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	<title>Laboratori &#8211; C.NEXT</title>
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	<description>Innovation Together</description>
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	<title>Laboratori &#8211; C.NEXT</title>
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	<item>
		<title>BESS: le “batterie” per la transizione energetica</title>
		<link>https://cnexthub.com/bess-le-batterie-per-la-transizione-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[BESS]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza sistemi di accumulo la corsa alle rinnovabili rischia di fermarsi. Cosa sono i BESS, perché il loro mercato sta crescendo in Italia e come le competenze del Next Energy LAB possono essere utili alle aziende nel loro sviluppo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-BESS">Cosa sono i BESS e come funzionano</a></li>



<li><a href="#perché-BESS-importanti">Perché i BESS sono importanti</a></li>



<li><a href="#sfide-opportunità-BESS">Sfide e opportunità dei BESS</a></li>



<li><a href="#next-energy-LAB-BESS">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">Ringraziamenti</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i BESS e come funzionano</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BESS</strong> è l&#8217;acronimo di <em>Battery Energy Storage System</em>, cioè <strong>sistema di accumulo</strong> <strong>di energia a batteria</strong>. Detto in modo semplice, è un grande serbatoio di elettricità: immagazzina energia quando è abbondante o costa poco – per esempio il surplus di un impianto fotovoltaico a mezzogiorno – e la rilascia quando serve, nelle ore di picco o quando il sole non c’è. In gergo si chiama <em>time-shifting</em>: spostare l’energia nel tempo, trasformando una risorsa istantanea e imprevedibile in una risorsa programmabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un BESS, però, non è solo &#8220;una batteria&#8221;. È un sistema fatto di più parti. Ci sono i moduli di batterie veri e propri (oggi quasi sempre agli ioni di litio, nella variante LFP – litio-ferro-fosfato – più sicura e durevole). C’è il <strong>BMS</strong> (<em>Battery Management System</em>), che sorveglia temperatura, carica e sicurezza di ogni cella. C’è il <strong>PCS</strong> (<em>Power Conversion System</em>), l’inverter che converte la corrente da continua ad alternata e viceversa. E c’è l’<strong>EMS</strong> (<em>Energy Management System</em>), il software che decide momento per momento se caricare, scaricare o scambiare energia con la rete. A questi si aggiungono trasformatori, quadri elettrici, raffreddamento e sistemi antincendio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni sono di due tipi. I <strong>sistemi <em>behind-the-meter</em></strong> (&#8220;dietro il contatore&#8221;) stanno presso un’azienda o un edificio e servono ad aumentare l’autoconsumo, tagliare i picchi di potenza e garantire continuità in caso di blackout. I <strong>sistemi <em>front-of-the-meter</em></strong> sono invece collegati direttamente alla rete e lavorano come veri asset industriali al suo servizio, aiutando a mantenerla stabile. Possono essere abbinati a un impianto rinnovabile (sistemi ibridi) oppure funzionare da soli, come infrastruttura di accumulo autonoma (<em>stand-alone</em>).</p>



<h2 id="-perché-BESS-importanti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Perché i BESS sono importanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La spinta nasce da un fatto concreto: l’Italia sta installando quantità crescenti di <strong>energia solare ed eolica</strong>, fonti pulite ma non programmabili. Producono quando c’è sole o vento, non quando serve. Più cresce la loro quota nel mix energetico, più aumenta il bisogno di qualcosa che assorba i surplus e li restituisca al momento giusto, tenendo la rete in equilibrio. Quel qualcosa è lo <em><strong>storage</strong></em>: senza, la transizione rallenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato lo ha capito e sta correndo. A inizio 2026 l’Italia ha superato i 19 GWh di capacità di accumulo installata ed è diventata il secondo mercato europeo dopo la Germania. Ma la cosa interessante è un’altra: fino a ieri erano soprattutto piccole batterie domestiche, oggi il baricentro si sta spostando verso i <strong>grandi impianti industriali e di rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore di questa svolta ha un nome tecnico: <strong>MACSE</strong> (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico). È uno strumento introdotto da Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta e altissima tensione – che paga un premio pluriennale a chi mette a disposizione capacità di accumulo, assegnandola tramite aste. La prima, a settembre 2025, ha messo in palio 10 GWh e ha ricevuto richieste per oltre quattro volte tanto. Garantendo ricavi stabili per quindici anni, ha reso i progetti finanziabili dalle banche: da soli, con i prezzi altalenanti del mercato elettrico, spesso non lo erano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siamo solo all’inizio. Il <strong>PNIEC </strong>(Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) fissa un obiettivo di 50 GWh di accumuli al 2030: significa che nei prossimi anni la capacità installata dovrà più che raddoppiare. C’è molto da costruire, e in fretta.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Sfide e opportunità dei BESS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’azienda un BESS non è un acquisto ma un progetto, e come tutti i progetti industriali ha le sue insidie. La prima è il <strong>dimensionamento</strong>: la taglia giusta non si ricava dalla potenza del fotovoltaico, ma studiando ora per ora come consuma davvero il sito, meglio se su un anno intero. La seconda è la <strong>sicurezza</strong>: la prevenzione del <em>runaway</em> termico (surriscaldamento critico), la gestione del rischio elettrico in media/alta tensione e il rispetto delle normative antincendio. La terza, spesso la più lenta, è l’iter di <strong>autorizzazioni </strong>e di <strong>connessione alla rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi una questione più ampia, quasi geopolitica: la dipendenza dal <strong>litio</strong>, la cui filiera è concentrata in poche aree del mondo. È uno dei motivi per cui stanno emergendo chimiche alternative – come quella agli ioni di sodio – basate su materiali abbondanti e disponibili ovunque, senza nichel né cobalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte opposto, le opportunità. Il valore di un BESS sta nel fatto che può generare più ricavi insieme, il cosiddetto <em><strong>revenue stacking</strong></em>: aumenta l’autoconsumo, riduce i picchi di potenza, compra energia quando costa poco e la usa quando costa tanto, e può essere remunerato per i servizi che offre alla rete. Sommati agli <strong>incentivi fiscali </strong>oggi disponibili, questi vantaggi possono ripagare l’investimento in pochi anni. Ma – e qui sta il punto – tutto questo funziona solo se il sistema è progettato, gestito e messo in sicurezza bene. Che è esattamente dove servono le competenze giuste.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare un progetto di accumulo richiede competenze che vanno dalla chimica della cella al software che la governa, passando per la progettazione, le autorizzazioni e la sicurezza informatica. Difficilmente un solo fornitore le ha tutte. Il <strong>Next Energy LAB</strong>, invece, aggrega aziende che presidiano ogni anello di questa catena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-1024x512.jpg" alt="Il Next Energy LAB per la filiera dei BESS" class="wp-image-18999" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-980x490.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-480x240.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi le batterie le fa. </strong>Tra le aziende del LAB c’è chi sviluppa e produce <strong>celle e pacchi batteria agli ioni di sodio</strong>: un’alternativa al litio più sicura (niente rischio di incendio anche in caso di urti o cortocircuiti), che funziona in un ampio intervallo di temperature e regge molti più cicli di carica. Per l’accumulo di rete è particolarmente interessante perché può stare in container raffreddati semplicemente ad aria, con costi contenuti. La stessa tecnologia abilita soluzioni di frontiera come le <strong>batterie strutturali</strong>, pannelli che sono al tempo stesso struttura e accumulatore. È il tassello più a monte: l’innovazione di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li progetta e li sviluppa. </strong>Un’azienda accompagna l’intero ciclo di un progetto BESS stand-alone: individuazione del sito, progettazione, <em><strong>permitting</strong></em> (cioè l’ottenimento di permessi e autorizzazioni), iter di connessione alla rete e gestione del cantiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la fase realizzativa offre agli investitori servizi di <em><strong>EPC Management</strong></em> (dove EPC sta per <em>Engineering, Procurement and Construction</em>, la formula in cui un unico soggetto cura progettazione, forniture e costruzione) e di <em><strong>Owner’s Engineering</strong></em>, che tutela dal punto di vista tecnico gli interessi di chi investe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una pipeline di circa 2,2 GW di accumuli, sommando quelli in fase di autorizzazione agli impianti già autorizzati, presidia il know-how più critico e meno visibile: quello che trasforma un’idea in un impianto autorizzato e finanziabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi chi compie <strong>studi GIS</strong> multi-obiettivo che, partendo dalla topologia della rete di alta e altissima tensione e incrociandola con i punti geografici ad elevata generazione e consumo, è in grado di identificare i nodi di rete favorevoli all’installazione dei sistemi BESS.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li integra. </strong>C&#8217;è poi bisogno di chi porta lo storage nei contesti reali: un&#8217;azienda del LAB che opera come ESCo (<em>Energy Service Company</em>) e <em>General Contractor</em>, integra le batterie dei BESS dentro <strong>progetti di fotovoltaico aziendale </strong>con autoconsumo ed efficienza energetica per imprese e CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra progetta <strong>energia distribuita</strong> e <strong>sistemi di generazione</strong>, accumulo e conversione dell’energia in corrente alternata e continua, comprese <strong>soluzioni ibride</strong> che combinano rinnovabili, generatori e batterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha maturato questa competenza in condizioni estreme – aree remote e <em>off-grid</em>, deserti – dove l’energia deve esserci sempre e non c’è una rete a fare da paracadute: la stessa affidabilità che serve a un accumulo di rete, a un <a href="https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/">data center</a> o a un sito industriale critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li rende intelligenti. </strong>Una batteria, da sola, è poco utile. A darle un “cervello” è la <strong>digitalizzazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azienda si occupa dell’attività di trading, degli strumenti <strong>software</strong> e di gestire il sistema sui mercati dell’energia: ne governa la posizione decidendo momento per momento quando caricare, scaricare o offrire servizi alla rete – anche grazie a soluzioni avanzate proprietarie – così da trasformare la flessibilità del BESS in valore economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messe in fila, queste competenze coprono <strong>l’intera catena del valore dell’accumulo</strong>: dalla cella alla connessione, dall’autorizzazione all’integrazione fino all’intelligenza che lo governa. È la differenza tra vendere un componente e accompagnare un’azienda lungo un intero <strong>progetto di innovazione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di accumulo sono il complemento indispensabile delle <strong>energie rinnovabili</strong>: senza la capacità di conservare l’energia quando c’è e restituirla quando serve, la transizione resta a metà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia lo ha capito e sta accelerando. La vera sfida, ora, è sviluppare progetti solidi sul piano tecnico, autorizzativo, economico e sicuro. Ed è qui che servono <strong>competenze integrate</strong>, capaci di coprire ogni anello della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre i sistemi di accumulo, anche con scale di potenza minore dei BESS stand alone utility-scale, possono rappresentare un’alternativa per diversi comparti (domestico, commerciale…) contribuendo a una sempre maggior <strong>elettrificazione</strong> dell’attuale componente termica di generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Grazie per il contributo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo nasce dalle competenze e dalle tecnologie delle aziende del Next Energy LAB. Un ringraziamento a <strong>Volta Structural Energy</strong>, <strong>Coesa Energy</strong>, <strong>Ascot Technologies</strong>, <strong>Openlogs</strong>, <strong>Storaltil </strong>e <strong>artIngegneria</strong> per averlo reso possibile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Stai valutando un progetto di accumulo per la tua organizzazione? Scopri come il <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">Next Energy LAB</a> può affiancarti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Terna, Rapporto Adeguatezza 2025 e prima asta MACSE (settembre 2025)</em></li>



<li><em>Italia Solare, report su dati Terna Gaudì, 2026</em></li>



<li><em>SolarPower Europe, &#8220;European Market Outlook for Battery Storage&#8221;</em></li>



<li><em>PNIEC 2024 (obiettivi di accumulo al 2030)</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Materiali e siti istituzionali delle aziende del Next Energy LAB</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Batterie sicure, flessibili e sostenibili</title>
		<link>https://cnexthub.com/batterie-sicure-flessibili-e-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[#Batterie]]></category>
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					<description><![CDATA[Un modo innovativo per alimentare i sistemi ausiliari dei camion]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Azienda che progetta e produce soluzioni di copertura per il <strong>settore dei trasporti</strong>, con applicazioni commerciali, pubbliche e industriali. La sede è in Friuli-Venezia Giulia.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovare alternative più efficaci, flessibili e sostenibili per <strong>alimentare i sistemi ausiliari dei camion</strong>, ovvero l’insieme di componenti e dispositivi che supportano il funzionamento del motore principale, migliorano la sicurezza, aumentano l&#8217;efficienza e garantiscono il comfort del conducente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi infatti l’uso di questi sistemi richiede l’accensione del motore principale e il consumo di diesel.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo progettato e sviluppato insieme al cliente uno dei primi <strong>pacchi batteria Ioni-Sodio (Na-Ion)</strong> per applicazioni di mobilità e industriali in Europa, già pronto per l’industrializzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa tecnologia introduce un cambiamento significativo nel settore: utilizza una chimica innovativa – priva di litio e metalli pesanti – che garantisce <strong>durabilità estrema, modularità e scalabilità</strong>. Queste caratteristiche aprono la strada ad alimentazioni più sostenibili, sicure e adattabili a diversi contesti industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I test condotti all’interno dell’azienda hanno dimostrato l’elevata <strong>efficienza del sistema</strong>: il pacco batteria ha dimostrato una estrema stabilità del voltaggio ed elevata ciclabilità del sistema, con 1150 aperture/chiusure della copertura con una singola carica.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-green-transition/">Green Transition</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-new-materials/">New Materials</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Supply Chain intelligente: come AI e digital trasformano la logistica della GDO</title>
		<link>https://cnexthub.com/supply-chain-intelligente-come-ai-e-digital-trasformano-la-logistica-della-gdo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Supply Chain]]></category>
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					<description><![CDATA[Il secondo articolo dedicato all'innovazione e alle tecnologie per la GDO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla reattività alla predittività: il nuovo paradigma logistico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>supply chain</strong> della grande distribuzione organizzata sta vivendo una rivoluzione profonda. <strong>Piattaforme digitali</strong> e <strong>intelligenza artificiale</strong> stanno sostituendo logiche reattive con approcci predittivi, trasformando la gestione delle scorte da problema a vantaggio competitivo strategico. Nella GDO le rotture di stock generano costi rilevanti in mancate vendite, mentre le eccedenze erodono margini e producono sprechi. La sfida è trovare il giusto punto di equilibrio e qui entrano in gioco le <strong>nuove tecnologie</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Piattaforme digitali: l’orchestrazione della complessità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le moderne piattaforme di supply chain management rappresentano un salto qualitativo rispetto ai tradizionali sistemi gestionali. Sono <strong>ecosistemi digitali</strong> che connettono in tempo reale fornitori, centri di distribuzione e punti vendita, fino ai consumatori finali. Integrano <strong>dati</strong> da più fonti: vendite real-time dal punto cassa, previsioni meteorologiche, calendario promozionale, trend di ricerca online e traffico pedonale nei negozi. Questa aggregazione permette al buyer di monitorare le scorte disponibili, le vendite per punto vendita, la domanda attesa e le criticità lungo la catena di fornitura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La digitalizzazione abilita anche nuovi <strong>modelli collaborativi</strong>. Il <em>Vendor Managed Inventory</em> diventa efficace quando piattaforme condividono dati di sell-out in tempo reale con i fornitori, consentendo loro di gestire il riassortimento in autonomia. Il risultato è una riduzione delle scorte di sicurezza, meno rotture di stock e una maggiore freschezza dei prodotti a scaffale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Intelligenza artificiale: dal dato alla decisione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le piattaforme digitali forniscono connettività e visibilità, l’<strong>AI</strong> trasforma i dati in decisioni operative. Gli algoritmi di machine learning analizzano pattern storici di vendita, identificano correlazioni nascoste e generano previsioni accurate della domanda futura, incorporando variabili esterne come eventi locali, festività, condizioni meteo e campagne dei competitor. I modelli si affinano in modo continuo, permettendo di ordinare la quantità giusta al momento giusto. L’AI ottimizza i percorsi di trasporto riducendo chilometri ed emissioni, alimenta sistemi di <em>dynamic pricing</em> che adeguano i prezzi in base a disponibilità e <em>shelf-life</em> residua e guida robot nei magazzini automatizzati con efficienza superiore ai processi manuali. Particolarmente rilevante è l’applicazione nella gestione delle <strong>promozioni</strong>: analizzando migliaia di iniziative passate, gli algoritmi identificano pattern di successo e prevedono con maggiore accuratezza l’impatto sulla domanda di ogni specifica iniziativa promozionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il magazzino intelligente: automazione e flessibilità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il magazzino è l’area dove la trasformazione digitale è più tangibile. I moderni centri di distribuzione della GDO integrano soluzioni di <strong>automazione avanzata</strong>: sistemi shuttle per lo stoccaggio ad alta densità, robot collaborativi per il picking e veicoli a guida automatica per la movimentazione interna. L’AI ottimizza continuamente la disposizione dei prodotti, posizionando gli articoli a più alta rotazione nelle zone più accessibili e riorganizzando dinamicamente il layout in base ai cambiamenti della domanda, minimizzando i tempi di prelievo e massimizzando l’utilizzo dello spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Verso una supply chain sostenibile e resiliente<br></strong>La trasformazione digitale della supply chain riguarda efficienza e costi, ma è anche uno strumento fondamentale per la <strong>sostenibilità</strong>. Riduzione degli sprechi alimentari attraverso una migliore gestione della shelf-life, ottimizzazione dei trasporti con conseguente calo delle emissioni e tracciabilità dell’origine dei prodotti lungo tutta la filiera: benefici concreti resi possibili dalle tecnologie digitali. Le aziende che integrano piattaforme avanzate e AI costruiscono fondamenta per una logistica più resiliente e sostenibile. In un mercato dove la differenza tra successo e insuccesso si misura in punti percentuali di margine, avere la merce giusta, al momento giusto, nel posto giusto è un imperativo strategico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Scopri tutti i servizi del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-marketing-lab/">Next Marketing LAB</a> per migliorare la tua strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo, firmato da Max Bancora, è stato pubblicato anche sulla <a href="https://technoretail.it/magazine/tr-magazine-2-2026.html" target="_blank" rel="noopener">rivista Technoretail</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Next Sport LAB: tecnologie e innovazione per lo sport e il benessere</title>
		<link>https://cnexthub.com/next-sport-lab-tecnologie-e-innovazione-per-lo-sport-e-il-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[C.NEXT Ivrea]]></category>
		<category><![CDATA[Ivrea]]></category>
		<category><![CDATA[LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Next Sport LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18856</guid>

					<description><![CDATA[A Ivrea, nella storica fabbrica Olivetti, nasce un nuovo spazio dedicato alle aziende e alle loro competenze]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">350 mq dedicati alle imprese che operano nel <strong>settore sportivo e del benessere</strong> e vogliono collaborare, per fare innovazione insieme: è il <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">Next Sport LAB</a></strong>, all’interno di <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a></strong>, nella storica fabbrica Olivetti (patrimonio UNESCO).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spazio è anche la sede del progetto <strong>Move X</strong>, iniziativa nata dall&#8217;accordo tra quattro realtà con competenze diverse: C.NEXT Ivrea, <strong>CONI Piemonte</strong>, <strong>Politecnico di Torino</strong> e <strong>Sport Innovation Hub</strong>. Insieme danno vita al primo e unico hub regionale in Italia che unisce sport, benessere, industria e tecnologia.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un luogo costruito per le imprese</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Il Next Sport LAB è uno <strong>spazio</strong> <strong>B2B</strong>. Le aziende che scelgono di insediarsi possono usarlo per organizzare <strong>eventi</strong>, partecipare a occasioni di <strong>networking</strong> e presentare le proprie <strong>competenze</strong>, sia a un pubblico ampio che in incontri riservati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;<strong>area espositiva</strong> le aziende potranno mostrare le proprie tecnologie e soluzioni in modo tangibile: una presenza permanente e ragionata, pensata per stimolare dialogo e connessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insediarsi nel Next Sport LAB significa anche entrare a far parte del sistema nazionale per l&#8217;innovazione di C.NEXT. Questo vuol dire accedere a una rete più ampia e poter partecipare a <strong>progetti di trasferimento tecnologico tra imprese</strong>, con collaborazioni concrete su temi complessi e partner che sarebbe difficile intercettare da soli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/05/Sport_LAB_MAG-2-1024x576.jpg" alt="Il Next Sport LAB in allestimento" class="wp-image-18859" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/05/Sport_LAB_MAG-2-980x551.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/05/Sport_LAB_MAG-2-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Cinque aree tematiche</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro del LAB ruota attorno a cinque ambiti di innovazione per il settore sportivo e del benessere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Wearables &amp; Biosensing</strong> – tecnologie indossabili per il monitoraggio atletico e biometrico</li>



<li><strong>Digital Training &amp; Coaching</strong> – piattaforme di allenamento intelligente e coaching virtuale con AI</li>



<li><strong>Sports Materials &amp; Equipment</strong> – materiali innovativi e sostenibili, attrezzature smart</li>



<li><strong>Performance Analytics</strong> – Big Data e Machine Learning applicati alle performance</li>



<li><strong>Wellness &amp; Recovery Tech</strong> – tecnologie per recupero, benessere e nutrizione</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Gli eventi sono già iniziati</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">I primi appuntamenti in calendario si sono già tenuti: il 19 maggio, C.NEXT Ivrea ha organizzato un <strong>Innovation Talk</strong> – “Sport e Benessere come leva di innovazione” – aperto al pubblico e a partecipazione gratuita. Nella stessa sede, le aziende che hanno aderito a Move X si sono presentate per la prima volta insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo appuntamento, l’8 giugno, a Torino, presso CTE NEXT &#8211; Casa delle Tecnologie Emergenti il tema è stato <strong>&#8220;Sport e Intelligenza Artificiale, nuovi asset per la produttività delle imprese”</strong>, un momento operativo dedicato a chi vuole capire come l&#8217;AI può davvero cambiare il modo di lavorare nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono i primi due di un <strong>programma più ampio</strong>, costruito in modo sinergico dai quattro partner del progetto.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ambizione: diventare un punto di riferimento, anche in Europa</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo del Next Sport LAB è diventare il punto di riferimento nazionale per le filiere del settore sportivo sui temi dell&#8217;innovazione tecnologica. Tra i partner dell&#8217;iniziativa, Sport Innovation Hub e Politecnico di Torino sono già affiliati a <strong>EPSI — European Platform for Sport Innovation</strong>, una rete europea che apre a connessioni e collaborazioni che vanno oltre i confini nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto è quello giusto: Ivrea e il Piemonte hanno una <strong>tradizione sportiva consolidata</strong>, e la sede in un luogo come la fabbrica Olivetti racconta una continuità con una cultura dell&#8217;innovazione industriale che in questo territorio ha radici profonde.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Come partecipare</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Se la tua azienda opera nel settore sportivo o del benessere e vuole sapere come <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">entrare a far parte del Next Sport LAB</a></strong> — o semplicemente vuole seguire da vicino le attività di Move X — trovi tutte le informazioni e il modulo di contatto sulla <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">landing page dedicata</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>↗️ <a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/">Scopri il Next Sport LAB e invia la tua richiesta di interesse</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:0px">Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle<strong>idee imprenditoriali selezionate come vincitrici </strong>della prima edizione della <a href="https://ivrea.cnexthub.com/call-for-startup/">Call for Startup</a>, iniziativa lanciata da <a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a> a fine aprile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Data center: tecnologie e competenze per una crescita sostenibile</title>
		<link>https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18760</guid>

					<description><![CDATA[L'esplosione dell'intelligenza artificiale e del cloud ha trasformato i data center in uno dei nodi più critici della transizione energetica. Cosa sono, perché consumano così tanto e – soprattutto – come le competenze del Next Energy LAB possono favorirne una crescita sostenibile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</a></li>



<li><a href="#contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</a></li>



<li><a href="#sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</a></li>



<li><a href="#opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</a></li>



<li><a href="#next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando invii un’email, guardi un video in streaming, usi un gestionale aziendale o chiedi qualcosa a un chatbot, dall&#8217;altra parte c&#8217;è sempre un data center. Si tratta di strutture fisiche – a volte grandi come capannoni industriali, a volte contenute in una stanza – che ospitano i server su cui lavorano le applicazioni, vengono archiviati i dati ed eseguiti i calcoli che tengono in piedi l&#8217;economia digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne esistono principalmente due tipologie. I data center <em>enterprise</em> hanno dimensioni contenute e sono gestiti da un&#8217;organizzazione per le proprie esigenze interne. Gli <em>hyperscale data center</em> sono invece le infrastrutture titaniche dei grandi operatori tecnologici globali – Amazon, Google, Microsoft, Meta – che servono milioni di clienti in contemporanea. C&#8217;è poi una categoria intermedia, la <em>colocation</em>: strutture condivise in cui diverse aziende noleggiano spazio e connettività, senza doversi costruire la propria infrastruttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere i data center così centrali sono tre grandi tecnologie digitali: l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">intelligenza artificiale (AI)</a>,</strong> che richiede enormi capacità di calcolo sia in fase di addestramento dei modelli sia durante il loro utilizzo quotidiano; l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></strong>, che connette miliardi di dispositivi fisici generando flussi incessanti di dati; e il <strong><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">cloud computing</a></strong>, che ha progressivamente spostato applicazioni e archiviazione dai computer locali a infrastrutture centralizzate. Insieme, queste tre forze alimentano la cosiddetta <strong>Data Economy</strong>: l&#8217;insieme delle attività economiche che si fondano sulla raccolta, elaborazione e valorizzazione dei dati. Nel 2024, la Data Economy italiana valeva 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del PIL nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="contesto-italiano-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo si contano oggi oltre 10.000 data center, di cui più di 2.200 in Europa e circa 168-210 in Italia (le stime variano a seconda della metodologia di censimento). L&#8217;Italia si colloca al tredicesimo posto mondiale, ma è la dinamica di crescita a essere significativa: mentre i grandi hub storici europei – Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino (i cosiddetti &#8220;FLAPD&#8221;) – mostrano segni di saturazione, il nostro Paese sta attirando investimenti internazionali con crescente intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La concentrazione geografica è marcata: <strong>Milano concentra il 46% della potenza nazionale installata</strong> – davanti a mercati emergenti come Madrid e Zurigo – seguita da Roma (21 strutture) e Torino (11). Le richieste di connessione alla rete elettrica di alta tensione gestite da Terna sono passate da 0,1 GW nel 2019 a oltre 55 GW nei primi mesi del 2025, con quasi l&#8217;80% delle domande concentrate nel Nord Italia e la Lombardia come epicentro assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato sulle richieste di connessione merita un chiarimento: si tratta di prenotazioni sulla rete, non di potenza effettivamente installata. Molte richieste vengono avanzate in modo speculativo per assicurarsi una posizione. Le stime più credibili indicano una capacità effettivamente installata di 1,4-2,0 GW entro il 2030, che si tradurrà in circa 14 TWh/anno di consumi aggiuntivi – circa il 5% della domanda elettrica nazionale attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte economico, il mercato italiano dei data center vale 7 miliardi di euro (2024) con proiezioni di crescita del 47% entro il 2030. Se l&#8217;Italia riuscisse ad avvicinarsi ai best performer europei, la Data Economy complessiva potrebbe salire a 207 miliardi di euro entro il 2030, abilitando tra 77.000 e 150.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="sfide-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I data center sono <strong>consumatori di energia</strong> <strong>rigidi e continuativi</strong>: la gestione dei loro consumi è meno flessibile rispetto all&#8217;industria tradizionale e richiedono un’alimentazione ininterrotta con standard di affidabilità elevatissimi. Nel 2024, i data center italiani hanno consumato circa 3,9 TWh di energia elettrica, pari all&#8217;1,9% dei consumi nazionali. Nello scenario di massimo sviluppo, questa quota potrebbe salire al 12,7% entro il 2035: quasi sette volte l&#8217;attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il raffreddamento è la grande sfida tecnica. </strong>I server generano enormi quantità di calore durante il funzionamento, e mantenerli a temperatura operativa richiede impianti di condizionamento molto energivori. Il principale indicatore di efficienza energetica è il <strong>PUE (Power Usage Effectiveness)</strong>: il rapporto tra l&#8217;energia totale consumata dalla struttura e quella effettivamente utilizzata dai server per il calcolo. Un PUE di 1 è il valore ideale; il PUE medio italiano si attesta oggi intorno a 1,5; i data center più avanzati scendono sotto 1,2. L&#8217;obiettivo di settore è portare il PUE medio europeo sotto 1,3 entro il 2030. Sul fronte delle tecnologie di raffreddamento, le soluzioni più promettenti sono il <strong>liquid cooling</strong> (raffreddamento diretto a liquido sui chip, molto più efficiente dell&#8217;aria) e i sistemi ibridi. In Italia, il clima temperato del Nord consente di sfruttare il <strong>&#8220;free cooling&#8221;</strong> – l&#8217;utilizzo dell&#8217;aria fredda esterna nei mesi invernali – con benefici energetici significativi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strettamente connesso al raffreddamento è il <strong>consumo d&#8217;acqua</strong>. I sistemi di raffreddamento evaporativo – diffusi per la loro efficienza energetica – utilizzano acqua che viene parzialmente dispersa nell&#8217;atmosfera. In contesti con stress idrico, questa competizione con altri usi dell&#8217;acqua è già oggetto di dibattito in diversi paesi europei. La scelta del sistema di raffreddamento non è quindi solo una decisione tecnica, ma ha implicazioni territoriali e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul <strong>piano normativo</strong>, il quadro è in rapida evoluzione. A livello europeo, il Regolamento UE 2019/424 sulla progettazione ecocompatibile e la Direttiva 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica impongono obblighi di rendicontazione e standard crescenti. In Italia, il <strong>Decreto Energia 2025</strong> ha introdotto un procedimento unico e accelerato per le autorizzazioni, con un tempo massimo di 10 mesi dall&#8217;istanza. A gennaio 2025 è stato inoltre assegnato un codice ATECO specifico, che riconosce ufficialmente i data center come infrastrutture strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi il tema della <strong>sovranità digitale</strong>: chi possiede, controlla e può accedere ai dati archiviati in queste infrastrutture? La questione è sempre più centrale nell&#8217;agenda politica europea e italiana, con implicazioni dirette su dove vengono costruiti i data center, da chi e con quali garanzie di sicurezza e trasparenza verso i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="opportunita-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center non è un problema da ostacolare, ma una realtà da governare con intelligenza. Quattro leve strategiche – identificate in modo convergente dai principali rapporti di settore – possono trasformare queste strutture da consumatori passivi ad <strong>attori attivi della transizione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Recupero del calore di scarto.</strong> I server producono calore che, invece di essere disperso, può essere catturato e reimmesso nelle reti di teleriscaldamento urbano. Il solo allaccio dei data center italiani alle reti di teleriscaldamento abiliterebbe la valorizzazione di 9,5 TWh di energia termica, sufficienti a coprire il fabbisogno termico di circa 800.000 famiglie ed evitare l&#8217;emissione di 2 milioni di tonnellate di CO₂. Non è solo teoria: a Brescia, il data center Qarnot inaugurato a giugno 2025 nella centrale Lamarmora di A2A recupera già calore per riscaldare 1.350 appartamenti. A Milano, il progetto &#8220;Avalon 3&#8221; immetterà nella rete oltre 15 GWh di energia termica all&#8217;anno a partire dal 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Power Purchase Agreement (PPA).</strong> Contratti di lungo periodo per l&#8217;acquisto diretto di energia rinnovabile, i PPA offrono forniture stabili e prezzi prevedibili. Con una loro adozione diffusa, i data center potrebbero coprire fino al <strong>74% del loro fabbisogno con fonti rinnovabili</strong>. Gli operatori di data center rappresentano già oggi oltre il 30% dei 120 GW di corporate PPA stipulati a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Aree brownfield e riqualificazione industriale.</strong> La localizzazione dei nuovi data center su siti industriali dismessi permette di sfruttare infrastrutture esistenti (connessioni alla rete, viabilità, edifici), evitare il consumo di suolo vergine e riqualificare aree degradate. Le stime indicano un potenziale di circa 600 MW realizzabili su siti brownfield italiani. Un&#8217;opportunità particolarmente rilevante per Lombardia e Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Economia circolare e gestione dei RAEE.</strong> I data center sono grandi produttori di rifiuti elettronici. Gestire il ciclo di vita dei componenti hardware in ottica circolare – dal riuso dei componenti ancora funzionanti al riciclo certificato dei materiali – è una componente importante della sostenibilità complessiva del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra tecnologia da tenere d&#8217;occhio è l&#8217;<strong>edge computing</strong>: distribuire i carichi di calcolo su nodi più piccoli e vicini agli utenti finali riduce la latenza e, in molti contesti, l&#8217;intensità energetica complessiva del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="ai-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>è il principale motore della crescita dei consumi dei data center, ma è anche una delle soluzioni più promettenti per contenerla. Un paradosso solo apparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato dei <strong>consumi</strong>, addestrare un grande modello linguistico richiede mesi di calcolo intensivo su migliaia di chip specializzati, con consumi paragonabili a quelli di una piccola città. Anche il semplice utilizzo quotidiano ha un costo: una singola query su strumenti come ChatGPT consuma fino a 10 volte più energia di una ricerca web tradizionale. Globalmente, i data center assorbono oggi circa il 1,5% dell&#8217;elettricità mondiale, ma entro il 2030 il consumo potrebbe crescere del 127%, passando da 416 TWh a 946 TWh. In Europa i data center pesano già per il 3% del fabbisogno elettrico; in Irlanda, dove la concentrazione è estrema, nel 2023 hanno inciso per il 21% dei consumi nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato delle <strong>soluzioni</strong>, l&#8217;AI applicata alla gestione dei data center permette di ottimizzare in tempo reale i sistemi di raffreddamento, il riciclo del calore, anticipare i picchi di carico, redistribuire i carichi verso i server più efficienti e prevedere i guasti prima che si verifichino. Google ha documentato riduzioni del 20-40% dei consumi per il raffreddamento grazie a sistemi AI. Analogamente, l&#8217;IEA (International Energy Agency) stima che un&#8217;adozione diffusa delle tecnologie AI esistenti potrebbe ridurre le emissioni globali di CO₂ di 1,4 Gt entro il 2035 nei settori industria, trasporti e civile – compensando in parte l&#8217;impatto energetico diretto dei data center stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="next-energy-lab-data-center" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Affrontare la sfida dei data center in modo sistemico</strong> significa coordinare competenze molto diverse: hardware fisico, software intelligente, progettazione infrastrutturale. Raramente si trovano in un unico fornitore. Il modello del <strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB di C.NEXT</a></strong> risponde esattamente a questa esigenza, aggregando competenze complementari che coprono l&#8217;intera catena del valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano dell&#8217;hardware e della gestione termica, il LAB include <strong>tecnologie avanzate per il raffreddamento dei data center e il riciclo del calore</strong>: sistemi chiller ad alta efficienza, soluzioni integrate di free cooling e liquid cooling ibrido, recupero energetico e accumulo di energia termica, manutenzione predittiva. Con oltre 1,5 GW di capacità di raffreddamento già installati in data center nel mondo, queste soluzioni permettono di ottimizzare il PUE, ridurre i consumi energetici legati al raffreddamento e garantire operatività continua. I sistemi di controllo avanzati consentono il monitoraggio in tempo reale e l&#8217;ottimizzazione continua delle performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano del <strong>software </strong>e dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale applicata</strong>, sono disponibili piattaforme di AI per la gestione operativa: sistemi di decision intelligence in tempo reale, analisi predittiva dei consumi, automazione di processi complessi e integrazione con sistemi legacy. La capacità di trasformare i dati generati dall&#8217;infrastruttura in decisioni operative immediate permette di aumentare l&#8217;efficienza, ridurre gli sprechi e supportare i processi di rendicontazione ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano della <strong>progettazione e integrazione infrastrutturale</strong>, il LAB offre competenze specializzate nella pianificazione e implementazione di infrastrutture di data center – sia fisiche che cloud-native – con attenzione alla ottimizzazione architetturale, alla resilienza operativa, alla sicurezza e alla conformità normativa. Una capacità utile sia per progettare ex novo la propria infrastruttura IT, sia per modernizzare sistemi legacy garantendo continuità operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione di queste tre leve – hardware, software e progettazione – permette a C.NEXT di rispondere alle sfide dei data center in modo non frammentato: un solo interlocutore capace di vedere il problema nella sua complessità e costruire una risposta su misura per le esigenze specifiche del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center è inarrestabile: è il prezzo – e al tempo stesso il motore – della trasformazione digitale che le imprese italiane hanno già avviato. La domanda non è più &#8220;se&#8221; costruire questa infrastruttura, ma &#8220;come&#8221; farlo in modo che diventi una risorsa, non un problema. Con la giusta pianificazione, le tecnologie disponibili e una governance chiara, i data center possono diventare nodi attivi di un sistema energetico più intelligente, flessibile e sostenibile – non solo consumatori, ma produttori, accumulatori e stabilizzatori di rete.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Hai una sfida legata all&#8217;energia nella tua organizzazione? Scopri <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">come il Next Energy LAB può aiutarti</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>I-Com (Istituto per la Competitività), &#8220;Dare Energ-IA all&#8217;Italia. Data Center e intelligenza artificiale per la sostenibilità&#8221;, novembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>TEHA Group / A2A, &#8220;L&#8217;Italia dei data center. Energia, efficienza, sostenibilità per la transizione digitale&#8221;, Forum di Cernobbio, settembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>IEA, &#8220;Energy and AI&#8221;, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Regolamento UE 2019/424; Direttiva UE 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>https://www.wired.it/article/data-center-infrastrutture-digitali-potere-sovranita</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>https://undark.org/2025/12/16/ai-data-centers-water</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accessi sotto controllo</title>
		<link>https://cnexthub.com/accessi-sotto-controllo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18733</guid>

					<description><![CDATA[Gestire e monitorare i varchi di ingresso grazie a sensori smart, dati e due app dedicate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Multinazionale italiana, con sede a Bologna, attiva nel settore dell’<strong>automazione</strong> e del <strong>controllo</strong> <strong>degli accessi </strong>(cancelli automatici, porte automatiche e sistemi per la gestione dei parcheggi)</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rendere smart i dispositivi di controllo degli accessi e connetterli su una <strong>piattaforma dedicata</strong>, per gestirli e controllarli nelle loro funzionalità sia da parte del cliente finale che da quella di chi si occupa di installazione e manutenzione.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo sviluppato due piattaforme, una per le <strong>utenze private</strong> e una per gli <strong>installatori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’utente finale può così gestire i propri dispositivi, controllarne lo stato e attivare le funzionalità dei singoli componenti, per esempio regolando la velocità di apertura di un cancello, anche tramite i comuni dispositivi di <em>home automation</em> e gli assistenti vocali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’app dedicata agli installatori contiene invece una lista dei dispositivi geolocalizzati, le loro componenti e informazioni utili alla programmazione di manutenzione e interventi specifici. Per l’installazione è prevista anche una guida step-by-step dei manuali specifici dei prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le funzionalità di entrambe le piattaforme sono state sviluppate in <strong>collaborazione</strong> con il cliente, in continuità con i sistemi in uso, con l’integrazione di dashboard e sistemi di analisi dei dati in cloud.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-app-software-development/">App &amp; Software Development</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Next Energy LAB alla fiera KEY di Rimini</title>
		<link>https://cnexthub.com/il-next-energy-lab-alla-fiera-key-di-rimini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18701</guid>

					<description><![CDATA[Tre giorni di incontri, relazioni ed “energia” a KEY - The Energy Transition Expo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tre giorni di incontri, relazioni ed “energia” alla <a href="https://www.linkedin.com/company/keyenergy/" target="_blank" rel="noopener">KEY &#8211; The Energy Transition Expo</a> di Rimini.<br><br>Alla fiera abbiamo presentato le competenze e le tecnologie del <a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/"><strong>Next Energy LAB</strong></a>, insieme ad alcune delle aziende che ne fanno parte: <a href="https://cnexthub.com/aziende/g-red/">GReD</a>, <a href="https://cnexthub.com/aziende/coesa-srl/">Coesa Energy</a> ed <a href="https://cnexthub.com/aziende/ennova-research/">Ennova Research</a> (oggi Elevate).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Next Energy LAB raccoglie aziende e startup del nostro ecosistema per <strong>sviluppare progetti &#8220;verticali&#8221; nel settore energetico</strong>: da alcuni anni, per esempio, <a href="https://cnexthub.com/acinque-e-c-next-fanno-rete-per-uno-sviluppo-innovativo-e-sostenibile-del-territorio/">lavoriamo con il Gruppo Acinque</a>, partecipato da A2A, con risvolti anche in tema <strong>ESG</strong> e <strong>impatto sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;interno del LAB abbiamo competenze relative a CER e transizione energetica, sistemi di accumulo (BEES), applicazioni di geomatica per il monitoraggio degli impianti, ma anche soluzioni digitali e di efficientamento energetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è startup che <strong>smantella pannelli fotovoltaici</strong>, recuperandone i materiali; un’altra che si occupa di illuminazione pubblica smart, con <strong>lampioni <em>plug-and-play</em></strong> alimentati da pannelli fotovoltaici verticali, che massimizzano la luce solare catturata durante la giornata e sono assolutamente autonomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono meno importanti le <strong>competenze trasversali</strong>, fondamentali per sviluppare un progetto completo anche nell&#8217;ambito dell&#8217;energia: è il caso di una realtà specializzata in <strong>neuroscienze</strong> che ha lavorato a un modello di bolletta più efficace e chiaro, un documento che rappresenta un momento di contatto tra fornitore e il cliente e che spesso è difficilmente comprensibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato entusiasmante poter incontrare tante persone e capire da loro bisogni e necessità, per costruire insieme percorsi di innovazione su misura in ambito energetico grazie alla nostra community di imprese.<br><br>Grazie a chi ci ha fatto visita al nostro stand e a chi ha condiviso con noi questi giorni!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rivista &#8220;Energia &amp; Mercato&#8221; ha dedicato <a href="https://www.energiamercato.it/notizie/enertech/c-next-next-energy-lab" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;intervista a Cinzia Tagliabue</a>, responsabile del Next Energy LAB, e a due delle aziende presenti con noi in fiera: <a href="https://www.energiamercato.it/notizie/enertech/internet-delle-cose-monitoraggio-infrastrutture" target="_blank" rel="noopener">GReD</a> (Eugenio Realini) ed <a href="https://www.energiamercato.it/notizie/enertech/internet-delle-cose-corporate-e-piccole-imprese" target="_blank" rel="noopener">Elevate/Ennova Research</a> (Massimo Morandi)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Design di prodotto: quando l&#8217;innovazione parte dalla strategia</title>
		<link>https://cnexthub.com/design-di-prodotto-quando-linnovazione-parte-dalla-strategia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18677</guid>

					<description><![CDATA[Il primo di una serie di articoli dedicati all'innovazione e alle tecnologie per la GDO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il packaging come ecosistema di valore nella GDO<br></strong>Il design di prodotto è oggi un processo strategico complesso che integra design thinking, neuroscienze, ingegnerizzazione industriale, psicologia del consumatore. In un punto vendita dove ogni prodotto ha mediamente 3-7 secondi per catturare l&#8217;attenzione dello shopper, il packaging diventa il principale ambasciatore del brand e il momento decisivo della verità commerciale. Un design di prodotto davvero efficace non è il risultato di un&#8217;ispirazione creativa isolata ma di un metodo progettuale strutturato che riguarda la strategia aziendale e l&#8217;intero processo industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Design Thinking: dal problema alla soluzione scalabile<br></strong>Il design thinking applicato al packaging rappresenta un cambio di paradigma fondamentale. Non più: &#8220;cosa vogliamo comunicare&#8221;, ma: &#8220;quale problema stiamo risolvendo per il consumatore&#8221;. Questo approccio, che integra empatia, prototipazione rapida e testing iterativo, permette di sviluppare soluzioni che rispondono a bisogni reali prima di considerare gli aspetti estetici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo inizia con una fase di immersione nel contesto d&#8217;uso del prodotto: come viene scelto, trasportato, aperto, conservato, smaltito. Ogni touchpoint diventa un&#8217;opportunità di miglioramento. La prototipazione veloce permette di testare soluzioni diverse prima della produzione industriale, riducendo i rischi e accelerando il time-to-market. Questo approccio fa del design un investimento strategico: un packaging ben progettato riduce i resi, migliora la shelf-life, ottimizza la logistica, aumenta il sell-out.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;integrazione con il processo industriale<br></strong>Una delle sfide maggiori nel design di packaging è che la visione creativa sia realizzabile su scala industriale, con costi competitivi e standard qualitativi elevati. Qui entra in gioco la capacità di dialogare con fornitori, stampatori, converter e linee di confezionamento. Questo significa comprendere i limiti delle macchine, le caratteristiche dei materiali, i vincoli normativi, e vedere questi limiti come opportunità creative. La digitalizzazione dei processi di sviluppo (modellazione 3D, simulazione strutturale, prototipazione digitale) ha accelerato enormemente questo dialogo: oggi è possibile testare virtualmente la resistenza di un pack, simulare il suo comportamento in linea o verificare l&#8217;impatto visivo a scaffale prima di produrre il primo prototipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Neuroscienze e marketing: progettare per il cervello dello shopper<br></strong>Se il design thinking ci aiuta a capire razionalmente i bisogni del consumatore, le neuroscienze ci rivelano cosa accade nel suo cervello nel momento della scelta. Il 70% delle decisioni d&#8217;acquisto in GDO avviene davanti allo scaffale, in pochi secondi e in modo largamente inconscio: il cervello processa le informazioni visive in millisecondi molto prima che la razionalità entri in gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un packaging efficace deve quindi parlare ai due sistemi decisionali: quello veloce ed emotivo e quello lento e razionale. Il primo cattura l&#8217;attenzione attraverso il colore dominante, la forma della confezione, il materiale percepito al tatto; il secondo conferma la scelta attraverso informazioni chiare, benefit espliciti, rassicurazioni sulla qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione di dati neuroscientifici nel processo di design permette di andare oltre le dichiarazioni verbali dei consumatori, che spesso non coincidono con i comportamenti reali d&#8217;acquisto. Strumenti come elettroencefalografia, sudorazione cutanea e battito cardiaco rivelano reazioni emotive autentiche che il consumatore potrebbe non essere in grado di verbalizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Verso un design di prodotto integrato<br></strong>Il futuro del design di packaging nella GDO si gioca sulla capacità di integrare competenze diverse in un processo coerente. Non basta un bel contenitore: serve un packaging intelligente, frutto di una strategia chiara, progettato con metodo, che incorpori le evidenze scientifiche sul comportamento d&#8217;acquisto e tecnicamente eccellente. In un mercato dove la differenziazione è sempre più difficile, per le aziende che sapranno orchestrare queste competenze il design di prodotto diventa un potente driver di business.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Scopri tutti i servizi del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-marketing-lab/">Next Marketing LAB</a> per migliorare la tua strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo, firmato da Max Bancora, è stato pubblicato anche sulla <a href="https://technoretail.it/magazine/tr-magazine-1-2026.html" target="_blank" rel="noopener">rivista Technoretail</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restyling della bolletta</title>
		<link>https://cnexthub.com/restyling-della-bolletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18266</guid>

					<description><![CDATA[Ripensare la bolletta come strumento di comunicazione e marketing utile all'utente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Società che eroga <strong>utilities di energia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sede: </strong>Italia</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ripensare la <strong>bolletta come strumento di marketing e comunicazione</strong>, rendendola più chiara, fruibile e customer–centric.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si è sviluppato attraverso due fasi principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In primo luogo, è stato messo in atto un processo di <strong>ascolto approfondito del consumatore</strong> sulla bolletta corrente utilizzando tecniche di <strong>neuromarketing</strong>, con l’obiettivo di individuare le parti di difficile comprensione, i punti critici di attenzione e gli elementi da migliorare. Questa fase ha reso possibile la raccolta di <strong>insight diretti e oggettivi</strong> sul vissuto del cliente rispetto al documento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base dei risultati emersi dalla ricerca, si è quindi passati ad un <strong>ridisegno della bolletta</strong> stessa, ripensandone la struttura grafica e informativa, per favorire una lettura più immediata, trasparente e orientata alle esigenze del cliente. Il risultato finale è stato un format di bolletta più semplice, chiaro e customer centric, in grado di <strong>migliorare l’esperienza utente</strong> e, allo stesso tempo, rafforzare l’immagine e la comunicazione delle società di energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio adottato ha trasformato la bolletta da mero documento amministrativo a <strong>touchpoint strategico</strong> di relazione e comunicazione con l’utente finale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Specifiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha richiesto l’utilizzo di <strong>strumenti di neuromarketing</strong> (eye tracking) per raccogliere dati quantitativi e qualitativi sul comportamento del consumatore di fronte alla bolletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati sono stati integrati con <strong>feedback qualitativi</strong> e <strong>analisi comportamentali</strong> per elaborare linee guida di redesign.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Condotte sotto osservazione</title>
		<link>https://cnexthub.com/condotte-sotto-osservazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18270</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a un sensore GNSS gli spostamenti vengono misurati con precisione ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aziende che producono energia elettrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sede: </strong>Lombardia / Val d&#8217;Aosta / Trentino Alto Adige</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Monitorare le deformazioni</strong> subite da condotte forzate utilizzate per la generazione di energia idroelettrica.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo installato un <strong>sensore GNSS</strong> su ciascuno dei blocchi di ancoraggio delle condotte forzate, fornendo ai clienti le misure degli spostamenti rilevati da ogni sensore, con <strong>precisione millimetrica</strong> e <strong>frequenza giornaliera</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia GNSS si basa sulla ricezione di segnali da più satelliti che consentono di calcolare le coordinate dei punti monitorati, confrontandole con quelle iniziali per identificare eventuali spostamenti o deformazioni. In questo modo i clienti possono <strong>prevenire problemi strutturali</strong> alle condotte, intervenire in modo tempestivo e mirato con <strong>manutenzioni predittive</strong>, riducendo i costi operativi e i rischi per la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni sensore GNSS trasmette i dati alla <strong>piattaforma cloud</strong> di GReD, dove vengono analizzati ed elaborati per fornire ai clienti sia le informazioni sugli spostamenti 3D subiti da ogni punto monitorato, sia eventuali allerte associate al superamento di soglie prestabilite. I clienti accedono alle informazioni mediante una <strong>dashboard consultabile</strong> da PC o da smartphone, <strong>report periodici</strong> in formato PDF o Excel, messaggi di allerta tramite SMS/email/Telegram, e in alcuni casi estraggono i dati direttamente dalla piattaforma cloud di GReD tramite API, integrandoli nei propri sistemi di monitoraggio e controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema è attivo <strong>24 ore su 24, 7 giorni su 7</strong>, e in alcuni casi integra sensori aggiuntivi su richiesta del cliente.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/system-integration/">System Integration</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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