smart Metering</strong> basata sul cloud permette l’integrazione continua con i processi di business del gestore – giri di lettura, fatturazione, gestione allarmi, bilancio idrico dei distretti – e predispone la piattaforma a evoluzioni successive come l’<strong>analisi integrata con Intelligenza Artificiale</strong> (AI) dei consumi e degli eventi di rete, la gestione a distanza dei contatori, l’integrazione con lo sportello online e l’app.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha superato le fasi di kick-off, high-level design, go-live, collaudo, infasamento iniziale e migrazione progressiva dei Comuni, garantendo la continuità operativa durante l’intero rollout.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/system-integration/">System Integration</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il monitoraggio del territorio cambia forma</title>
		<link>https://cnexthub.com/il-monitoraggio-del-territorio-cambia-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[GReD]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nobus]]></category>
		<category><![CDATA[Sensori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=19030</guid>

					<description><![CDATA[Dall'incontro tra GReD e Nobus al Next Energy LAB è nato un prototipo che l’agenzia geologica slovena installerà per monitorare versanti in frana e infrastrutture critiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi mesi, in Slovenia, l’agenzia geologica installerà una <strong>stazione di monitoraggio </strong>per rilevare ed analizzare gli <strong>spostamenti del terreno </strong>e la<strong> sicurezza di infrastrutture critiche</strong>. Un oggetto innovativo che non necessita di collegamenti con la rete elettrica, più resistente e funzionale rispetto ai soliti sensori di monitoraggio, con l’integrazione di sistemi di videosorveglianza<strong> </strong>basati su AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova soluzione è stata sviluppata in <strong>collaborazione da GReD e Nobus</strong>, due aziende che fanno parte del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB</a> e che fino a poco tempo fa non si conoscevano.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Una collaborazione nata al Next Energy LAB</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Eugenio Realini di GReD e Paolo Quattrocolo di Nobus hanno iniziato a parlare durante uno degli incontri del LAB e hanno capito che le rispettive competenze potevano essere unite, dando vita a qualcosa di nuovo capace di <strong>creare valore per entrambi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.g-red.eu/" target="_blank" rel="noopener">GReD</a></strong> è uno spin-off del Politecnico di Milano che sviluppa soluzioni personalizzate basate su <strong>tecnologie geomatiche</strong> e <strong>posizionamento GNSS</strong>, in particolare per il monitoraggio degli spostamenti di strutture e del terreno, con precisione millimetrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.nobus.it/" target="_blank" rel="noopener">Nobus</a></strong> è una startup torinese che progetta e realizza <strong>sistemi energetici autonomi</strong>, off-grid e sostenibili per portare illuminazione, videosorveglianza smart e altri servizi anche dove non arriva la rete elettrica.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>La prevenzione come risposta ai disastri ambientali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Frane, alluvioni e cedimenti di versanti e infrastrutture sono eventi sempre più frequenti, e i danni che provocano sono spesso gravi e costosi. In Italia però si spende molto di più per rimediare che per <strong>prevenire</strong>: secondo l&#8217;ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), tra il 2013 e il 2019 sono stati spesi circa 20 miliardi di euro per le emergenze legate al dissesto idrogeologico e 2 miliardi per la prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le infrastrutture critiche, tuttavia, la prevenzione non riguarda soltanto i rischi naturali. Significa anche poter riconoscere subito <strong>situazioni anomale nell&#8217;area circostante</strong>: accessi non autorizzati, intrusioni o altri eventi che possono comprometterne la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il monitoraggio sta evolvendo verso sistemi capaci di <strong>integrare diverse fonti di informazioni</strong>. Ai sensori che misurano con precisione elevata gli spostamenti del terreno e delle strutture si aggiungono <strong>telecamere</strong> e algoritmi di <strong>intelligenza artificiale</strong>, capaci di analizzare le immagini e segnalare eventi di interesse in automatico. La combinazione di queste informazioni permette di costruire un quadro completo della situazione e di supportare interventi più rapidi e mirati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune <strong>pubbliche amministrazioni </strong>sono sempre più interessate alla prevenzione e negli ultimi anni hanno cominciato a cercare sul mercato competenze e tecnologie capaci di rispondere a questa esigenza. Il problema è che i luoghi da monitorare sono spesso impervi e isolati o, al contrario, inseriti in città dove i tradizionali sensori <em>stanno male</em>, apparendo fuori posto nell’ambiente.</p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">La soluzione innovativa di GReD e Nobus</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione sviluppata da GReD e Nobus risolve entrambi i problemi. I sensori di monitoraggio sono inseriti in un palo compatto, in grado di <strong>alimentarsi in autonomia</strong> grazie a pannelli solari verticali integrati. In questo modo la struttura risulta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>più resistente</strong> al vento rispetto a quelle con i pannelli esterni inclinati, che possono fare da vela</li>



<li><strong>più stabile</strong> sui terreni accidentati</li>



<li><strong>più duratura</strong> in climi umidi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa infrastruttura energetica può alimentare sensoristica e GNSS (sistemi satellitari di navigazione), telecamere, comunicazioni e capacità di elaborazione, rendendo possibile un presidio autonomo anche in siti remoti. L’oggetto ha inoltre un <strong>design curato</strong>, capace di integrarsi piacevolmente anche nei contesti urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prototipo che verrà installato in Slovenia è stato realizzato all&#8217;interno di un <strong>progetto europeo</strong> dedicato alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture critiche, in particolare alle linee ad alta tensione. L&#8217;obiettivo è integrare in un sistema unico il monitoraggio degli spostamenti del terreno e delle infrastrutture con la videosorveglianza intelligente, così da rilevare sia l&#8217;evoluzione di fenomeni naturali potenzialmente pericolosi sia eventi anomali nell&#8217;area circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Nobus è l&#8217;ingresso in un <strong>mercato nuovo</strong>, per GReD è un <strong>sensore più resistente, funzionale </strong>e<strong> bello</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la prova che <strong>l’unione delle competenze funziona</strong>: due aziende che non si conoscevano, sedute allo stesso tavolo, hanno scoperto che <strong>il bisogno dell&#8217;una era il prodotto dell&#8217;altra</strong> e in pochi mesi hanno costruito qualcosa che prima non c&#8217;era.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il <u><strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB</a></strong></u> è uno dei nostri laboratori tematici: riunisce aziende che lavorano sui temi dell&#8217;energia e dell&#8217;efficienza, con l&#8217;idea che dall&#8217;incontro tra competenze diverse nascano soluzioni innovative che nessuna delle due avrebbe potuto progettare da sola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BESS: le “batterie” per la transizione energetica</title>
		<link>https://cnexthub.com/bess-le-batterie-per-la-transizione-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[BESS]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza sistemi di accumulo la corsa alle rinnovabili rischia di fermarsi. Cosa sono i BESS, perché il loro mercato sta crescendo in Italia e come le competenze del Next Energy LAB possono essere utili alle aziende nel loro sviluppo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-BESS">Cosa sono i BESS e come funzionano</a></li>



<li><a href="#perché-BESS-importanti">Perché i BESS sono importanti</a></li>



<li><a href="#sfide-opportunità-BESS">Sfide e opportunità dei BESS</a></li>



<li><a href="#next-energy-LAB-BESS">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">Ringraziamenti</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i BESS e come funzionano</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BESS</strong> è l&#8217;acronimo di <em>Battery Energy Storage System</em>, cioè <strong>sistema di accumulo</strong> <strong>di energia a batteria</strong>. Detto in modo semplice, è un grande serbatoio di elettricità: immagazzina energia quando è abbondante o costa poco – per esempio il surplus di un impianto fotovoltaico a mezzogiorno – e la rilascia quando serve, nelle ore di picco o quando il sole non c’è. In gergo si chiama <em>time-shifting</em>: spostare l’energia nel tempo, trasformando una risorsa istantanea e imprevedibile in una risorsa programmabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un BESS, però, non è solo &#8220;una batteria&#8221;. È un sistema fatto di più parti. Ci sono i moduli di batterie veri e propri (oggi quasi sempre agli ioni di litio, nella variante LFP – litio-ferro-fosfato – più sicura e durevole). C’è il <strong>BMS</strong> (<em>Battery Management System</em>), che sorveglia temperatura, carica e sicurezza di ogni cella. C’è il <strong>PCS</strong> (<em>Power Conversion System</em>), l’inverter che converte la corrente da continua ad alternata e viceversa. E c’è l’<strong>EMS</strong> (<em>Energy Management System</em>), il software che decide momento per momento se caricare, scaricare o scambiare energia con la rete. A questi si aggiungono trasformatori, quadri elettrici, raffreddamento e sistemi antincendio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni sono di due tipi. I <strong>sistemi <em>behind-the-meter</em></strong> (&#8220;dietro il contatore&#8221;) stanno presso un’azienda o un edificio e servono ad aumentare l’autoconsumo, tagliare i picchi di potenza e garantire continuità in caso di blackout. I <strong>sistemi <em>front-of-the-meter</em></strong> sono invece collegati direttamente alla rete e lavorano come veri asset industriali al suo servizio, aiutando a mantenerla stabile. Possono essere abbinati a un impianto rinnovabile (sistemi ibridi) oppure funzionare da soli, come infrastruttura di accumulo autonoma (<em>stand-alone</em>).</p>



<h2 id="-perché-BESS-importanti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Perché i BESS sono importanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La spinta nasce da un fatto concreto: l’Italia sta installando quantità crescenti di <strong>energia solare ed eolica</strong>, fonti pulite ma non programmabili. Producono quando c’è sole o vento, non quando serve. Più cresce la loro quota nel mix energetico, più aumenta il bisogno di qualcosa che assorba i surplus e li restituisca al momento giusto, tenendo la rete in equilibrio. Quel qualcosa è lo <em><strong>storage</strong></em>: senza, la transizione rallenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato lo ha capito e sta correndo. A inizio 2026 l’Italia ha superato i 19 GWh di capacità di accumulo installata ed è diventata il secondo mercato europeo dopo la Germania. Ma la cosa interessante è un’altra: fino a ieri erano soprattutto piccole batterie domestiche, oggi il baricentro si sta spostando verso i <strong>grandi impianti industriali e di rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore di questa svolta ha un nome tecnico: <strong>MACSE</strong> (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico). È uno strumento introdotto da Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta e altissima tensione – che paga un premio pluriennale a chi mette a disposizione capacità di accumulo, assegnandola tramite aste. La prima, a settembre 2025, ha messo in palio 10 GWh e ha ricevuto richieste per oltre quattro volte tanto. Garantendo ricavi stabili per quindici anni, ha reso i progetti finanziabili dalle banche: da soli, con i prezzi altalenanti del mercato elettrico, spesso non lo erano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siamo solo all’inizio. Il <strong>PNIEC </strong>(Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) fissa un obiettivo di 50 GWh di accumuli al 2030: significa che nei prossimi anni la capacità installata dovrà più che raddoppiare. C’è molto da costruire, e in fretta.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Sfide e opportunità dei BESS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’azienda un BESS non è un acquisto ma un progetto, e come tutti i progetti industriali ha le sue insidie. La prima è il <strong>dimensionamento</strong>: la taglia giusta non si ricava dalla potenza del fotovoltaico, ma studiando ora per ora come consuma davvero il sito, meglio se su un anno intero. La seconda è la <strong>sicurezza</strong>: la prevenzione del <em>runaway</em> termico (surriscaldamento critico), la gestione del rischio elettrico in media/alta tensione e il rispetto delle normative antincendio. La terza, spesso la più lenta, è l’iter di <strong>autorizzazioni </strong>e di <strong>connessione alla rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi una questione più ampia, quasi geopolitica: la dipendenza dal <strong>litio</strong>, la cui filiera è concentrata in poche aree del mondo. È uno dei motivi per cui stanno emergendo chimiche alternative – come quella agli ioni di sodio – basate su materiali abbondanti e disponibili ovunque, senza nichel né cobalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte opposto, le opportunità. Il valore di un BESS sta nel fatto che può generare più ricavi insieme, il cosiddetto <em><strong>revenue stacking</strong></em>: aumenta l’autoconsumo, riduce i picchi di potenza, compra energia quando costa poco e la usa quando costa tanto, e può essere remunerato per i servizi che offre alla rete. Sommati agli <strong>incentivi fiscali </strong>oggi disponibili, questi vantaggi possono ripagare l’investimento in pochi anni. Ma – e qui sta il punto – tutto questo funziona solo se il sistema è progettato, gestito e messo in sicurezza bene. Che è esattamente dove servono le competenze giuste.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare un progetto di accumulo richiede competenze che vanno dalla chimica della cella al software che la governa, passando per la progettazione, le autorizzazioni e la sicurezza informatica. Difficilmente un solo fornitore le ha tutte. Il <strong>Next Energy LAB</strong>, invece, aggrega aziende che presidiano ogni anello di questa catena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-1024x512.jpg" alt="Il Next Energy LAB per la filiera dei BESS" class="wp-image-18999" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-980x490.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-480x240.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi le batterie le fa. </strong>Tra le aziende del LAB c’è chi sviluppa e produce <strong>celle e pacchi batteria agli ioni di sodio</strong>: un’alternativa al litio più sicura (niente rischio di incendio anche in caso di urti o cortocircuiti), che funziona in un ampio intervallo di temperature e regge molti più cicli di carica. Per l’accumulo di rete è particolarmente interessante perché può stare in container raffreddati semplicemente ad aria, con costi contenuti. La stessa tecnologia abilita soluzioni di frontiera come le <strong>batterie strutturali</strong>, pannelli che sono al tempo stesso struttura e accumulatore. È il tassello più a monte: l’innovazione di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li progetta e li sviluppa. </strong>Un’azienda accompagna l’intero ciclo di un progetto BESS stand-alone: individuazione del sito, progettazione, <em><strong>permitting</strong></em> (cioè l’ottenimento di permessi e autorizzazioni), iter di connessione alla rete e gestione del cantiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la fase realizzativa offre agli investitori servizi di <em><strong>EPC Management</strong></em> (dove EPC sta per <em>Engineering, Procurement and Construction</em>, la formula in cui un unico soggetto cura progettazione, forniture e costruzione) e di <em><strong>Owner’s Engineering</strong></em>, che tutela dal punto di vista tecnico gli interessi di chi investe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una pipeline di circa 2,2 GW di accumuli, sommando quelli in fase di autorizzazione agli impianti già autorizzati, presidia il know-how più critico e meno visibile: quello che trasforma un’idea in un impianto autorizzato e finanziabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi chi compie <strong>studi GIS</strong> multi-obiettivo che, partendo dalla topologia della rete di alta e altissima tensione e incrociandola con i punti geografici ad elevata generazione e consumo, è in grado di identificare i nodi di rete favorevoli all’installazione dei sistemi BESS.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li integra. </strong>C&#8217;è poi bisogno di chi porta lo storage nei contesti reali: un&#8217;azienda del LAB che opera come ESCo (<em>Energy Service Company</em>) e <em>General Contractor</em>, integra le batterie dei BESS dentro <strong>progetti di fotovoltaico aziendale </strong>con autoconsumo ed efficienza energetica per imprese e CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra progetta <strong>energia distribuita</strong> e <strong>sistemi di generazione</strong>, accumulo e conversione dell’energia in corrente alternata e continua, comprese <strong>soluzioni ibride</strong> che combinano rinnovabili, generatori e batterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha maturato questa competenza in condizioni estreme – aree remote e <em>off-grid</em>, deserti – dove l’energia deve esserci sempre e non c’è una rete a fare da paracadute: la stessa affidabilità che serve a un accumulo di rete, a un <a href="https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/">data center</a> o a un sito industriale critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li rende intelligenti. </strong>Una batteria, da sola, è poco utile. A darle un “cervello” è la <strong>digitalizzazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azienda si occupa dell’attività di trading, degli strumenti <strong>software</strong> e di gestire il sistema sui mercati dell’energia: ne governa la posizione decidendo momento per momento quando caricare, scaricare o offrire servizi alla rete – anche grazie a soluzioni avanzate proprietarie – così da trasformare la flessibilità del BESS in valore economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messe in fila, queste competenze coprono <strong>l’intera catena del valore dell’accumulo</strong>: dalla cella alla connessione, dall’autorizzazione all’integrazione fino all’intelligenza che lo governa. È la differenza tra vendere un componente e accompagnare un’azienda lungo un intero <strong>progetto di innovazione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di accumulo sono il complemento indispensabile delle <strong>energie rinnovabili</strong>: senza la capacità di conservare l’energia quando c’è e restituirla quando serve, la transizione resta a metà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia lo ha capito e sta accelerando. La vera sfida, ora, è sviluppare progetti solidi sul piano tecnico, autorizzativo, economico e sicuro. Ed è qui che servono <strong>competenze integrate</strong>, capaci di coprire ogni anello della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre i sistemi di accumulo, anche con scale di potenza minore dei BESS stand alone utility-scale, possono rappresentare un’alternativa per diversi comparti (domestico, commerciale…) contribuendo a una sempre maggior <strong>elettrificazione</strong> dell’attuale componente termica di generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Grazie per il contributo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo nasce dalle competenze e dalle tecnologie delle aziende del Next Energy LAB. Un ringraziamento a <strong>Volta Structural Energy</strong>, <strong>Coesa Energy</strong>, <strong>Ascot Technologies</strong>, <strong>Openlogs</strong>, <strong>Storaltil </strong>e <strong>artIngegneria</strong> per averlo reso possibile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Stai valutando un progetto di accumulo per la tua organizzazione? Scopri come il <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">Next Energy LAB</a> può affiancarti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Terna, Rapporto Adeguatezza 2025 e prima asta MACSE (settembre 2025)</em></li>



<li><em>Italia Solare, report su dati Terna Gaudì, 2026</em></li>



<li><em>SolarPower Europe, &#8220;European Market Outlook for Battery Storage&#8221;</em></li>



<li><em>PNIEC 2024 (obiettivi di accumulo al 2030)</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Materiali e siti istituzionali delle aziende del Next Energy LAB</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monitoraggio per gasdotti più sicuri</title>
		<link>https://cnexthub.com/monitoraggio-per-gasdotti-piu-sicuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
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		<category><![CDATA[Gasdotti]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18918</guid>

					<description><![CDATA[Un modo per localizzare in maniera tempestiva eventuali anomalie e poterle risolvere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali operatori infrastrutturali del <strong>gas naturale</strong> in Italia e uno dei più importanti in Europa.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Monitorare la <strong>pressione della rete</strong> dei gasdotti, per localizzare in maniera tempestiva eventuali anomalie e poterle risolvere</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo progetto ci siamo occupati dello sviluppo completo dei <strong>dispositivi installati sul campo</strong>. L’hardware è stato progettato per resistere a condizioni ambientali complesse, mentre il software gestisce acquisizione, analisi e trasmissione sicura dei dati, integrando funzionalità di diagnostica e controllo remoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione tra le due componenti garantisce robustezza, affidabilità e scalabilità del sistema, permettendo agli operatori di prevenire anomalie, rispondere rapidamente a situazioni critiche e pianificare interventi mirati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una <strong>rete più sicura, efficiente e sostenibile</strong>, in grado di garantire la continuità del servizio e supportare al meglio le esigenze operative e ambientali del settore.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-app-software-development/">App &amp; Software Development</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Batterie sicure, flessibili e sostenibili</title>
		<link>https://cnexthub.com/batterie-sicure-flessibili-e-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[#Batterie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18882</guid>

					<description><![CDATA[Un modo innovativo per alimentare i sistemi ausiliari dei camion]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Azienda che progetta e produce soluzioni di copertura per il <strong>settore dei trasporti</strong>, con applicazioni commerciali, pubbliche e industriali. La sede è in Friuli-Venezia Giulia.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovare alternative più efficaci, flessibili e sostenibili per <strong>alimentare i sistemi ausiliari dei camion</strong>, ovvero l’insieme di componenti e dispositivi che supportano il funzionamento del motore principale, migliorano la sicurezza, aumentano l&#8217;efficienza e garantiscono il comfort del conducente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi infatti l’uso di questi sistemi richiede l’accensione del motore principale e il consumo di diesel.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo progettato e sviluppato insieme al cliente uno dei primi <strong>pacchi batteria Ioni-Sodio (Na-Ion)</strong> per applicazioni di mobilità e industriali in Europa, già pronto per l’industrializzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa tecnologia introduce un cambiamento significativo nel settore: utilizza una chimica innovativa – priva di litio e metalli pesanti – che garantisce <strong>durabilità estrema, modularità e scalabilità</strong>. Queste caratteristiche aprono la strada ad alimentazioni più sostenibili, sicure e adattabili a diversi contesti industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I test condotti all’interno dell’azienda hanno dimostrato l’elevata <strong>efficienza del sistema</strong>: il pacco batteria ha dimostrato una estrema stabilità del voltaggio ed elevata ciclabilità del sistema, con 1150 aperture/chiusure della copertura con una singola carica.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-green-transition/">Green Transition</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-new-materials/">New Materials</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Data center: tecnologie e competenze per una crescita sostenibile</title>
		<link>https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18760</guid>

					<description><![CDATA[L'esplosione dell'intelligenza artificiale e del cloud ha trasformato i data center in uno dei nodi più critici della transizione energetica. Cosa sono, perché consumano così tanto e – soprattutto – come le competenze del Next Energy LAB possono favorirne una crescita sostenibile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</a></li>



<li><a href="#contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</a></li>



<li><a href="#sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</a></li>



<li><a href="#opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</a></li>



<li><a href="#next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando invii un’email, guardi un video in streaming, usi un gestionale aziendale o chiedi qualcosa a un chatbot, dall&#8217;altra parte c&#8217;è sempre un data center. Si tratta di strutture fisiche – a volte grandi come capannoni industriali, a volte contenute in una stanza – che ospitano i server su cui lavorano le applicazioni, vengono archiviati i dati ed eseguiti i calcoli che tengono in piedi l&#8217;economia digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne esistono principalmente due tipologie. I data center <em>enterprise</em> hanno dimensioni contenute e sono gestiti da un&#8217;organizzazione per le proprie esigenze interne. Gli <em>hyperscale data center</em> sono invece le infrastrutture titaniche dei grandi operatori tecnologici globali – Amazon, Google, Microsoft, Meta – che servono milioni di clienti in contemporanea. C&#8217;è poi una categoria intermedia, la <em>colocation</em>: strutture condivise in cui diverse aziende noleggiano spazio e connettività, senza doversi costruire la propria infrastruttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere i data center così centrali sono tre grandi tecnologie digitali: l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">intelligenza artificiale (AI)</a>,</strong> che richiede enormi capacità di calcolo sia in fase di addestramento dei modelli sia durante il loro utilizzo quotidiano; l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></strong>, che connette miliardi di dispositivi fisici generando flussi incessanti di dati; e il <strong><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">cloud computing</a></strong>, che ha progressivamente spostato applicazioni e archiviazione dai computer locali a infrastrutture centralizzate. Insieme, queste tre forze alimentano la cosiddetta <strong>Data Economy</strong>: l&#8217;insieme delle attività economiche che si fondano sulla raccolta, elaborazione e valorizzazione dei dati. Nel 2024, la Data Economy italiana valeva 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del PIL nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="contesto-italiano-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo si contano oggi oltre 10.000 data center, di cui più di 2.200 in Europa e circa 168-210 in Italia (le stime variano a seconda della metodologia di censimento). L&#8217;Italia si colloca al tredicesimo posto mondiale, ma è la dinamica di crescita a essere significativa: mentre i grandi hub storici europei – Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino (i cosiddetti &#8220;FLAPD&#8221;) – mostrano segni di saturazione, il nostro Paese sta attirando investimenti internazionali con crescente intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La concentrazione geografica è marcata: <strong>Milano concentra il 46% della potenza nazionale installata</strong> – davanti a mercati emergenti come Madrid e Zurigo – seguita da Roma (21 strutture) e Torino (11). Le richieste di connessione alla rete elettrica di alta tensione gestite da Terna sono passate da 0,1 GW nel 2019 a oltre 55 GW nei primi mesi del 2025, con quasi l&#8217;80% delle domande concentrate nel Nord Italia e la Lombardia come epicentro assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato sulle richieste di connessione merita un chiarimento: si tratta di prenotazioni sulla rete, non di potenza effettivamente installata. Molte richieste vengono avanzate in modo speculativo per assicurarsi una posizione. Le stime più credibili indicano una capacità effettivamente installata di 1,4-2,0 GW entro il 2030, che si tradurrà in circa 14 TWh/anno di consumi aggiuntivi – circa il 5% della domanda elettrica nazionale attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte economico, il mercato italiano dei data center vale 7 miliardi di euro (2024) con proiezioni di crescita del 47% entro il 2030. Se l&#8217;Italia riuscisse ad avvicinarsi ai best performer europei, la Data Economy complessiva potrebbe salire a 207 miliardi di euro entro il 2030, abilitando tra 77.000 e 150.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="sfide-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I data center sono <strong>consumatori di energia</strong> <strong>rigidi e continuativi</strong>: la gestione dei loro consumi è meno flessibile rispetto all&#8217;industria tradizionale e richiedono un’alimentazione ininterrotta con standard di affidabilità elevatissimi. Nel 2024, i data center italiani hanno consumato circa 3,9 TWh di energia elettrica, pari all&#8217;1,9% dei consumi nazionali. Nello scenario di massimo sviluppo, questa quota potrebbe salire al 12,7% entro il 2035: quasi sette volte l&#8217;attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il raffreddamento è la grande sfida tecnica. </strong>I server generano enormi quantità di calore durante il funzionamento, e mantenerli a temperatura operativa richiede impianti di condizionamento molto energivori. Il principale indicatore di efficienza energetica è il <strong>PUE (Power Usage Effectiveness)</strong>: il rapporto tra l&#8217;energia totale consumata dalla struttura e quella effettivamente utilizzata dai server per il calcolo. Un PUE di 1 è il valore ideale; il PUE medio italiano si attesta oggi intorno a 1,5; i data center più avanzati scendono sotto 1,2. L&#8217;obiettivo di settore è portare il PUE medio europeo sotto 1,3 entro il 2030. Sul fronte delle tecnologie di raffreddamento, le soluzioni più promettenti sono il <strong>liquid cooling</strong> (raffreddamento diretto a liquido sui chip, molto più efficiente dell&#8217;aria) e i sistemi ibridi. In Italia, il clima temperato del Nord consente di sfruttare il <strong>&#8220;free cooling&#8221;</strong> – l&#8217;utilizzo dell&#8217;aria fredda esterna nei mesi invernali – con benefici energetici significativi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strettamente connesso al raffreddamento è il <strong>consumo d&#8217;acqua</strong>. I sistemi di raffreddamento evaporativo – diffusi per la loro efficienza energetica – utilizzano acqua che viene parzialmente dispersa nell&#8217;atmosfera. In contesti con stress idrico, questa competizione con altri usi dell&#8217;acqua è già oggetto di dibattito in diversi paesi europei. La scelta del sistema di raffreddamento non è quindi solo una decisione tecnica, ma ha implicazioni territoriali e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul <strong>piano normativo</strong>, il quadro è in rapida evoluzione. A livello europeo, il Regolamento UE 2019/424 sulla progettazione ecocompatibile e la Direttiva 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica impongono obblighi di rendicontazione e standard crescenti. In Italia, il <strong>Decreto Energia 2025</strong> ha introdotto un procedimento unico e accelerato per le autorizzazioni, con un tempo massimo di 10 mesi dall&#8217;istanza. A gennaio 2025 è stato inoltre assegnato un codice ATECO specifico, che riconosce ufficialmente i data center come infrastrutture strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi il tema della <strong>sovranità digitale</strong>: chi possiede, controlla e può accedere ai dati archiviati in queste infrastrutture? La questione è sempre più centrale nell&#8217;agenda politica europea e italiana, con implicazioni dirette su dove vengono costruiti i data center, da chi e con quali garanzie di sicurezza e trasparenza verso i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="opportunita-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center non è un problema da ostacolare, ma una realtà da governare con intelligenza. Quattro leve strategiche – identificate in modo convergente dai principali rapporti di settore – possono trasformare queste strutture da consumatori passivi ad <strong>attori attivi della transizione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Recupero del calore di scarto.</strong> I server producono calore che, invece di essere disperso, può essere catturato e reimmesso nelle reti di teleriscaldamento urbano. Il solo allaccio dei data center italiani alle reti di teleriscaldamento abiliterebbe la valorizzazione di 9,5 TWh di energia termica, sufficienti a coprire il fabbisogno termico di circa 800.000 famiglie ed evitare l&#8217;emissione di 2 milioni di tonnellate di CO₂. Non è solo teoria: a Brescia, il data center Qarnot inaugurato a giugno 2025 nella centrale Lamarmora di A2A recupera già calore per riscaldare 1.350 appartamenti. A Milano, il progetto &#8220;Avalon 3&#8221; immetterà nella rete oltre 15 GWh di energia termica all&#8217;anno a partire dal 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Power Purchase Agreement (PPA).</strong> Contratti di lungo periodo per l&#8217;acquisto diretto di energia rinnovabile, i PPA offrono forniture stabili e prezzi prevedibili. Con una loro adozione diffusa, i data center potrebbero coprire fino al <strong>74% del loro fabbisogno con fonti rinnovabili</strong>. Gli operatori di data center rappresentano già oggi oltre il 30% dei 120 GW di corporate PPA stipulati a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Aree brownfield e riqualificazione industriale.</strong> La localizzazione dei nuovi data center su siti industriali dismessi permette di sfruttare infrastrutture esistenti (connessioni alla rete, viabilità, edifici), evitare il consumo di suolo vergine e riqualificare aree degradate. Le stime indicano un potenziale di circa 600 MW realizzabili su siti brownfield italiani. Un&#8217;opportunità particolarmente rilevante per Lombardia e Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Economia circolare e gestione dei RAEE.</strong> I data center sono grandi produttori di rifiuti elettronici. Gestire il ciclo di vita dei componenti hardware in ottica circolare – dal riuso dei componenti ancora funzionanti al riciclo certificato dei materiali – è una componente importante della sostenibilità complessiva del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra tecnologia da tenere d&#8217;occhio è l&#8217;<strong>edge computing</strong>: distribuire i carichi di calcolo su nodi più piccoli e vicini agli utenti finali riduce la latenza e, in molti contesti, l&#8217;intensità energetica complessiva del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="ai-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>è il principale motore della crescita dei consumi dei data center, ma è anche una delle soluzioni più promettenti per contenerla. Un paradosso solo apparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato dei <strong>consumi</strong>, addestrare un grande modello linguistico richiede mesi di calcolo intensivo su migliaia di chip specializzati, con consumi paragonabili a quelli di una piccola città. Anche il semplice utilizzo quotidiano ha un costo: una singola query su strumenti come ChatGPT consuma fino a 10 volte più energia di una ricerca web tradizionale. Globalmente, i data center assorbono oggi circa il 1,5% dell&#8217;elettricità mondiale, ma entro il 2030 il consumo potrebbe crescere del 127%, passando da 416 TWh a 946 TWh. In Europa i data center pesano già per il 3% del fabbisogno elettrico; in Irlanda, dove la concentrazione è estrema, nel 2023 hanno inciso per il 21% dei consumi nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato delle <strong>soluzioni</strong>, l&#8217;AI applicata alla gestione dei data center permette di ottimizzare in tempo reale i sistemi di raffreddamento, il riciclo del calore, anticipare i picchi di carico, redistribuire i carichi verso i server più efficienti e prevedere i guasti prima che si verifichino. Google ha documentato riduzioni del 20-40% dei consumi per il raffreddamento grazie a sistemi AI. Analogamente, l&#8217;IEA (International Energy Agency) stima che un&#8217;adozione diffusa delle tecnologie AI esistenti potrebbe ridurre le emissioni globali di CO₂ di 1,4 Gt entro il 2035 nei settori industria, trasporti e civile – compensando in parte l&#8217;impatto energetico diretto dei data center stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="next-energy-lab-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Affrontare la sfida dei data center in modo sistemico</strong> significa coordinare competenze molto diverse: hardware fisico, software intelligente, progettazione infrastrutturale. Raramente si trovano in un unico fornitore. Il modello del <strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB di C.NEXT</a></strong> risponde esattamente a questa esigenza, aggregando competenze complementari che coprono l&#8217;intera catena del valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano dell&#8217;hardware e della gestione termica, il LAB include <strong>tecnologie avanzate per il raffreddamento dei data center e il riciclo del calore</strong>: sistemi chiller ad alta efficienza, soluzioni integrate di free cooling e liquid cooling ibrido, recupero energetico e accumulo di energia termica, manutenzione predittiva. Con oltre 1,5 GW di capacità di raffreddamento già installati in data center nel mondo, queste soluzioni permettono di ottimizzare il PUE, ridurre i consumi energetici legati al raffreddamento e garantire operatività continua. I sistemi di controllo avanzati consentono il monitoraggio in tempo reale e l&#8217;ottimizzazione continua delle performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano del <strong>software </strong>e dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale applicata</strong>, sono disponibili piattaforme di AI per la gestione operativa: sistemi di decision intelligence in tempo reale, analisi predittiva dei consumi, automazione di processi complessi e integrazione con sistemi legacy. La capacità di trasformare i dati generati dall&#8217;infrastruttura in decisioni operative immediate permette di aumentare l&#8217;efficienza, ridurre gli sprechi e supportare i processi di rendicontazione ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano della <strong>progettazione e integrazione infrastrutturale</strong>, il LAB offre competenze specializzate nella pianificazione e implementazione di infrastrutture di data center – sia fisiche che cloud-native – con attenzione alla ottimizzazione architetturale, alla resilienza operativa, alla sicurezza e alla conformità normativa. Una capacità utile sia per progettare ex novo la propria infrastruttura IT, sia per modernizzare sistemi legacy garantendo continuità operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione di queste tre leve – hardware, software e progettazione – permette a C.NEXT di rispondere alle sfide dei data center in modo non frammentato: un solo interlocutore capace di vedere il problema nella sua complessità e costruire una risposta su misura per le esigenze specifiche del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center è inarrestabile: è il prezzo – e al tempo stesso il motore – della trasformazione digitale che le imprese italiane hanno già avviato. La domanda non è più &#8220;se&#8221; costruire questa infrastruttura, ma &#8220;come&#8221; farlo in modo che diventi una risorsa, non un problema. Con la giusta pianificazione, le tecnologie disponibili e una governance chiara, i data center possono diventare nodi attivi di un sistema energetico più intelligente, flessibile e sostenibile – non solo consumatori, ma produttori, accumulatori e stabilizzatori di rete.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hai una sfida legata all&#8217;energia nella tua organizzazione? Scopri <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">come il Next Energy LAB può aiutarti</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>I-Com (Istituto per la Competitività), &#8220;Dare Energ-IA all&#8217;Italia. Data Center e intelligenza artificiale per la sostenibilità&#8221;, novembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>TEHA Group / A2A, &#8220;L&#8217;Italia dei data center. Energia, efficienza, sostenibilità per la transizione digitale&#8221;, Forum di Cernobbio, settembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>IEA, &#8220;Energy and AI&#8221;, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Regolamento UE 2019/424; Direttiva UE 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>https://www.wired.it/article/data-center-infrastrutture-digitali-potere-sovranita</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>https://undark.org/2025/12/16/ai-data-centers-water</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accessi sotto controllo</title>
		<link>https://cnexthub.com/accessi-sotto-controllo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18733</guid>

					<description><![CDATA[Gestire e monitorare i varchi di ingresso grazie a sensori smart, dati e due app dedicate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Multinazionale italiana, con sede a Bologna, attiva nel settore dell’<strong>automazione</strong> e del <strong>controllo</strong> <strong>degli accessi </strong>(cancelli automatici, porte automatiche e sistemi per la gestione dei parcheggi)</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rendere smart i dispositivi di controllo degli accessi e connetterli su una <strong>piattaforma dedicata</strong>, per gestirli e controllarli nelle loro funzionalità sia da parte del cliente finale che da quella di chi si occupa di installazione e manutenzione.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo sviluppato due piattaforme, una per le <strong>utenze private</strong> e una per gli <strong>installatori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’utente finale può così gestire i propri dispositivi, controllarne lo stato e attivare le funzionalità dei singoli componenti, per esempio regolando la velocità di apertura di un cancello, anche tramite i comuni dispositivi di <em>home automation</em> e gli assistenti vocali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’app dedicata agli installatori contiene invece una lista dei dispositivi geolocalizzati, le loro componenti e informazioni utili alla programmazione di manutenzione e interventi specifici. Per l’installazione è prevista anche una guida step-by-step dei manuali specifici dei prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le funzionalità di entrambe le piattaforme sono state sviluppate in <strong>collaborazione</strong> con il cliente, in continuità con i sistemi in uso, con l’integrazione di dashboard e sistemi di analisi dei dati in cloud.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-app-software-development/">App &amp; Software Development</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restyling della bolletta</title>
		<link>https://cnexthub.com/restyling-della-bolletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18266</guid>

					<description><![CDATA[Ripensare la bolletta come strumento di comunicazione e marketing utile all'utente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Società che eroga <strong>utilities di energia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sede: </strong>Italia</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ripensare la <strong>bolletta come strumento di marketing e comunicazione</strong>, rendendola più chiara, fruibile e customer–centric.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si è sviluppato attraverso due fasi principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo, è stato messo in atto un processo di <strong>ascolto approfondito del consumatore</strong> sulla bolletta corrente utilizzando tecniche di <strong>neuromarketing</strong>, con l’obiettivo di individuare le parti di difficile comprensione, i punti critici di attenzione e gli elementi da migliorare. Questa fase ha reso possibile la raccolta di <strong>insight diretti e oggettivi</strong> sul vissuto del cliente rispetto al documento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base dei risultati emersi dalla ricerca, si è quindi passati ad un <strong>ridisegno della bolletta</strong> stessa, ripensandone la struttura grafica e informativa, per favorire una lettura più immediata, trasparente e orientata alle esigenze del cliente. Il risultato finale è stato un format di bolletta più semplice, chiaro e customer centric, in grado di <strong>migliorare l’esperienza utente</strong> e, allo stesso tempo, rafforzare l’immagine e la comunicazione delle società di energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio adottato ha trasformato la bolletta da mero documento amministrativo a <strong>touchpoint strategico</strong> di relazione e comunicazione con l’utente finale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Specifiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha richiesto l’utilizzo di <strong>strumenti di neuromarketing</strong> (eye tracking) per raccogliere dati quantitativi e qualitativi sul comportamento del consumatore di fronte alla bolletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati sono stati integrati con <strong>feedback qualitativi</strong> e <strong>analisi comportamentali</strong> per elaborare linee guida di redesign.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Condotte sotto osservazione</title>
		<link>https://cnexthub.com/condotte-sotto-osservazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18270</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a un sensore GNSS gli spostamenti vengono misurati con precisione ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aziende che producono energia elettrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sede: </strong>Lombardia / Val d&#8217;Aosta / Trentino Alto Adige</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Monitorare le deformazioni</strong> subite da condotte forzate utilizzate per la generazione di energia idroelettrica.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo installato un <strong>sensore GNSS</strong> su ciascuno dei blocchi di ancoraggio delle condotte forzate, fornendo ai clienti le misure degli spostamenti rilevati da ogni sensore, con <strong>precisione millimetrica</strong> e <strong>frequenza giornaliera</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia GNSS si basa sulla ricezione di segnali da più satelliti che consentono di calcolare le coordinate dei punti monitorati, confrontandole con quelle iniziali per identificare eventuali spostamenti o deformazioni. In questo modo i clienti possono <strong>prevenire problemi strutturali</strong> alle condotte, intervenire in modo tempestivo e mirato con <strong>manutenzioni predittive</strong>, riducendo i costi operativi e i rischi per la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni sensore GNSS trasmette i dati alla <strong>piattaforma cloud</strong> di GReD, dove vengono analizzati ed elaborati per fornire ai clienti sia le informazioni sugli spostamenti 3D subiti da ogni punto monitorato, sia eventuali allerte associate al superamento di soglie prestabilite. I clienti accedono alle informazioni mediante una <strong>dashboard consultabile</strong> da PC o da smartphone, <strong>report periodici</strong> in formato PDF o Excel, messaggi di allerta tramite SMS/email/Telegram, e in alcuni casi estraggono i dati direttamente dalla piattaforma cloud di GReD tramite API, integrandoli nei propri sistemi di monitoraggio e controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema è attivo <strong>24 ore su 24, 7 giorni su 7</strong>, e in alcuni casi integra sensori aggiuntivi su richiesta del cliente.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/system-integration/">System Integration</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eolico e comunità</title>
		<link>https://cnexthub.com/eolico-e-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18278</guid>

					<description><![CDATA[Comprendere la percezione della popolazione su tematiche energetiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Azienda multi-servizi con esperienza consolidata nel <strong>settore delle energie rinnovabili</strong>, attiva nello sviluppo e gestione di progetti sostenibili su scala nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sede: </strong>Roma</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprendere le <strong>percezioni della popolazione</strong> locale interessata dai progetti eolici, per gestire il dibattito pubblico e <strong>identificare strategie di compensazione</strong> efficaci per migliorare l&#8217;accettazione sociale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È stata condotta un’<strong>indagine quantitativa</strong> su un campione di 1.000 residenti, con una rappresentanza specifica sia dei comuni direttamente interessati dal progetto sia del resto della popolazione. Le <strong>interviste</strong> sono state realizzate con metodologia mista CATI-CAWI (al telefono e via web), in modo da assicurare una copertura completa dei territori coinvolti, compresi i comuni più piccoli.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi ha consentito di rilevare le percezioni della cittadinanza rispetto alle energie rinnovabili, con particolare riferimento ai progetti eolici, approfondendo i timori legati agli impatti ambientali e paesaggistici e valutando l’incidenza dell’effetto NIMBY sulle opinioni complessive. Sono stati inoltre esaminati i <strong>potenziali benefici economici</strong> derivanti dai progetti e le misure di compensazione considerate più efficaci per favorirne l’accettazione a livello locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine dell’attività è stato predisposto un <strong>report</strong> contenente i risultati dettagliati dell’indagine e le relative <strong>considerazioni strategiche</strong>, concepito come strumento di supporto alla comunicazione con gli stakeholder e alla gestione del dibattito territoriale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">Artificial Intelligence</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-green-transition/">Green Efficiency</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Specifiche</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi statistica e metodologica (CATI-CAWI)</li>



<li>Studio delle percezioni e dell’effetto NIMBY</li>



<li>Definizione di strategie di compensazione e comunicazione</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
