Nei prossimi mesi, in Slovenia, l’agenzia geologica installerà una stazione di monitoraggio per rilevare ed analizzare gli spostamenti del terreno e la sicurezza di infrastrutture critiche. Un oggetto innovativo che non necessita di collegamenti con la rete elettrica, più resistente e funzionale rispetto ai soliti sensori di monitoraggio, con l’integrazione di sistemi di videosorveglianza basati su AI.
Questa nuova soluzione è stata sviluppata in collaborazione da GReD e Nobus, due aziende che fanno parte del nostro Next Energy LAB e che fino a poco tempo fa non si conoscevano.
Una collaborazione nata al Next Energy LAB
Eugenio Realini di GReD e Paolo Quattrocolo di Nobus hanno iniziato a parlare durante uno degli incontri del LAB e hanno capito che le rispettive competenze potevano essere unite, dando vita a qualcosa di nuovo capace di creare valore per entrambi.
GReD è uno spin-off del Politecnico di Milano che sviluppa soluzioni personalizzate basate su tecnologie geomatiche e posizionamento GNSS, in particolare per il monitoraggio degli spostamenti di strutture e del terreno, con precisione millimetrica.
Nobus è una startup torinese che progetta e realizza sistemi energetici autonomi, off-grid e sostenibili per portare illuminazione, videosorveglianza smart e altri servizi anche dove non arriva la rete elettrica.
La prevenzione come risposta ai disastri ambientali
Frane, alluvioni e cedimenti di versanti e infrastrutture sono eventi sempre più frequenti, e i danni che provocano sono spesso gravi e costosi. In Italia però si spende molto di più per rimediare che per prevenire: secondo l’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), tra il 2013 e il 2019 sono stati spesi circa 20 miliardi di euro per le emergenze legate al dissesto idrogeologico e 2 miliardi per la prevenzione.
Per le infrastrutture critiche, tuttavia, la prevenzione non riguarda soltanto i rischi naturali. Significa anche poter riconoscere subito situazioni anomale nell’area circostante: accessi non autorizzati, intrusioni o altri eventi che possono comprometterne la sicurezza.
Per questo il monitoraggio sta evolvendo verso sistemi capaci di integrare diverse fonti di informazioni. Ai sensori che misurano con precisione elevata gli spostamenti del terreno e delle strutture si aggiungono telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di analizzare le immagini e segnalare eventi di interesse in automatico. La combinazione di queste informazioni permette di costruire un quadro completo della situazione e di supportare interventi più rapidi e mirati.
Alcune pubbliche amministrazioni sono sempre più interessate alla prevenzione e negli ultimi anni hanno cominciato a cercare sul mercato competenze e tecnologie capaci di rispondere a questa esigenza. Il problema è che i luoghi da monitorare sono spesso impervi e isolati o, al contrario, inseriti in città dove i tradizionali sensori stanno male, apparendo fuori posto nell’ambiente.
La soluzione innovativa di GReD e Nobus
La soluzione sviluppata da GReD e Nobus risolve entrambi i problemi. I sensori di monitoraggio sono inseriti in un palo compatto, in grado di alimentarsi in autonomia grazie a pannelli solari verticali integrati. In questo modo la struttura risulta:
- più resistente al vento rispetto a quelle con i pannelli esterni inclinati, che possono fare da vela
- più stabile sui terreni accidentati
- più duratura in climi umidi
La stessa infrastruttura energetica può alimentare sensoristica e GNSS (sistemi satellitari di navigazione), telecamere, comunicazioni e capacità di elaborazione, rendendo possibile un presidio autonomo anche in siti remoti. L’oggetto ha inoltre un design curato, capace di integrarsi piacevolmente anche nei contesti urbani.
Il prototipo che verrà installato in Slovenia è stato realizzato all’interno di un progetto europeo dedicato alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture critiche, in particolare alle linee ad alta tensione. L’obiettivo è integrare in un sistema unico il monitoraggio degli spostamenti del terreno e delle infrastrutture con la videosorveglianza intelligente, così da rilevare sia l’evoluzione di fenomeni naturali potenzialmente pericolosi sia eventi anomali nell’area circostante.
Per Nobus è l’ingresso in un mercato nuovo, per GReD è un sensore più resistente, funzionale e bello.
È la prova che l’unione delle competenze funziona: due aziende che non si conoscevano, sedute allo stesso tavolo, hanno scoperto che il bisogno dell’una era il prodotto dell’altra e in pochi mesi hanno costruito qualcosa che prima non c’era.
Il Next Energy LAB è uno dei nostri laboratori tematici: riunisce aziende che lavorano sui temi dell’energia e dell’efficienza, con l’idea che dall’incontro tra competenze diverse nascano soluzioni innovative che nessuna delle due avrebbe potuto progettare da sola.

