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	<title>Laboratori &#8211; C.NEXT</title>
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	<description>Innovation Together</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 08:06:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Laboratori &#8211; C.NEXT</title>
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	<item>
		<title>Data center: tecnologie e competenze per una crescita sostenibile</title>
		<link>https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
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					<description><![CDATA[L'esplosione dell'intelligenza artificiale e del cloud ha trasformato i data center in uno dei nodi più critici della transizione energetica. Cosa sono, perché consumano così tanto e – soprattutto – come le competenze del Next Energy LAB possono favorirne una crescita sostenibile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</a></li>



<li><a href="#contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</a></li>



<li><a href="#sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</a></li>



<li><a href="#opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</a></li>



<li><a href="#next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</h2>



<p>Quando invii un’email, guardi un video in streaming, usi un gestionale aziendale o chiedi qualcosa a un chatbot, dall&#8217;altra parte c&#8217;è sempre un data center. Si tratta di strutture fisiche – a volte grandi come capannoni industriali, a volte contenute in una stanza – che ospitano i server su cui lavorano le applicazioni, vengono archiviati i dati ed eseguiti i calcoli che tengono in piedi l&#8217;economia digitale.</p>



<p>Ne esistono principalmente due tipologie. I data center <em>enterprise</em> hanno dimensioni contenute e sono gestiti da un&#8217;organizzazione per le proprie esigenze interne. Gli <em>hyperscale data center</em> sono invece le infrastrutture titaniche dei grandi operatori tecnologici globali – Amazon, Google, Microsoft, Meta – che servono milioni di clienti in contemporanea. C&#8217;è poi una categoria intermedia, la <em>colocation</em>: strutture condivise in cui diverse aziende noleggiano spazio e connettività, senza doversi costruire la propria infrastruttura.</p>



<p>A rendere i data center così centrali sono tre grandi tecnologie digitali: l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">intelligenza artificiale (AI)</a>,</strong> che richiede enormi capacità di calcolo sia in fase di addestramento dei modelli sia durante il loro utilizzo quotidiano; l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></strong>, che connette miliardi di dispositivi fisici generando flussi incessanti di dati; e il <strong><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">cloud computing</a></strong>, che ha progressivamente spostato applicazioni e archiviazione dai computer locali a infrastrutture centralizzate. Insieme, queste tre forze alimentano la cosiddetta <strong>Data Economy</strong>: l&#8217;insieme delle attività economiche che si fondano sulla raccolta, elaborazione e valorizzazione dei dati. Nel 2024, la Data Economy italiana valeva 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del PIL nazionale.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</h2>



<p>Nel mondo si contano oggi oltre 10.000 data center, di cui più di 2.200 in Europa e circa 168-210 in Italia (le stime variano a seconda della metodologia di censimento). L&#8217;Italia si colloca al tredicesimo posto mondiale, ma è la dinamica di crescita a essere significativa: mentre i grandi hub storici europei – Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino (i cosiddetti &#8220;FLAPD&#8221;) – mostrano segni di saturazione, il nostro Paese sta attirando investimenti internazionali con crescente intensità.</p>



<p>La concentrazione geografica è marcata: <strong>Milano concentra il 46% della potenza nazionale installata</strong> – davanti a mercati emergenti come Madrid e Zurigo – seguita da Roma (21 strutture) e Torino (11). Le richieste di connessione alla rete elettrica di alta tensione gestite da Terna sono passate da 0,1 GW nel 2019 a oltre 55 GW nei primi mesi del 2025, con quasi l&#8217;80% delle domande concentrate nel Nord Italia e la Lombardia come epicentro assoluto.</p>



<p>Questo dato sulle richieste di connessione merita un chiarimento: si tratta di prenotazioni sulla rete, non di potenza effettivamente installata. Molte richieste vengono avanzate in modo speculativo per assicurarsi una posizione. Le stime più credibili indicano una capacità effettivamente installata di 1,4-2,0 GW entro il 2030, che si tradurrà in circa 14 TWh/anno di consumi aggiuntivi – circa il 5% della domanda elettrica nazionale attuale.</p>



<p>Sul fronte economico, il mercato italiano dei data center vale 7 miliardi di euro (2024) con proiezioni di crescita del 47% entro il 2030. Se l&#8217;Italia riuscisse ad avvicinarsi ai best performer europei, la Data Economy complessiva potrebbe salire a 207 miliardi di euro entro il 2030, abilitando tra 77.000 e 150.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</h2>



<p>I data center sono <strong>consumatori di energia</strong> <strong>rigidi e continuativi</strong>: la gestione dei loro consumi è meno flessibile rispetto all&#8217;industria tradizionale e richiedono un’alimentazione ininterrotta con standard di affidabilità elevatissimi. Nel 2024, i data center italiani hanno consumato circa 3,9 TWh di energia elettrica, pari all&#8217;1,9% dei consumi nazionali. Nello scenario di massimo sviluppo, questa quota potrebbe salire al 12,7% entro il 2035: quasi sette volte l&#8217;attuale.</p>



<p><strong>Il raffreddamento è la grande sfida tecnica. </strong>I server generano enormi quantità di calore durante il funzionamento, e mantenerli a temperatura operativa richiede impianti di condizionamento molto energivori. Il principale indicatore di efficienza energetica è il <strong>PUE (Power Usage Effectiveness)</strong>: il rapporto tra l&#8217;energia totale consumata dalla struttura e quella effettivamente utilizzata dai server per il calcolo. Un PUE di 1 è il valore ideale; il PUE medio italiano si attesta oggi intorno a 1,5; i data center più avanzati scendono sotto 1,2. L&#8217;obiettivo di settore è portare il PUE medio europeo sotto 1,3 entro il 2030. Sul fronte delle tecnologie di raffreddamento, le soluzioni più promettenti sono il <strong>liquid cooling</strong> (raffreddamento diretto a liquido sui chip, molto più efficiente dell&#8217;aria) e i sistemi ibridi. In Italia, il clima temperato del Nord consente di sfruttare il <strong>&#8220;free cooling&#8221;</strong> – l&#8217;utilizzo dell&#8217;aria fredda esterna nei mesi invernali – con benefici energetici significativi. </p>



<p>Strettamente connesso al raffreddamento è il <strong>consumo d&#8217;acqua</strong>. I sistemi di raffreddamento evaporativo – diffusi per la loro efficienza energetica – utilizzano acqua che viene parzialmente dispersa nell&#8217;atmosfera. In contesti con stress idrico, questa competizione con altri usi dell&#8217;acqua è già oggetto di dibattito in diversi paesi europei. La scelta del sistema di raffreddamento non è quindi solo una decisione tecnica, ma ha implicazioni territoriali e ambientali.</p>



<p>Sul <strong>piano normativo</strong>, il quadro è in rapida evoluzione. A livello europeo, il Regolamento UE 2019/424 sulla progettazione ecocompatibile e la Direttiva 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica impongono obblighi di rendicontazione e standard crescenti. In Italia, il <strong>Decreto Energia 2025</strong> ha introdotto un procedimento unico e accelerato per le autorizzazioni, con un tempo massimo di 10 mesi dall&#8217;istanza. A gennaio 2025 è stato inoltre assegnato un codice ATECO specifico, che riconosce ufficialmente i data center come infrastrutture strategiche.</p>



<p>C&#8217;è poi il tema della <strong>sovranità digitale</strong>: chi possiede, controlla e può accedere ai dati archiviati in queste infrastrutture? La questione è sempre più centrale nell&#8217;agenda politica europea e italiana, con implicazioni dirette su dove vengono costruiti i data center, da chi e con quali garanzie di sicurezza e trasparenza verso i cittadini.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</h2>



<p>La crescita dei data center non è un problema da ostacolare, ma una realtà da governare con intelligenza. Quattro leve strategiche – identificate in modo convergente dai principali rapporti di settore – possono trasformare queste strutture da consumatori passivi ad <strong>attori attivi della transizione energetica</strong>.</p>



<p><strong>1. Recupero del calore di scarto.</strong> I server producono calore che, invece di essere disperso, può essere catturato e reimmesso nelle reti di teleriscaldamento urbano. Il solo allaccio dei data center italiani alle reti di teleriscaldamento abiliterebbe la valorizzazione di 9,5 TWh di energia termica, sufficienti a coprire il fabbisogno termico di circa 800.000 famiglie ed evitare l&#8217;emissione di 2 milioni di tonnellate di CO₂. Non è solo teoria: a Brescia, il data center Qarnot inaugurato a giugno 2025 nella centrale Lamarmora di A2A recupera già calore per riscaldare 1.350 appartamenti. A Milano, il progetto &#8220;Avalon 3&#8221; immetterà nella rete oltre 15 GWh di energia termica all&#8217;anno a partire dal 2026.</p>



<p><strong>2. Power Purchase Agreement (PPA).</strong> Contratti di lungo periodo per l&#8217;acquisto diretto di energia rinnovabile, i PPA offrono forniture stabili e prezzi prevedibili. Con una loro adozione diffusa, i data center potrebbero coprire fino al <strong>74% del loro fabbisogno con fonti rinnovabili</strong>. Gli operatori di data center rappresentano già oggi oltre il 30% dei 120 GW di corporate PPA stipulati a livello globale.</p>



<p><strong>3. Aree brownfield e riqualificazione industriale.</strong> La localizzazione dei nuovi data center su siti industriali dismessi permette di sfruttare infrastrutture esistenti (connessioni alla rete, viabilità, edifici), evitare il consumo di suolo vergine e riqualificare aree degradate. Le stime indicano un potenziale di circa 600 MW realizzabili su siti brownfield italiani. Un&#8217;opportunità particolarmente rilevante per Lombardia e Piemonte.</p>



<p><strong>4. Economia circolare e gestione dei RAEE.</strong> I data center sono grandi produttori di rifiuti elettronici. Gestire il ciclo di vita dei componenti hardware in ottica circolare – dal riuso dei componenti ancora funzionanti al riciclo certificato dei materiali – è una componente importante della sostenibilità complessiva del settore.</p>



<p>Un&#8217;altra tecnologia da tenere d&#8217;occhio è l&#8217;<strong>edge computing</strong>: distribuire i carichi di calcolo su nodi più piccoli e vicini agli utenti finali riduce la latenza e, in molti contesti, l&#8217;intensità energetica complessiva del sistema.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</h2>



<p>L&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>è il principale motore della crescita dei consumi dei data center, ma è anche una delle soluzioni più promettenti per contenerla. Un paradosso solo apparente.</p>



<p>Dal lato dei <strong>consumi</strong>, addestrare un grande modello linguistico richiede mesi di calcolo intensivo su migliaia di chip specializzati, con consumi paragonabili a quelli di una piccola città. Anche il semplice utilizzo quotidiano ha un costo: una singola query su strumenti come ChatGPT consuma fino a 10 volte più energia di una ricerca web tradizionale. Globalmente, i data center assorbono oggi circa il 1,5% dell&#8217;elettricità mondiale, ma entro il 2030 il consumo potrebbe crescere del 127%, passando da 416 TWh a 946 TWh. In Europa i data center pesano già per il 3% del fabbisogno elettrico; in Irlanda, dove la concentrazione è estrema, nel 2023 hanno inciso per il 21% dei consumi nazionali.</p>



<p>Dal lato delle <strong>soluzioni</strong>, l&#8217;AI applicata alla gestione dei data center permette di ottimizzare in tempo reale i sistemi di raffreddamento, il riciclo del calore, anticipare i picchi di carico, redistribuire i carichi verso i server più efficienti e prevedere i guasti prima che si verifichino. Google ha documentato riduzioni del 20-40% dei consumi per il raffreddamento grazie a sistemi AI. Analogamente, l&#8217;IEA (International Energy Agency) stima che un&#8217;adozione diffusa delle tecnologie AI esistenti potrebbe ridurre le emissioni globali di CO₂ di 1,4 Gt entro il 2035 nei settori industria, trasporti e civile – compensando in parte l&#8217;impatto energetico diretto dei data center stessi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</h2>



<p><strong>Affrontare la sfida dei data center in modo sistemico</strong> significa coordinare competenze molto diverse: hardware fisico, software intelligente, progettazione infrastrutturale. Raramente si trovano in un unico fornitore. Il modello del <strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB di C.NEXT</a></strong> risponde esattamente a questa esigenza, aggregando competenze complementari che coprono l&#8217;intera catena del valore.</p>



<p>Sul piano dell&#8217;hardware e della gestione termica, il LAB include <strong>tecnologie avanzate per il raffreddamento dei data center e il riciclo del calore</strong>: sistemi chiller ad alta efficienza, soluzioni integrate di free cooling e liquid cooling ibrido, recupero energetico e accumulo di energia termica, manutenzione predittiva. Con oltre 1,5 GW di capacità di raffreddamento già installati in data center nel mondo, queste soluzioni permettono di ottimizzare il PUE, ridurre i consumi energetici legati al raffreddamento e garantire operatività continua. I sistemi di controllo avanzati consentono il monitoraggio in tempo reale e l&#8217;ottimizzazione continua delle performance.</p>



<p>Sul piano del <strong>software </strong>e dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale applicata</strong>, sono disponibili piattaforme di AI per la gestione operativa: sistemi di decision intelligence in tempo reale, analisi predittiva dei consumi, automazione di processi complessi e integrazione con sistemi legacy. La capacità di trasformare i dati generati dall&#8217;infrastruttura in decisioni operative immediate permette di aumentare l&#8217;efficienza, ridurre gli sprechi e supportare i processi di rendicontazione ESG.</p>



<p>Sul piano della <strong>progettazione e integrazione infrastrutturale</strong>, il LAB offre competenze specializzate nella pianificazione e implementazione di infrastrutture di data center – sia fisiche che cloud-native – con attenzione alla ottimizzazione architetturale, alla resilienza operativa, alla sicurezza e alla conformità normativa. Una capacità utile sia per progettare ex novo la propria infrastruttura IT, sia per modernizzare sistemi legacy garantendo continuità operativa.</p>



<p>L&#8217;integrazione di queste tre leve – hardware, software e progettazione – permette a C.NEXT di rispondere alle sfide dei data center in modo non frammentato: un solo interlocutore capace di vedere il problema nella sua complessità e costruire una risposta su misura per le esigenze specifiche del cliente.</p>



<p>La crescita dei data center è inarrestabile: è il prezzo – e al tempo stesso il motore – della trasformazione digitale che le imprese italiane hanno già avviato. La domanda non è più &#8220;se&#8221; costruire questa infrastruttura, ma &#8220;come&#8221; farlo in modo che diventi una risorsa, non un problema. Con la giusta pianificazione, le tecnologie disponibili e una governance chiara, i data center possono diventare nodi attivi di un sistema energetico più intelligente, flessibile e sostenibile – non solo consumatori, ma produttori, accumulatori e stabilizzatori di rete.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Hai una sfida legata all&#8217;energia nella tua organizzazione? Scopri <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">come il Next Energy LAB di C.NEXT può aiutarti</a></strong></p>



<p></p>



<p><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>I-Com (Istituto per la Competitività), &#8220;Dare Energ-IA all&#8217;Italia. Data Center e intelligenza artificiale per la sostenibilità&#8221;, novembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>TEHA Group / A2A, &#8220;L&#8217;Italia dei data center. Energia, efficienza, sostenibilità per la transizione digitale&#8221;, Forum di Cernobbio, settembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>IEA, &#8220;Energy and AI&#8221;, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Regolamento UE 2019/424; Direttiva UE 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300">https://www.wired.it/article/data-center-infrastrutture-digitali-potere-sovranita</li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300">https://undark.org/2025/12/16/ai-data-centers-water</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accessi sotto controllo</title>
		<link>https://cnexthub.com/accessi-sotto-controllo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18733</guid>

					<description><![CDATA[Gestire e monitorare i varchi di ingresso grazie a sensori smart, dati e due app dedicate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Multinazionale italiana, con sede a Bologna, attiva nel settore dell’<strong>automazione</strong> e del <strong>controllo</strong> <strong>degli accessi </strong>(cancelli automatici, porte automatiche e sistemi per la gestione dei parcheggi)</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Rendere smart i dispositivi di controllo degli accessi e connetterli su una <strong>piattaforma dedicata</strong>, per gestirli e controllarli nelle loro funzionalità sia da parte del cliente finale che da quella di chi si occupa di installazione e manutenzione.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Abbiamo sviluppato due piattaforme, una per le <strong>utenze private</strong> e una per gli <strong>installatori</strong>.</p>



<p>L’utente finale può così gestire i propri dispositivi, controllarne lo stato e attivare le funzionalità dei singoli componenti, per esempio regolando la velocità di apertura di un cancello, anche tramite i comuni dispositivi di <em>home automation</em> e gli assistenti vocali.</p>



<p>L’app dedicata agli installatori contiene invece una lista dei dispositivi geolocalizzati, le loro componenti e informazioni utili alla programmazione di manutenzione e interventi specifici. Per l’installazione è prevista anche una guida step-by-step dei manuali specifici dei prodotti.</p>



<p>Le funzionalità di entrambe le piattaforme sono state sviluppate in <strong>collaborazione</strong> con il cliente, in continuità con i sistemi in uso, con l’integrazione di dashboard e sistemi di analisi dei dati in cloud.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-app-software-development/">App &amp; Software Development</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Next Energy LAB alla fiera KEY di Rimini</title>
		<link>https://cnexthub.com/il-next-energy-lab-alla-fiera-key-di-rimini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18701</guid>

					<description><![CDATA[Tre giorni di incontri, relazioni ed “energia” a KEY - The Energy Transition Expo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tre giorni di incontri, relazioni ed “energia” alla <a href="https://www.linkedin.com/company/keyenergy/" target="_blank" rel="noopener">KEY &#8211; The Energy Transition Expo</a> di Rimini.<br><br>Alla fiera abbiamo presentato le competenze e le tecnologie del <a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/"><strong>Next Energy LAB</strong></a>, insieme ad alcune delle aziende che ne fanno parte: <a href="https://cnexthub.com/aziende/g-red/">GReD</a>, <a href="https://cnexthub.com/aziende/coesa-srl/">Coesa Energy</a> ed <a href="https://cnexthub.com/aziende/ennova-research/">Ennova Research</a> (oggi Elevate).</p>



<p>Il Next Energy LAB raccoglie aziende e startup del nostro ecosistema per <strong>sviluppare progetti &#8220;verticali&#8221; nel settore energetico</strong>: da alcuni anni, per esempio, <a href="https://cnexthub.com/acinque-e-c-next-fanno-rete-per-uno-sviluppo-innovativo-e-sostenibile-del-territorio/">lavoriamo con il Gruppo Acinque</a>, partecipato da A2A, con risvolti anche in tema <strong>ESG</strong> e <strong>impatto sociale</strong>.</p>



<p>All&#8217;interno del LAB abbiamo competenze relative a CER e transizione energetica, sistemi di accumulo (BEES), applicazioni di geomatica per il monitoraggio degli impianti, ma anche soluzioni digitali e di efficientamento energetico.</p>



<p>C&#8217;è startup che <strong>smantella pannelli fotovoltaici</strong>, recuperandone i materiali; un’altra che si occupa di illuminazione pubblica smart, con <strong>lampioni <em>plug-and-play</em></strong> alimentati da pannelli fotovoltaici verticali, che massimizzano la luce solare catturata durante la giornata e sono assolutamente autonomi.</p>



<p>Non sono meno importanti le <strong>competenze trasversali</strong>, fondamentali per sviluppare un progetto completo anche nell&#8217;ambito dell&#8217;energia: è il caso di una realtà specializzata in <strong>neuroscienze</strong> che ha lavorato a un modello di bolletta più efficace e chiaro, un documento che rappresenta un momento di contatto tra fornitore e il cliente e che spesso è difficilmente comprensibile.</p>



<p>È stato entusiasmante poter incontrare tante persone e capire da loro bisogni e necessità, per costruire insieme percorsi di innovazione su misura in ambito energetico grazie alla nostra community di imprese.<br><br>Grazie a chi ci ha fatto visita al nostro stand e a chi ha condiviso con noi questi giorni!</p>



<p>La rivista &#8220;Energia &amp; Mercato&#8221; ha dedicato <a href="https://www.energiamercato.it/notizie/enertech/c-next-next-energy-lab" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;intervista a Cinzia Tagliabue</a>, responsabile del Next Energy LAB, e a due delle aziende presenti con noi in fiera: <a href="https://www.energiamercato.it/notizie/enertech/internet-delle-cose-monitoraggio-infrastrutture" target="_blank" rel="noopener">GReD</a> (Eugenio Realini) ed <a href="https://www.energiamercato.it/notizie/enertech/internet-delle-cose-corporate-e-piccole-imprese" target="_blank" rel="noopener">Elevate/Ennova Research</a> (Massimo Morandi)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Design di prodotto: quando l&#8217;innovazione parte dalla strategia</title>
		<link>https://cnexthub.com/design-di-prodotto-quando-linnovazione-parte-dalla-strategia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18677</guid>

					<description><![CDATA[Il primo di una serie di articoli dedicati all'innovazione e alle tecnologie per la GDO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il packaging come ecosistema di valore nella GDO<br></strong>Il design di prodotto è oggi un processo strategico complesso che integra design thinking, neuroscienze, ingegnerizzazione industriale, psicologia del consumatore. In un punto vendita dove ogni prodotto ha mediamente 3-7 secondi per catturare l&#8217;attenzione dello shopper, il packaging diventa il principale ambasciatore del brand e il momento decisivo della verità commerciale. Un design di prodotto davvero efficace non è il risultato di un&#8217;ispirazione creativa isolata ma di un metodo progettuale strutturato che riguarda la strategia aziendale e l&#8217;intero processo industriale.</p>



<p><strong>Design Thinking: dal problema alla soluzione scalabile<br></strong>Il design thinking applicato al packaging rappresenta un cambio di paradigma fondamentale. Non più: &#8220;cosa vogliamo comunicare&#8221;, ma: &#8220;quale problema stiamo risolvendo per il consumatore&#8221;. Questo approccio, che integra empatia, prototipazione rapida e testing iterativo, permette di sviluppare soluzioni che rispondono a bisogni reali prima di considerare gli aspetti estetici.</p>



<p>Il processo inizia con una fase di immersione nel contesto d&#8217;uso del prodotto: come viene scelto, trasportato, aperto, conservato, smaltito. Ogni touchpoint diventa un&#8217;opportunità di miglioramento. La prototipazione veloce permette di testare soluzioni diverse prima della produzione industriale, riducendo i rischi e accelerando il time-to-market. Questo approccio fa del design un investimento strategico: un packaging ben progettato riduce i resi, migliora la shelf-life, ottimizza la logistica, aumenta il sell-out.</p>



<p><strong>L&#8217;integrazione con il processo industriale<br></strong>Una delle sfide maggiori nel design di packaging è che la visione creativa sia realizzabile su scala industriale, con costi competitivi e standard qualitativi elevati. Qui entra in gioco la capacità di dialogare con fornitori, stampatori, converter e linee di confezionamento. Questo significa comprendere i limiti delle macchine, le caratteristiche dei materiali, i vincoli normativi, e vedere questi limiti come opportunità creative. La digitalizzazione dei processi di sviluppo (modellazione 3D, simulazione strutturale, prototipazione digitale) ha accelerato enormemente questo dialogo: oggi è possibile testare virtualmente la resistenza di un pack, simulare il suo comportamento in linea o verificare l&#8217;impatto visivo a scaffale prima di produrre il primo prototipo.</p>



<p><strong>Neuroscienze e marketing: progettare per il cervello dello shopper<br></strong>Se il design thinking ci aiuta a capire razionalmente i bisogni del consumatore, le neuroscienze ci rivelano cosa accade nel suo cervello nel momento della scelta. Il 70% delle decisioni d&#8217;acquisto in GDO avviene davanti allo scaffale, in pochi secondi e in modo largamente inconscio: il cervello processa le informazioni visive in millisecondi molto prima che la razionalità entri in gioco.</p>



<p>Un packaging efficace deve quindi parlare ai due sistemi decisionali: quello veloce ed emotivo e quello lento e razionale. Il primo cattura l&#8217;attenzione attraverso il colore dominante, la forma della confezione, il materiale percepito al tatto; il secondo conferma la scelta attraverso informazioni chiare, benefit espliciti, rassicurazioni sulla qualità.</p>



<p>L&#8217;integrazione di dati neuroscientifici nel processo di design permette di andare oltre le dichiarazioni verbali dei consumatori, che spesso non coincidono con i comportamenti reali d&#8217;acquisto. Strumenti come elettroencefalografia, sudorazione cutanea e battito cardiaco rivelano reazioni emotive autentiche che il consumatore potrebbe non essere in grado di verbalizzare.</p>



<p><strong>Verso un design di prodotto integrato<br></strong>Il futuro del design di packaging nella GDO si gioca sulla capacità di integrare competenze diverse in un processo coerente. Non basta un bel contenitore: serve un packaging intelligente, frutto di una strategia chiara, progettato con metodo, che incorpori le evidenze scientifiche sul comportamento d&#8217;acquisto e tecnicamente eccellente. In un mercato dove la differenziazione è sempre più difficile, per le aziende che sapranno orchestrare queste competenze il design di prodotto diventa un potente driver di business.</p>



<p></p>



<p class="has-medium-font-size">Scopri tutti i servizi del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-marketing-lab/">Next Marketing LAB</a> per migliorare la tua strategia di marketing</p>



<p></p>



<p>Questo articolo, firmato da Max Bancora, è stato pubblicato anche sulla <a href="https://technoretail.it/magazine/tr-magazine-1-2026.html" target="_blank" rel="noopener">rivista Technoretail</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restyling della bolletta</title>
		<link>https://cnexthub.com/restyling-della-bolletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18266</guid>

					<description><![CDATA[Ripensare la bolletta come strumento di comunicazione e marketing utile all'utente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Società che eroga <strong>utilities di energia</strong>.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Italia</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Ripensare la <strong>bolletta come strumento di marketing e comunicazione</strong>, rendendola più chiara, fruibile e customer–centric.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Il progetto si è sviluppato attraverso due fasi principali.</p>



<p>In primo luogo, è stato messo in atto un processo di <strong>ascolto approfondito del consumatore</strong> sulla bolletta corrente utilizzando tecniche di <strong>neuromarketing</strong>, con l’obiettivo di individuare le parti di difficile comprensione, i punti critici di attenzione e gli elementi da migliorare. Questa fase ha reso possibile la raccolta di <strong>insight diretti e oggettivi</strong> sul vissuto del cliente rispetto al documento.</p>



<p>Sulla base dei risultati emersi dalla ricerca, si è quindi passati ad un <strong>ridisegno della bolletta</strong> stessa, ripensandone la struttura grafica e informativa, per favorire una lettura più immediata, trasparente e orientata alle esigenze del cliente. Il risultato finale è stato un format di bolletta più semplice, chiaro e customer centric, in grado di <strong>migliorare l’esperienza utente</strong> e, allo stesso tempo, rafforzare l’immagine e la comunicazione delle società di energia.</p>



<p>L’approccio adottato ha trasformato la bolletta da mero documento amministrativo a <strong>touchpoint strategico</strong> di relazione e comunicazione con l’utente finale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Specifiche</strong></p>



<p>Il progetto ha richiesto l’utilizzo di <strong>strumenti di neuromarketing</strong> (eye tracking) per raccogliere dati quantitativi e qualitativi sul comportamento del consumatore di fronte alla bolletta.</p>



<p>Questi dati sono stati integrati con <strong>feedback qualitativi</strong> e <strong>analisi comportamentali</strong> per elaborare linee guida di redesign.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Condotte sotto osservazione</title>
		<link>https://cnexthub.com/condotte-sotto-osservazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18270</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a un sensore GNSS gli spostamenti vengono misurati con precisione ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Aziende che producono energia elettrica.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Lombardia / Val d&#8217;Aosta / Trentino Alto Adige</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p><strong>Monitorare le deformazioni</strong> subite da condotte forzate utilizzate per la generazione di energia idroelettrica.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Abbiamo installato un <strong>sensore GNSS</strong> su ciascuno dei blocchi di ancoraggio delle condotte forzate, fornendo ai clienti le misure degli spostamenti rilevati da ogni sensore, con <strong>precisione millimetrica</strong> e <strong>frequenza giornaliera</strong>.</p>



<p>La tecnologia GNSS si basa sulla ricezione di segnali da più satelliti che consentono di calcolare le coordinate dei punti monitorati, confrontandole con quelle iniziali per identificare eventuali spostamenti o deformazioni. In questo modo i clienti possono <strong>prevenire problemi strutturali</strong> alle condotte, intervenire in modo tempestivo e mirato con <strong>manutenzioni predittive</strong>, riducendo i costi operativi e i rischi per la sicurezza.</p>



<p>Ogni sensore GNSS trasmette i dati alla <strong>piattaforma cloud</strong> di GReD, dove vengono analizzati ed elaborati per fornire ai clienti sia le informazioni sugli spostamenti 3D subiti da ogni punto monitorato, sia eventuali allerte associate al superamento di soglie prestabilite. I clienti accedono alle informazioni mediante una <strong>dashboard consultabile</strong> da PC o da smartphone, <strong>report periodici</strong> in formato PDF o Excel, messaggi di allerta tramite SMS/email/Telegram, e in alcuni casi estraggono i dati direttamente dalla piattaforma cloud di GReD tramite API, integrandoli nei propri sistemi di monitoraggio e controllo.</p>



<p>Il sistema è attivo <strong>24 ore su 24, 7 giorni su 7</strong>, e in alcuni casi integra sensori aggiuntivi su richiesta del cliente.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/system-integration/">System Integration</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eolico e comunità</title>
		<link>https://cnexthub.com/eolico-e-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18278</guid>

					<description><![CDATA[Comprendere la percezione della popolazione su tematiche energetiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Azienda multi-servizi con esperienza consolidata nel <strong>settore delle energie rinnovabili</strong>, attiva nello sviluppo e gestione di progetti sostenibili su scala nazionale.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Roma</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Comprendere le <strong>percezioni della popolazione</strong> locale interessata dai progetti eolici, per gestire il dibattito pubblico e <strong>identificare strategie di compensazione</strong> efficaci per migliorare l&#8217;accettazione sociale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>È stata condotta un’<strong>indagine quantitativa</strong> su un campione di 1.000 residenti, con una rappresentanza specifica sia dei comuni direttamente interessati dal progetto sia del resto della popolazione. Le <strong>interviste</strong> sono state realizzate con metodologia mista CATI-CAWI (al telefono e via web), in modo da assicurare una copertura completa dei territori coinvolti, compresi i comuni più piccoli.&nbsp;</p>



<p>L’analisi ha consentito di rilevare le percezioni della cittadinanza rispetto alle energie rinnovabili, con particolare riferimento ai progetti eolici, approfondendo i timori legati agli impatti ambientali e paesaggistici e valutando l’incidenza dell’effetto NIMBY sulle opinioni complessive. Sono stati inoltre esaminati i <strong>potenziali benefici economici</strong> derivanti dai progetti e le misure di compensazione considerate più efficaci per favorirne l’accettazione a livello locale.</p>



<p>Al termine dell’attività è stato predisposto un <strong>report</strong> contenente i risultati dettagliati dell’indagine e le relative <strong>considerazioni strategiche</strong>, concepito come strumento di supporto alla comunicazione con gli stakeholder e alla gestione del dibattito territoriale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">Artificial Intelligence</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-green-transition/">Green Efficiency</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Specifiche</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi statistica e metodologica (CATI-CAWI)</li>



<li>Studio delle percezioni e dell’effetto NIMBY</li>



<li>Definizione di strategie di compensazione e comunicazione</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Super (Self) Market</title>
		<link>https://cnexthub.com/super-self-market/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18245</guid>

					<description><![CDATA[Abbiamo implementato una soluzione di Self Scanning per migliorare la customer experience in una grande catena di supermercati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Insegna della grande distribuzione organizzata nata in Valtellina nel 1986. Nel biennio 2023-24 ha superato i 4.000 addetti al servizio del cliente e il miliardo e mezzo di euro di fatturato.</p>



<p><strong>Sede: </strong>53 punti vendita, con una forte presenza in 8 province lombarde.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Migliorare la <strong><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">customer experience</a></strong> e aumentare la <strong>fidelizzazione</strong>, offrendo al contempo un servizio innovativo in risposta alle esigenze di rapidità e autonomia dei clienti.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Implementazione presso i punti vendita di una soluzione <strong>Self Scanning</strong> che include tutte le funzionalità di scansione della spesa da parte del cliente e funziona sia su dispositivi mobili (Android e iOS) che su terminali di scansione disponibili sul mercato.</p>



<p>La soluzione permette ai clienti di diventare protagonisti dei propri acquisti scannerizzando i codici a barre dei prodotti che intendono acquistare ed effettuando il pagamento diretto degli stessi in casse automatizzate dedicate.</p>



<p>L’implementazione della soluzione presso i supermercati ha seguito un <strong>percorso strutturato</strong> che ha incluso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>installazione dei totem e delle entrance unit (dispositivi posti all’inizio del percorso di spesa che permettono la lettura della carta cliente e l’attivazione del servizio)</li>



<li>configurazione dei terminali (configurati per permettere la scansione e la gestione della spesa)</li>



<li>formazione del personale (per assistere i clienti nell’utilizzo della nuova tecnologia e per gestire eventuali problematiche).</li>
</ul>



<p>Il Self Scanning fa parte di un ecosistema più ampio chiamato <strong>Retail Platform</strong> che rappresenta uno dei principali asset aziendali per progetti nel settore del commercio al dettaglio. La Retail Platform è una suite completa che integra, senza soluzione di continuità, canali di vendita online e offline, garantendo un’esperienza unificata e coerente sia per i rivenditori che per i consumatori.</p>



<p>Dopo pochi mesi dalla implementazione della tecnologia Self Scanning presso quattro punti vendita pilota, i risultati sono positivi: l’utilizzo della modalità self da parte dei clienti aumenta in modo costante ogni mese portando a <strong>diversi benefici</strong>:<br></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riduzione dei tempi di attesa dei clienti</li>



<li>esperienza di acquisto migliorata</li>



<li>efficienza operativa dei punti vendita</li>



<li>aumento della fidelizzazione<a href="https://lab.cnexthub.com/case-history/super-self-market/#elementor-action%3Aaction%3Dpopup%3Aopen%26settings%3DeyJpZCI6IjExMDAiLCJ0b2dnbGUiOmZhbHNlfQ%3D%3D"></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Digital per la casa</title>
		<link>https://cnexthub.com/digital-per-la-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18257</guid>

					<description><![CDATA[Un progetto di digitalizzazione degli strumenti di gestione, ma anche comunicazione digitale, e-commerce e neuromarketing]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Con un heritage di oltre 100 anni, l&#8217;azienda è tra le prime realtà in Italia nel <strong>mondo del casalingo</strong>, L’azienda importa, commercializza e distribuisce articoli casalinghi (anche sviluppati dall’ufficio stile interno).</p>



<p>La vendita avviene sia all’ingrosso che al dettaglio, su tutto il territorio nazionale e attraverso diversi canali distributivi, tra cui negozi monomarca di proprietà, rivenditori autorizzati, grande distribuzione organizzata, marketplace digitali. Nel dicembre 2022 l’azienda ha lanciato il canale di vendita e-commerce dedicato all’Italia.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Turate, in provincia di Como, HQ per gli uffici commerciali e la logistica internalizzata.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Sviluppare un progetto di <strong>digitalizzazione degli strumenti di gestione</strong>, CRM e altri strumenti legati all’analisi della base clienti, per valorizzare il database di contatti in possesso dell’azienda.</p>



<p>A questo bisogno iniziale si sono affiancate altre necessità relative alla <strong>comunicazione digitale</strong>, all’<strong>e-commerce</strong>, all’utilizzo di tecnologie e strumenti di <strong>neuromarketing</strong> per ottimizzare i processi e migliorare i risultati di vendita dell’azienda.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>L’ascolto del mercato è partito dalla definizione preliminare “AS-IS”: l’individuazione dei molteplici <strong>target</strong> ai quali l’azienda si rivolge e l’analisi del <strong>customer journey</strong> per ciascuno di quei target è stato svolto mediante survey quantitativa replicata su macro-temi per ogni buyer personas.</p>



<p>Questo percorso “di ascolto” (Ramp up 2) ha portato alla definizione di un <strong>progetto per lo sviluppo di una piattaforma CRM</strong> e, d’altro lato, ha indicato la possibilità di utilizzare <strong>strumenti di <a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">AI</a></strong> a supporto sia delle vendite che del design di prodotto.</p>



<p>La piattaforma proposta permetterà di sviluppare una <strong>strategia omnicanale</strong> che consentirà al cliente di vivere un’esperienza d’acquisto di valore simile sia nel digitale che nel mondo fisico. Le tecnologie AI introdurranno l’azienda nel mondo dell’e-commerce, supportandola nella comprensione dei bisogni del cliente e nella formulazione di soluzioni mirate; altre tecnologie AI potranno ottimizzare la gestione della piattaforma in termini di copywriting e design.</p>



<p>Attraverso la <strong><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-virtual-augmented-reality/">VR</a></strong> sarà infine possibile per l’azienda immaginare contenuti d’impatto utili anche a trasferire in modo efficace i suoi valori e la sua identità. Il progetto, emerso dal percorso Ramp up 2, è stato strutturato secondo una <strong>logica modulare</strong> per consentire all’azienda di valutare in modo semplice la priorità di ciascuna delle attività individuate e programmarne lo sviluppo (Ramp up 3) attraverso una pianificazione sostenibile e coerente con i suoi piani di crescita.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pasta fresca. Negozio digitale</title>
		<link>https://cnexthub.com/pasta-fresca-negozio-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18263</guid>

					<description><![CDATA[Sviluppo di una piattaforma di e-commerce B2B per un'azienda alimentare]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>PMI del <strong>settore alimentare</strong> (pastificio) che sceglie di non usare ingredienti non naturali e di usare il freddo come unico elemento per la conservazione dei suoi prodotti.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Lombardia</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Sviluppare una piattaforma di <strong>e-commerce B2B</strong> per favorire la distribuzione dei propri prodotti verso il target dei professionisti del settore ho.re.ca con la possibilità di aprire la piattaforma anche ad altri fornitori (<strong>marketplace</strong>).</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Il bisogno espresso dalla PMI ha portato allo sviluppo di un progetto dirompente che rivoluziona la struttura tradizionale di distribuzione verso un canale diretto. Lo sviluppo della piattaforma è stato preceduto da una <strong>analisi delle realtà già esistenti</strong> e delle caratteristiche del servizio offerto dai concorrenti.</p>



<p>È stata quindi definita una possibile <strong>strategia di posizionamento</strong> completata dai relativi potenziali di vendita. L’utilizzo di tecnologie e strumenti di <strong>neuromarketing</strong>, volti a verificare le modalità di fruizione del servizio, il valore percepito dei prodotti proposti e le relative criticità, è stato utile per confermare o modificare alcune scelte strutturali della piattaforma.</p>



<p>Attraverso la comunicazione di un sistema valoriale coerente con il target focalizzato, si è quindi giunti alla definizione di un’offerta ottimale. Contestualmente è stata analizzata la <strong>UX</strong> del target a cui l’azienda si rivolge, sia in termini di percepito dell’azienda stessa che mediante il feedback dei suoi clienti. Le indicazioni emerse nelle prime due fasi (analisi neuromarketing e UX) confluiranno nella innovativa <strong>piattaforma di e-commerce</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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