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	<title>C.NEXT</title>
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	<description>Innovation Together</description>
	<lastBuildDate>Tue, 13 Oct 2026 15:06:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>C.NEXT</title>
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		<title>Smart Metering per la rete idrica</title>
		<link>https://cnexthub.com/smart-metering-per-la-rete-idrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Metering]]></category>
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					<description><![CDATA[Ridurre le perdite occulte nella rete idrica grazie alla digitalizzazione e al monitoraggio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestore del <strong>servizio idrico integrato</strong> di una provincia lombarda, con oltre 870.000 abitanti serviti, 3.000 km di rete idrica e rete fognaria, 100 milioni di metri cubi di acqua distribuiti all’anno.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ridurre le <strong>perdite occulte nella rete idrica</strong> e recuperare i 4,5 milioni di metri cubi d’acqua dispersi ogni anno. Nello specifico gli obiettivi del cliente erano tre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>abbassare l’indicatore percentuale di perdita M1b (usato per misurare le perdite idriche percentuali nelle reti degli acquedotti) del 10,5%, dal 28,6% al 18,05%;</li>



<li><strong>distrettualizzare</strong> l’intera rete di distribuzione nell’area di progetto, cioé dividerla in sotto-zone isolate e monitorate chiamate distretti idrici;</li>



<li>abilitare un <strong>monitoraggio dei consumi</strong> quasi in tempo reale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per soddisfare il bisogno era necessario un <strong>Sistema di Acquisizione Centralizzato (SAC)</strong> capace di raccogliere, elaborare e analizzare le letture di apparecchi con tecnologie e protocolli di trasmissione diversi, integrabile con i sistemi aziendali e scalabile fino a 160.000 contatori.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cliente ha avviato un percorso di digitalizzazione e monitoraggio della rete idrica nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo fornito un <strong>sistema SAC on-cloud</strong> basato su una piattaforma proprietaria, affiancata da un <strong>Network Server</strong> (sempre in-cloud) per la comunicazione con i contatori, sia smart che tradizionali. La soluzione riunisce così in un ambiente unico e protetto i dati provenienti da fonti eterogenee, con tecnologie e protocolli diversi: garantisce flessibilità, integrazione con i principali sistemi IT/OT e scalabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’adozione di una tecnologia di <strong>Smart Metering</strong> basata sul cloud permette l’integrazione continua con i processi di business del gestore – giri di lettura, fatturazione, gestione allarmi, bilancio idrico dei distretti – e predispone la piattaforma a evoluzioni successive come l’<strong>analisi integrata con Intelligenza Artificiale</strong> (AI) dei consumi e degli eventi di rete, la gestione a distanza dei contatori, l’integrazione con lo sportello online e l’app.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha superato le fasi di kick-off, high-level design, go-live, collaudo, infasamento iniziale e migrazione progressiva dei Comuni, garantendo la continuità operativa durante l’intero rollout.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/system-integration/">System Integration</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il monitoraggio del territorio cambia forma</title>
		<link>https://cnexthub.com/il-monitoraggio-del-territorio-cambia-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[GReD]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nobus]]></category>
		<category><![CDATA[Sensori]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall'incontro tra GReD e Nobus al Next Energy LAB è nato un prototipo che l’agenzia geologica slovena installerà per monitorare versanti in frana e infrastrutture critiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi mesi, in Slovenia, l’agenzia geologica installerà una <strong>stazione di monitoraggio </strong>per rilevare ed analizzare gli <strong>spostamenti del terreno </strong>e la<strong> sicurezza di infrastrutture critiche</strong>. Un oggetto innovativo che non necessita di collegamenti con la rete elettrica, più resistente e funzionale rispetto ai soliti sensori di monitoraggio, con l’integrazione di sistemi di videosorveglianza<strong> </strong>basati su AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova soluzione è stata sviluppata in <strong>collaborazione da GReD e Nobus</strong>, due aziende che fanno parte del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB</a> e che fino a poco tempo fa non si conoscevano.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Una collaborazione nata al Next Energy LAB</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Eugenio Realini di GReD e Paolo Quattrocolo di Nobus hanno iniziato a parlare durante uno degli incontri del LAB e hanno capito che le rispettive competenze potevano essere unite, dando vita a qualcosa di nuovo capace di <strong>creare valore per entrambi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.g-red.eu/" target="_blank" rel="noopener">GReD</a></strong> è uno spin-off del Politecnico di Milano che sviluppa soluzioni personalizzate basate su <strong>tecnologie geomatiche</strong> e <strong>posizionamento GNSS</strong>, in particolare per il monitoraggio degli spostamenti di strutture e del terreno, con precisione millimetrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.nobus.it/" target="_blank" rel="noopener">Nobus</a></strong> è una startup torinese che progetta e realizza <strong>sistemi energetici autonomi</strong>, off-grid e sostenibili per portare illuminazione, videosorveglianza smart e altri servizi anche dove non arriva la rete elettrica.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>La prevenzione come risposta ai disastri ambientali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Frane, alluvioni e cedimenti di versanti e infrastrutture sono eventi sempre più frequenti, e i danni che provocano sono spesso gravi e costosi. In Italia però si spende molto di più per rimediare che per <strong>prevenire</strong>: secondo l&#8217;ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), tra il 2013 e il 2019 sono stati spesi circa 20 miliardi di euro per le emergenze legate al dissesto idrogeologico e 2 miliardi per la prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le infrastrutture critiche, tuttavia, la prevenzione non riguarda soltanto i rischi naturali. Significa anche poter riconoscere subito <strong>situazioni anomale nell&#8217;area circostante</strong>: accessi non autorizzati, intrusioni o altri eventi che possono comprometterne la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il monitoraggio sta evolvendo verso sistemi capaci di <strong>integrare diverse fonti di informazioni</strong>. Ai sensori che misurano con precisione elevata gli spostamenti del terreno e delle strutture si aggiungono <strong>telecamere</strong> e algoritmi di <strong>intelligenza artificiale</strong>, capaci di analizzare le immagini e segnalare eventi di interesse in automatico. La combinazione di queste informazioni permette di costruire un quadro completo della situazione e di supportare interventi più rapidi e mirati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune <strong>pubbliche amministrazioni </strong>sono sempre più interessate alla prevenzione e negli ultimi anni hanno cominciato a cercare sul mercato competenze e tecnologie capaci di rispondere a questa esigenza. Il problema è che i luoghi da monitorare sono spesso impervi e isolati o, al contrario, inseriti in città dove i tradizionali sensori <em>stanno male</em>, apparendo fuori posto nell’ambiente.</p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">La soluzione innovativa di GReD e Nobus</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione sviluppata da GReD e Nobus risolve entrambi i problemi. I sensori di monitoraggio sono inseriti in un palo compatto, in grado di <strong>alimentarsi in autonomia</strong> grazie a pannelli solari verticali integrati. In questo modo la struttura risulta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>più resistente</strong> al vento rispetto a quelle con i pannelli esterni inclinati, che possono fare da vela</li>



<li><strong>più stabile</strong> sui terreni accidentati</li>



<li><strong>più duratura</strong> in climi umidi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa infrastruttura energetica può alimentare sensoristica e GNSS (sistemi satellitari di navigazione), telecamere, comunicazioni e capacità di elaborazione, rendendo possibile un presidio autonomo anche in siti remoti. L’oggetto ha inoltre un <strong>design curato</strong>, capace di integrarsi piacevolmente anche nei contesti urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prototipo che verrà installato in Slovenia è stato realizzato all&#8217;interno di un <strong>progetto europeo</strong> dedicato alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture critiche, in particolare alle linee ad alta tensione. L&#8217;obiettivo è integrare in un sistema unico il monitoraggio degli spostamenti del terreno e delle infrastrutture con la videosorveglianza intelligente, così da rilevare sia l&#8217;evoluzione di fenomeni naturali potenzialmente pericolosi sia eventi anomali nell&#8217;area circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Nobus è l&#8217;ingresso in un <strong>mercato nuovo</strong>, per GReD è un <strong>sensore più resistente, funzionale </strong>e<strong> bello</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la prova che <strong>l’unione delle competenze funziona</strong>: due aziende che non si conoscevano, sedute allo stesso tavolo, hanno scoperto che <strong>il bisogno dell&#8217;una era il prodotto dell&#8217;altra</strong> e in pochi mesi hanno costruito qualcosa che prima non c&#8217;era.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il <u><strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB</a></strong></u> è uno dei nostri laboratori tematici: riunisce aziende che lavorano sui temi dell&#8217;energia e dell&#8217;efficienza, con l&#8217;idea che dall&#8217;incontro tra competenze diverse nascano soluzioni innovative che nessuna delle due avrebbe potuto progettare da sola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggio in Italia – Lombardia</title>
		<link>https://cnexthub.com/viaggio-in-italia-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rigenerazione Urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi portiamo alla scoperta delle regioni italiane e dei loro aspetti più interessanti in termini di innovazione e opportunità di sviluppo economico–sociale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:0px">Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle <strong>idee imprenditoriali selezionate come vincitrici </strong>della prima edizione della <a href="https://ivrea.cnexthub.com/call-for-startup/">Call for Startup</a>, iniziativa lanciata da <a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a> a fine aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I punti principali dell’articolo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La prima economia d&#8217;Italia</strong> – con 451 miliardi di euro di valore aggiunto la Lombardia produce da sola quanto un intero Paese di medie dimensioni, ed è prima per popolazione e imprese, anche grazie alla sua rete di trasporti.</li>



<li><strong>Il primato delle startup</strong> – è prima in Italia per startup innovative (2.848) e PMI innovative (901), sia per numero sia per densità, e ha il maggior numero di incubatori certificati.</li>



<li><strong>La sostenibilità può migliorare</strong> – sull&#8217;indice europeo dell&#8217;innovazione (RII) si ferma al quarto posto, frenata soprattutto dal fattore ambientale: sulle emissioni di CO2 è ultima in Italia.</li>



<li><strong>Il motore industriale dell&#8217;Italia</strong> – 808.000 imprese attive e oltre 4 milioni di addetti, con 29 distretti industriali, i numeri più alti d&#8217;Italia.</li>



<li><strong>Un ottimo sistema formativo</strong> – 14 atenei (dal Politecnico alla Statale di Milano), quasi 25.000 laureati STEM l&#8217;anno e 27 ITS Academy, primato nazionale per formazione tecnica legata al lavoro.</li>



<li><strong>La Next Innovation è nata qui</strong> – è in Lombardia, a Lomazzo, che si trova ComoNExT: il polo di innovazione da cui è nato il modello di C.NEXT, oggi replicato in tutta Italia.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Lombardia</strong> è la prima regione d&#8217;Italia per popolazione, numero di imprese, startup innovative e ricchezza prodotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta un numero a dare la misura: nel 2024 il <strong>valore aggiunto</strong> – cioè la ricchezza prodotta ogni anno da imprese e istituzioni – è stato di oltre<strong> 451 miliardi di euro</strong>, di gran lunga il dato nazionale più alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia è prima quasi ovunque, con alcune eccezioni che raccontano molto: è la regione in Italia che <strong>emette più CO2</strong>, ha un <strong>terzo settore poco diffuso</strong> in rapporto al numero di abitanti e si ferma al quarto posto nell&#8217;indice europeo dell&#8217;innovazione. Sono i dati più interessanti da osservare, ed è da lì che è possibile partire per capire come migliorare.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-aa2282d8821d8370eb45e39e84f223a6 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>10 milioni di persone</strong></strong></strong></strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia conta circa 10 milioni di abitanti in 1.502 comuni e dodici province: un abitante d&#8217;Italia su sei vive qui. Milano, con la sua città metropolitana, ne raccoglie 3,2 milioni, seguita da Brescia, Bergamo, Varese e Monza e Brianza. I<strong> residenti stranieri sono il 12,2%</strong>, seconda incidenza più alta d&#8217;Italia dopo l&#8217;Emilia-Romagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il profilo anagrafico è un altro punto di forza: con un&#8217;età media di 46,2 anni la regione è poco <strong>più giovane della media nazionale</strong>, ed è tra quelle con meno over 65 e più popolazione in età lavorativa. In un Paese che invecchia avere forza lavoro disponibile è un vantaggio competitivo. A nord la Lombardia confina con la Svizzera, e questo la rende anche una regione di frontiera economica, con decine di migliaia di lavoratori che ogni giorno attraversano il confine.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-404c09e1a183778929a8f5c18e7244e2 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong>Strade, aeroporti e ferrovie non mancano</strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La rete autostradale lombarda supera i 560 chilometri e intreccia i collegamenti che tengono insieme il paese: la <strong>A1 &#8220;Autostrada del Sole&#8221;</strong> verso sud, la <strong>A4</strong> che corre da ovest a est toccando Milano, Bergamo e Brescia, e una fitta trama di collegamenti recenti come la BreBeMi e la Pedemontana. Curiosità storica: la <strong>A8</strong> &#8220;Autostrada dei Laghi&#8221;, inaugurata nel 1924, è stata la prima autostrada al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema aeroportuale è ben sviluppato, con quattro scali internazionali. <strong>Milano Malpensa</strong> ha superato i 31 milioni di passeggeri nel 2025 ed è il primo aeroporto italiano per merci; Bergamo Orio al Serio, con quasi 17 milioni di passeggeri, è la principale base delle compagnie low-cost del nord Italia; Linate serve il traffico d&#8217;affari, Brescia quello cargo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte ferroviario <strong>Milano Centrale</strong> è tra i nodi più trafficati d&#8217;Europa: l&#8217;<strong>alta velocità</strong> collega Milano a Torino in circa 45 minuti, a Venezia in poco più di due ore e a Roma in meno di tre, mentre la rete suburbana muove ogni giorno oltre mezzo milione di persone nell&#8217;area metropolitana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-3-1024x629.jpg" alt="Infografica con la rete dei trasporti lombardi" class="wp-image-19032" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-3-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-3-480x295.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-2262e4628ff141a6d38de7bdafba844a wp-block-paragraph"><strong>Il primato delle startup innovative</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>startup innovative</strong> – le giovani imprese ad alto contenuto tecnologico – sono 2.848, <strong>prima regione d&#8217;Italia</strong> sia in valore assoluto sia in rapporto alla popolazione. Stesso doppio primato per le PMI innovative (901) e per gli incubatori certificati dal Ministero (16), le strutture che accompagnano la nascita di nuove aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure quando si passa al Regional Innovation Index (RII) – l&#8217;indicatore con cui l&#8217;Unione Europea confronta le regioni incrociando 23 parametri, dalla ricerca ai brevetti – la Lombardia scende al quarto posto in Italia. Com&#8217;è possibile? La regione è seconda per innovazioni di prodotto e di processo e terza per ricerca privata, ma è frenata da altri parametri, primo fra tutti quello ambientale. Sulle emissioni di CO2 la Lombardia è la peggiore in Italia: è il rovescio della medaglia di una presenza industriale così diffusa e produttiva. Innovare significa allora anche <strong>ridurre l&#8217;impronta ambientale</strong> della crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-db733fa519914a1df160c499cf8af282 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong><strong><strong>La “locomotiva d’Italia”</strong></strong></strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia conta 808.499 imprese attive e oltre 4 milioni di addetti, prima regione in entrambi i casi. Le imprese manifatturiere sono quasi 80.000, pari al 9,9% del totale, e l&#8217;artigianato pesa per il 28%. Nel 2025 il numero di imprese è rimasto sostanzialmente stabile, in un paese che perde aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La forza industriale si organizza in <strong>29 distretti industriali</strong> – le aree dove molte imprese dello stesso settore lavorano fianco a fianco, condividendo competenze e fornitori – il numero più alto d&#8217;Italia: dalla <strong>meccanica</strong> di Bergamo, Brescia e Lecco al <strong>tessile</strong> di Como e Busto Arsizio, dalla <strong>metallurgia</strong> bresciana all&#8217;alimentare di Cremona. A tenerle in rete ci sono 1.144 contratti di rete d&#8217;impresa, secondo dato nazionale. È un ecosistema che non solo produce molto, ma cresce: tra il 2019 e il 2024 il valore aggiunto è aumentato del 25,3%, più della media italiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-2-1024x629.jpg" alt="Infografica sulla Lombardia come &quot;Locomotiva d'Italia&quot;" class="wp-image-19033" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-2-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-2-480x295.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-3cfebc36cd3e0a2b69393441a8ccccf5 wp-block-paragraph"><strong><strong>Tanti luoghi dell’innovazione</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La regione conta <strong>12 parchi scientifici e tecnologici</strong>, 16 incubatori certificati, 4 acceleratori di Cassa Depositi e Prestiti, 19 Digital Innovation Hub – gli sportelli che aiutano le imprese a digitalizzarsi – il Competence Center MADE sulla fabbrica intelligente, l&#8217;ecosistema dell&#8217;innovazione MUSA finanziato dal PNRR, 3 cluster tecnologici nazionali. Una concentrazione di luoghi dell’innovazione senza pari in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra quei parchi tecnologici c&#8217;è <strong>ComoNExT</strong>, il polo di innovazione di Lomazzo, in provincia di Como, nato dalla riconversione di un vecchio cotonificio. È da quel <u><a href="https://cnexthub.com/modello/"><strong>modello</strong></a></u><a> </a>– un luogo fisico che mette in connessione imprese, competenze e servizi – che nasce C.NEXT, con l&#8217;obiettivo di replicarlo in tutta Italia. Le tappe di questa serie raccontano proprio i territori dove quel modello può essere replicato: la Lombardia è il punto di partenza, la prova che l&#8217;idea funziona.<a id="_msocom_1"></a></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-fa7661ee839b0fce26ce471384e26f54 wp-block-paragraph"><strong>Formazione di alto livello</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>capitale umano</strong> è all&#8217;altezza degli altri dati. La regione ospita 14 atenei – sette statali, sei privati, uno telematico – con un&#8217;offerta che spazia dall&#8217;Università Statale di Milano, la più grande, al Politecnico di Milano, primo ateneo tecnico italiano nelle classifiche internazionali. Nel 2024 la Lombardia ha prodotto 86.675 laureati, dei quali 24.782 in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), le competenze più richieste dall&#8217;economia digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più significativo, per il legame con le imprese, il primato sugli <strong>ITS Academy</strong> – gli Istituti Tecnologici Superiori, percorsi post-diploma molto pratici e orientati al lavoro: la Lombardia ne ha 27, il numero più alto d&#8217;Italia, distribuiti su dieci aree tecnologiche, dalla meccatronica alle biotecnologie. Oltre l&#8217;80% dei diplomati trova lavoro entro pochi mesi. È il ponte più diretto tra formazione e tessuto produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-560f3ce1796fbfe868e19007b2f04f27 wp-block-paragraph"><strong><strong>Mercato del lavoro, terzo settore e turismo</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul <strong>lavoro</strong> la Lombardia ha un tasso di occupazione tra i più alti d&#8217;Italia, disoccupazione al 3,7% (terza più bassa) e il reddito medio dei lavoratori dipendenti più alto in Italia, quasi 29.000 euro l&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>turismo</strong> la regione è seconda in Italia per numero di arrivi (18,6 milioni), trainata da <strong>Milano</strong> – capitale del turismo d&#8217;affari e culturale – e dai grandi laghi: il Garda, il Lago di Como (dove gli stranieri sono l&#8217;84%) e il Maggiore. Eppure il settore occupa appena l&#8217;1,2% degli addetti, sotto la media nazionale: qui l&#8217;economia poggia sull&#8217;industria e sui servizi avanzati, non sull&#8217;accoglienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono infine due numeri che fanno riflettere. La Lombardia ha il maggior numero di enti del <strong>terzo settore</strong> d&#8217;Italia, ma la <strong>densità più bassa in rapporto agli abitanti</strong>: un riflesso della dominanza del tessuto produttivo privato. In compenso è presente un patrimonio filantropico di alto valore, a partire dalla Fondazione Cariplo – la maggiore fondazione di origine bancaria italiana – e da una fitta rete di fondazioni di comunità e d&#8217;impresa: risorse preziose per finanziare progetti di innovazione e coesione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-4-1024x629.jpg" alt="Infografica su turismo, emissioni e distretti industriali in Lombardia" class="wp-image-19034" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-4-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/09/Lombardia_MAG-4-480x295.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Lombardia può essere considerata un <strong>modello a livello economico e di innovazione</strong> in Italia. Ha imprese, capitale umano, infrastrutture, ricerca e finanza in quantità che nessun&#8217;altra regione può vantare. La domanda è come difendere e allargare questo primato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché anche questa regione ha i suoi <strong>problemi</strong>: il costo ambientale di una crescita così intensa, la concentrazione di gran parte delle risorse sull&#8217;area di Milano, il resto del territorio – dalle valli bresciane alla bassa padana – che rischia di restare un passo indietro. Restare primi, in un mondo che cambia in fretta, significa continuare a <strong>innovare anche il proprio modello di sviluppo</strong>, rendendolo <strong>più sostenibile</strong> e <strong>più diffuso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una sfida che conosciamo bene. Il modello dei poli di innovazione di C.NEXT nasce proprio qui, dall&#8217;esperienza di ComoNExT, e da qui guarda al resto del territorio nazionale. Per istituzioni e organizzazioni che vogliono attivare progetti di innovazione e sviluppo, la Lombardia non è solo il mercato più grande: è il luogo dove quel modello ha dimostrato di funzionare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possiamo accompagnarti nella progettazione e attivazione di un polo di innovazione sul territorio, dalla mappatura delle vocazioni territoriali alla costruzione delle alleanze locali: scrivici a </strong><a href="mailto:info@cnexthub.com"><strong>info@cnexthub.com</strong></a><strong> per iniziare un dialogo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Fonti</em></strong><br><em><a href="https://www.istat.it/" target="_blank" rel="noopener">ISTAT</a></em><br><a href="https://assaeroporti.com/" target="_blank" rel="noopener">ASSAEROPORTI</a><br><em><a href="https://ustat.mur.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">USTAT</a></em><br><em><a href="https://www.infocamere.it/movimprese" target="_blank" rel="noopener">INFOCAMERE-MOVIMPRESE</a></em><br><em><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/statistics/performance-indicators/regional-innovation-scoreboard_en" target="_blank" rel="noopener">EIS/RIS</a></em><br><em><a href="https://www.rfi.it/" target="_blank" rel="noopener">RFI</a></em><br><a href="https://www.bancaditalia.it/" target="_blank" rel="noopener">INDIRE (ITS)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aziende, inclusione, valore</title>
		<link>https://cnexthub.com/aziende-inclusione-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Impatto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Due webinar dedicati all'inserimento di persone con disabilità in azienda]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’inserimento di <strong>persone con disabilità</strong> in azienda è spesso vissuto come un obbligo. Qualcosa di imposto dalla legge, costoso, complicato e che richiede molto tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un’altra prospettiva è possibile: l’inserimento può diventare un <strong>processo progettato</strong>, in grado di portare valore sia all’azienda che alla persona coinvolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, insieme al <strong><a href="https://www.coesoempoli.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Co&amp;So</a></strong>, abbiamo organizzato due <strong>webinar</strong> dedicati a metodi, modelli e incentivi per approcciare l’argomento come un’opportunità di <strong>innovazione sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>1 ottobre, ore 9:30</em><br><strong>Metodi, modelli innovativi e incentivi per l’inserimento di persone con disabilità in azienda</strong><br><a href="https://www.eventbrite.it/e/1999661133279" target="_blank" rel="noopener">Iscriviti</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>8 ottobre, ore 9:30</em><br><strong>Esperienze aziendali di inserimenti efficaci e sostenibili</strong><br><a href="https://www.eventbrite.it/e/1999662067072" target="_blank" rel="noopener">Iscriviti</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pagamenti digitali: la porta d&#8217;accesso ai dati del consumatore</title>
		<link>https://cnexthub.com/pagamenti-digitali-la-porta-daccesso-ai-dati-del-consumatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Next Marketing LAB]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il terzo articolo dedicato all'innovazione e alle tecnologie per la GDO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I pagamenti digitali nella distribuzione moderna non sono più solo un mezzo di scambio di denaro ma uno dei principali punti di <strong>raccolta di dati</strong> sul comportamento d&#8217;acquisto, un momento chiave dell&#8217;esperienza di shopping e un&#8217;infrastruttura strategica attorno a cui costruire relazioni durature con i clienti. I prossimi sviluppi riguardano <strong>pagamenti integrati</strong>, omnichannel, dotati di intelligenza e capaci di dialogare con l&#8217;intero ecosistema del retail.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le catene distributive che sapranno progettare sistemi di pagamento integrati con le loro strategie digitali avranno accesso a informazioni preziose sui clienti e potranno offrire <strong>esperienze d&#8217;acquisto fluide e personalizzate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><strong>L&#8217;evoluzione del panorama dei pagamenti digitali</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a pochi anni fa, il panorama dei pagamenti era relativamente semplice: contante, carte di credito e debito, e poco altro. Oggi il quadro è molto più complesso e la vera rivoluzione è l&#8217;<strong>apertura del sistema bancario</strong> attraverso Open Banking e le API. Specifiche direttive europee hanno obbligato le banche a condividere dati e funzionalità con terze parti, creando un ecosistema dove i servizi finanziari non sono più monopolio dei detentori di conti correnti. Un retailer può ora sviluppare <strong>servizi di pagamento personalizzati</strong>, integrando logiche di loyalty, offerte in tempo reale e opzioni di finanziamento direttamente nel suo checkout.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi canali di pagamento stanno convergendo verso un&#8217;<strong>unica esperienza unificata</strong>, dove il cliente sceglie il metodo preferito, indipendentemente dal canale di acquisto. Chi riuscirà a orchestrare questa varietà di metodi di pagamento mantenendo un&#8217;esperienza coerente avrà un vantaggio importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Omnichannel payments: la sfida dell&#8217;integrazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto emerge una delle sfide principali per la GDO: integrare pagamenti tra canali diversi. Un consumatore che compra nel negozio fisico con la carta, poi ordina dal tablet per ritirare al punto vendita, infine acquista via app, rappresenta tre diversi momenti transazionali. Dalla prospettiva del cliente è una sola relazione con il brand. Dalla prospettiva dei sistemi aziendali, è un’integrazione complessa: POS fisici, piattaforme e-commerce, app mobile, sistemi di cassa, server di pagamento, gateways diversi, provider di servizi finanziari eterogenei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;integrazione omnichannel dei pagamenti non è solo una questione tecnica. Richiede una <strong>riprogettazione dei processi aziendali</strong> e una visione strategica di come diversi canali debbano coesistere in modo sinergico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;<strong>architettura omnichannel </strong>ben progettata permette di percepire il cliente in modo unificato: la sua cronologia di transazioni, i suoi metodi di pagamento preferiti, i suoi comportamenti d&#8217;acquisto. Questa visione singola del cliente diventa il fondamento per offrire esperienze personalizzate coerenti su tutti i touchpoint.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai dati di pagamento agli insight di business</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore strategico dei pagamenti digitali sta però ad un livello ancora più profondo: i <strong>dati</strong>. Ogni pagamento è un&#8217;istantanea del comportamento d&#8217;acquisto. Aggregati e analizzati, questi dati rivelano <strong>abitudini d’acquisto</strong> invisibili altrimenti. Quali categorie di prodotto si vendono meglio in certi giorni della settimana? Come il traffico pedonale in store si correla con i picchi di vendita? Qual è il valore medio dello scontrino per diversi segmenti di clienti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la GDO, l&#8217;accesso a questi dati di pagamento integrati con i dati di sell-out, di inventario e di traffico in store crea inedite opportunità di ottimizzazione. Si possono progettare <strong>promozioni mirate</strong>, allocare <strong>budget pubblicitario</strong> in modo più efficiente, <strong>gestire il personale</strong> dei negozi in base a previsioni di afflusso accurate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il futuro prossimo: verso pagamenti sempre più intelligenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo orizzonte dei pagamenti digitali nella GDO sarà caratterizzato da una crescente <strong>intelligenza inclusa</strong> nei sistemi di pagamento stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I servizi di <strong>finanziamento al consumo</strong> diventeranno sempre più integrati nell&#8217;esperienza d&#8217;acquisto, con l’approvazione istantanea basata su algoritmi di <em>credit scoring</em> che leggono la storia di transazioni in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I pagamenti digitali continueranno a essere il principale punto di raccolta di dati e il fondamento di qualsiasi strategia di <strong><em>customer intelligence</em></strong> nella GDO. Le aziende che avranno progettato sistemi di pagamento intelligenti, integrati, sicuri e <em>customer-centric</em> avranno una conoscenza dettagliata del loro cliente e potranno tradurla in un vantaggio competitivo sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Scopri tutti i servizi del nostro <a href="https://cnexthub.com/next-marketing-lab/">Next Marketing LAB</a> per migliorare la tua strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo, firmato da Max Bancora, è stato pubblicato anche sulla <a href="https://technoretail.it/magazine/tr-magazine-3-2026.html" target="_blank" rel="noopener">rivista Technoretail</a></p>
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		<item>
		<title>I nostri consigli per l’estate 2026</title>
		<link>https://cnexthub.com/i-nostri-consigli-per-lestate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[Cose da ascoltare e leggere (o con cui giocare) in questi giorni di agosto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:0px">Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle <strong>idee imprenditoriali selezionate come vincitrici </strong>della prima edizione della <a href="https://ivrea.cnexthub.com/call-for-startup/">Call for Startup</a>, iniziativa lanciata da <a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a> a fine aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quest&#8217;estate vi proponiamo una serie di <a href="https://cnexthub.com/?s=nostri+consigli&amp;et_pb_searchform_submit=et_search_proccess&amp;et_pb_include_posts=yes"><span style="text-decoration: underline;">consigli del nostro team</span></a> su cose da leggere e ascoltare (o con cui giocare) sotto l&#8217;ombrellone, ma anche sul divano, sotto un albero in montagna o dove preferite passare i giorni di questo agosto&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi ci fermiamo per qualche giorno e vi auguriamo <strong>buone vacanze</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La tecnologia non è né buona né cattiva; ma non è nemmeno neutrale»: la <a href="https://ellissi.substack.com/p/il-curioso-caso-della-pistola-spara" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">newsletter Ellissi</span></a> parte da libri e pistole per farci capire come <strong>regolamentare la tecnologia</strong> sia sempre molto complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un momento in cui l&#8217;Odissea è uno temi di cui tutti parlano, avreste mai pensato che un <a href="https://thereader.mitpress.mit.edu/how-shipping-container-disasters-became-a-scientific-goldmine/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">&#8220;naufragio di scarpe&#8221;</span></a> potesse essere utile a capire <strong>come funzionano gli oceani</strong>? (articolo in inglese).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ai4business.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">AI4Business</span></a> è una newsletter quotidiana con notizie, approfondimenti e interviste sull&#8217;<strong>uso dell&#8217;intelligenza artificiale nelle aziende</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una <a href="https://www.designboom.com/design/cycling-running-skiing-new-halfbike-pro/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">nuova &#8220;bicicletta&#8221; innovativa</span></a> che riunisce elementi del ciclismo, della corsa e dello sci: una tecnologia che starebbe bene nel nuovo <strong><a href="https://ivrea.cnexthub.com/next-sport-lab/"><span style="text-decoration: underline;">Next Sport LAB</span></a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://podcast.ilsole24ore.com/serie/tecno-AI5Hujm" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Tecno</span></a> è un <strong>podcast del Sole 24 Ore</strong> che indaga la nuova era tecnologica, con le sue opportunità e i suoi pericoli, concentrandosi sugli effetti su società, economia, politica e persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il caldo e i conflitti internazionali i temi dell&#8217;<strong>energia</strong> sono sempre più al centro dell&#8217;attenzione. Con il nostro <a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Next Energy LAB</strong></span></a> abbiamo dedicato due approfondimenti ai <a href="https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/"><span style="text-decoration: underline;">Data Center</span></a> e ai <a href="https://cnexthub.com/bess-le-batterie-per-la-transizione-energetica/"><span style="text-decoration: underline;">BESS</span></a>, le &#8220;batterie&#8221; che permettono di immagazzinare le energie rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapete riconoscere <strong>quale AI ha progettato questi siti</strong>? <a href="https://guess-the-designer.replit.app/daily/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">&#8220;Which AI?&#8221;</span></a> è un gioco quotidiano per mettervi alla prova e riconoscere gli &#8220;stili&#8221; di Gemini, Claude e ChatGPT.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre a proposito di progettazione e design: P.U.C.S., il <a href="https://pucs.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Portale Unico delle Complicazioni Semplici</span></a>, è una <strong>parodia dei portali della pubblica amministrazione</strong> italiana, costruito con grande cura nei dettagli per un ente immaginario dedicato a &#8220;complicare gli affari semplici e rallentare quelli complessi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tema di libri, quest&#8217;anno abbiamo un contributo esterno di grande valore: <a href="https://www.linkedin.com/in/sonia-gastaldi/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Sonia Gastaldi</span></a> di Infinityhub ci propone <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/08/Storie-di-impresa_CNEXT.pdf">romanzi su storie di impresa</a></strong></span> che raccontano il coraggio di cominciare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri <strong>consigli librari</strong>, sui temi dell&#8217;innovazione e non solo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>P101 Quando l’Italia inventò il computer</em> di Pier Giorgio Perotto, Edizioni di Comunità</li>



<li><a href="https://www.google.com/search?sca_esv=d1eecac649bf3bad&amp;sxsrf=APpeQnsCh-_ddEA81VUP2nlb6R2GjOD6Lg:1785915590646&amp;q=Post-umani:+Le+7+rivoluzioni+dell%27intelligenza+artificiale+Davide+Casaleggio&amp;si=APenkKlEWCSbiLWvwjNWrhQ81KBrS2tticvZzDku8RfARFi5XSwpt19ruQ6fN_h2MpqnfsRRkNl5buemEOMA1RHd4GBmAA1H7Ob-etQs-KQp7u-8_ah3rlfs_4HjDbipb59YfHJEg5FDuKSA83ef6Y4EtBsDu4PMozyrivVBMBHrMVuHRmfKFtRaWvIqjILnHMPL6ibQHEpY_qEtMLEzBMaAh15_912OJ9xlLanWxe-fpAgITv5-MYI%3D&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjugYSD_oiWAxVz9wIHHcKZIkcQ_coHegQIDBAE&amp;ictx=0" target="_blank" rel="noopener"></a><em>Post-umani: Le 7 rivoluzioni dell&#8217;intelligenza artificiale</em> di Davide Casaleggio, Chiarelettere</li>



<li><em>I convitati di pietra</em>  di Michele Mari, Einaudi, vincitore del premio Strega, per le riflessioni sulle relazioni tra soggetti che si definiscono amici</li>



<li><em>Contratto con Dio</em> di Will Eisner, un classico dei graphic novel</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per finire, con grande piacere condividiamo con voi il nostro <strong><a href="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/06/Manifesto-web.pdf"><span style="text-decoration: underline;">manifesto di impatto sociale</span></a></strong>, dove abbiamo scritto quattro obiettivi che rappresentano per noi dei valori essenziali, e su cui vogliamo impegnarci per favorire un cambiamento reale e condiviso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggio in Italia – Sardegna</title>
		<link>https://cnexthub.com/viaggio-in-italia-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rigenerazione Urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18971</guid>

					<description><![CDATA[Vi portiamo alla scoperta delle regioni italiane e dei loro aspetti più interessanti in termini di propensione all’innovazione e opportunità di crescita e sviluppo economico–sociale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:0px">Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle <strong>idee imprenditoriali selezionate come vincitrici </strong>della prima edizione della <a href="https://ivrea.cnexthub.com/call-for-startup/">Call for Startup</a>, iniziativa lanciata da <a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a> a fine aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I punti principali dell’articolo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La propensione all’innovazione è bassa</strong>: con un Regional Innovation Index di 77,5 la regione è sedicesima in Italia, e la ricerca privata è quasi ferma (ventesima).</li>



<li><strong>Un’isola ben collegata col mondo, meno al suo interno</strong>: tre aeroporti internazionali e otto porti di rilievo nazionale, ma nessuna autostrada e una rete ferroviaria in gran parte a binario unico e non elettrificata.</li>



<li><strong>La regione che invecchia più in fretta</strong>: 48,8 anni di età media, seconda solo alla Liguria, con la quota più bassa d’Italia di under 15.</li>



<li><strong>Il turismo è sviluppato, ma stagionale</strong>: 3,8 milioni di arrivi nel 2024, seconda regione per crescita, con un peso occupazionale tra i più alti d’Italia. Quasi tutto concentrato in estate.</li>



<li><strong>Un territorio sostenibile</strong>: la Sardegna è tra le prime regioni d’Italia per basse emissioni e per ridotto consumo di suolo. In un’economia che va verso la sostenibilità, non è un dettaglio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-c86bb489bd1fbcd69756636344cbcbc3 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Collegata col mondo, meno al suo interno</strong></strong></strong></strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dei collegamenti la Sardegna ha due volti. Verso l’esterno funziona bene: <strong>tre aeroporti internazionali</strong> – Cagliari-Elmas (5,2 milioni di passeggeri nel 2025), Olbia Costa Smeralda (4,2 milioni) e Alghero-Fertilia (1,8 milioni) – e <strong>otto porti di interesse nazionale</strong>, che nel 2025 hanno movimentato 43 milioni di tonnellate di merci e 7,1 milioni di passeggeri. Cagliari-Sarroch domina sulle merci, Olbia sui passeggeri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verso l’interno, invece, la situazione è più complicata. In Sardegna <strong>non esiste alcuna autostrada</strong>: la circolazione si affida a circa 3.000 chilometri di strade statali, con la SS131 “Carlo Felice” nel ruolo di spina dorsale, 230 chilometri a quattro corsie che uniscono Cagliari a Sassari e Porto Torres.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la ferrovia paga il conto. Dei 430 chilometri gestiti da RFI, quasi tutti sono a binario unico e non elettrificati: significa treni più lenti e meno frequenti. A questi si aggiungono i 608 chilometri della rete regionale ARST a scartamento ridotto (binari più stretti, adatti a percorsi tortuosi), per buona parte destinati oggi a linee turistiche estive. Il risultato è che muoversi dentro l’isola resta più lento che raggiungerla da fuori.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-55b9a00f585df9c6e90a181579f9c107 wp-block-paragraph"><strong><strong>Una bassa propensione all’innovazione</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per misurare quanto un territorio sia capace di innovare si usa il <strong>Regional Innovation Index (RII)</strong>, l’indicatore con cui l’Unione Europea confronta le regioni incrociando 23 parametri, dalla ricerca ai brevetti. La Sardegna ottiene 77,5, <strong>sedicesimo punteggio in Italia</strong>: rientra tra i <em>moderate innovator</em>, gli “innovatori moderati”, ma nella fascia bassa della categoria. Solo quattro indicatori su ventitré la collocano tra le prime cinque regioni italiane, mentre in quattordici casi resta oltre il quindicesimo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto più debole è la ricerca e sviluppo delle imprese private, ventesima in Italia: le aziende sarde <strong>investono poco in innovazione propria</strong>. Le startup innovative sono 142 e le PMI innovative 45, entrambe nella parte bassa della classifica anche rapportate alla popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono però due indicatori positivi. La prima è la <strong>formazione continua</strong>, cioè la quota di adulti che continua a studiare e aggiornarsi: decima in Italia, segnale di una popolazione disponibile ad acquisire nuove competenze. La seconda è ambientale: sulle <strong>emissioni di CO<sub>2</sub></strong> la Sardegna è seconda in Italia e quarantunesima in Europa, e ha il quarto consumo di suolo più basso del Paese (3,4%). In un’economia che si muove verso la sostenibilità, è un capitale competitivo su cui costruire.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-13c1b4eee8e5ffcc5f438137fbcedb87 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong><strong>Il dato controcorrente: qui le imprese non chiudono</strong></strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle ultime tappe di questo viaggio abbiamo raccontato territori che perdono aziende: le Marche hanno registrato il calo più marcato d’Italia, il Lazio il secondo. La Sardegna fa l’opposto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regione conta 142.721 imprese attive e tra il 2019 e il 2025 ha perso appena lo 0,3%, contro una media nazionale del -2,0%: è il quinto miglior risultato d’Italia. Nell’ultimo anno il saldo è stato addirittura nullo, cioè le aperture hanno compensato esattamente le chiusure. Anche la <strong>densità imprenditoriale è alta</strong>: 91,3 imprese ogni 1.000 abitanti, sesto dato nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una stabilità che merita attenzione, perché arriva da un<strong> tessuto produttivo tutt’altro che industriale</strong>. Le imprese manifatturiere sono solo il 6,3%, penultimo dato in Italia. I distretti industriali – le aree dove molte aziende dello stesso settore lavorano fianco a fianco, condividendo competenze e fornitori – sono quattro, concentrati nell’alimentare, nel tessile e nei beni per la casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sofferenza, semmai, è concentrata nella grande industria del passato: le <strong>due aree di crisi industriale complessa</strong> della regione – territori dove la perdita di occupazione è così grave da richiedere interventi pubblici dedicati – riguardano i poli chimici e metallurgici di Porto Torres e di Portovesme, nel Sulcis.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Sardegna_MAG-2-1024x629.jpg" alt="" class="wp-image-18974" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Sardegna_MAG-2-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Sardegna_MAG-2-480x295.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-fa7e2d0288fade524bebca0854d3bd5e wp-block-paragraph"><strong><strong><strong><strong>I luoghi dell’innovazione, abbastanza concentrati</strong></strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ecosistema dell’innovazione sardo è più snello che altrove e si distribuisce tra i due poli storici dell’isola. A <strong>Cagliari</strong> si concentrano il parco scientifico e tecnologico Sardegna Ricerche-Polaris, un acceleratore di Cassa Depositi e Prestiti, la Casa delle Tecnologie Emergenti Cagliari DLAB e la finanziaria regionale SFIRS. A <strong>Sassari</strong> ha sede eINS, l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal PNRR che mette in rete università, centri di ricerca e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno si muove <strong>una rete più diffusa</strong>: due incubatori certificati dal Ministero, tre Digital Innovation Hub – gli sportelli che aiutano le imprese a digitalizzarsi – promossi dalle associazioni di categoria, due Contamination Lab universitari, trentacinque progetti di cluster regionali. Un ecosistema che esiste, ma che resta più concentrato di quanto la geografia dell’isola richiederebbe.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-c08f14eb6949f6334d6d1fc6eafb06db wp-block-paragraph"><strong>Formazione: due atenei e cinque ITS ben distribuiti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul capitale umano la Sardegna gioca con l’essenziale. Gli atenei sono due, entrambi statali: l’Università di Cagliari e l’Università di Sassari, che insieme offrono 162 corsi di laurea e nel 2024 hanno formato 5.146 laureati, dei quali 1.128 in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), le competenze più richieste dall’economia digitale. Le donne sono la netta maggioranza dei laureati complessivi (63%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più capillare l’offerta tecnica: <strong>cinque ITS Academy</strong> – gli Istituti Tecnologici Superiori, con percorsi post-diploma molto pratici e legati al lavoro – coprono cinque diverse aree tecnologiche, dalla mobilità sostenibile all’agroalimentare, dall’energia all’ICT, con sedi sparse in tutta l’isola. Sono il collegamento più diretto tra scuola e imprese del territorio.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-77d9aa8432ac0a9a9980e8d359da667f wp-block-paragraph"><strong><strong><strong>Lavoro e turismo a due velocità</strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato del lavoro è il vero punto dolente. Il tasso di occupazione si ferma al 42,8% e la <strong>disoccupazione all’8,3%</strong>, quinta più alta d’Italia. Preoccupa soprattutto la quota di <strong>NEET</strong> – i giovani che non studiano e non lavorano (dall’inglese <em>Not in Education, Employment or Training</em>) – <strong>al 19,6%</strong>, anche in questo caso tra le peggiori del Paese. Se a questo si aggiungono l’età media di 48,8 anni (seconda in Italia dopo la Liguria) e la <strong>quota più bassa d’Italia di under 15</strong>, il quadro demografico diventa il principale fattore limitante per lo sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il turismo, all’opposto, corre. Nel 2024 la Sardegna ha accolto <strong>3,8 milioni di arrivi</strong> con 15,6 milioni di presenze, seconda regione d’Italia per crescita. Vale il 3,54% degli occupati totali, terzo dato nazionale: molto sopra la media italiana. Il limite, noto, è la <strong>stagionalità</strong>: il brand Gallura e Costa Smeralda attrae 1,3 milioni di turisti, in prevalenza stranieri, ma quasi tutti concentrati nei mesi estivi. Completano il quadro un terzo settore con 3.784 enti e due fondazioni di origine bancaria di peso, risorse preziose per finanziare progetti di sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Sardegna_MAG-3-1024x629.jpg" alt="" class="wp-image-18975" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Sardegna_MAG-3-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Sardegna_MAG-3-480x295.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Sardegna, in sintesi, è una regione che resiste. Non brilla nelle classifiche dell’innovazione, investe poco in ricerca privata, fa i conti con un mercato del lavoro debole e con la popolazione più anziana d’Italia dopo la Liguria. Ma non perde imprese, ha una densità imprenditoriale alta, un turismo in crescita e un patrimonio ambientale che vale come vantaggio competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una base solida su cui manca, per ora, l’innesco. Gli ingredienti ci sono – due università, ITS ben distribuiti, un ecosistema dell’innovazione avviato, adulti disponibili a rimettersi in formazione – ma restano poco connessi tra loro e concentrati su Cagliari e Sassari, mentre l’interno dell’isola resta ai margini. È la sfida di tutti i territori con una geografia difficile: non basta che le competenze esistano, serve che si incontrino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per istituzioni e organizzazioni che vogliono <strong>attivare progetti di innovazione e rigenerazione</strong>, la Sardegna offre una condizione rara: un tessuto produttivo che ha retto agli anni difficili e che ora ha bisogno di strumenti per fare il salto. È esattamente il terreno su cui lavora C.NEXT, con un modello di poli capace di <strong>mettere in connessione imprese, competenze e territori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possiamo accompagnarti nella progettazione e attivazione di un polo di innovazione sul territorio, dalla mappatura delle vocazioni territoriali alla costruzione delle alleanze locali: scrivici a </strong><a href="mailto:info@cnexthub.com"><strong>info@cnexthub.com</strong></a><strong> per iniziare un dialogo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Fonti</em></strong><br><em><a href="https://www.istat.it/" target="_blank" rel="noopener">ISTAT</a></em><br><a href="https://www.assoporti.it/it/home/" target="_blank" rel="noopener">ASSOPORTI</a><br><a href="https://assaeroporti.com/" target="_blank" rel="noopener">ASSAEROPORTI</a><br><em><a href="https://ustat.mur.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">USTAT</a></em><br><em><a href="https://www.infocamere.it/movimprese" target="_blank" rel="noopener">INFOCAMERE-MOVIMPRESE</a></em><br><em><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/statistics/performance-indicators/regional-innovation-scoreboard_en" target="_blank" rel="noopener">EIS/RIS</a></em><br><em><a href="https://www.rfi.it/" target="_blank" rel="noopener">RFI</a></em><br><a href="https://www.bancaditalia.it/" target="_blank" rel="noopener">INDIRE (ITS)</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BESS: le “batterie” per la transizione energetica</title>
		<link>https://cnexthub.com/bess-le-batterie-per-la-transizione-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[BESS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18959</guid>

					<description><![CDATA[Senza sistemi di accumulo la corsa alle rinnovabili rischia di fermarsi. Cosa sono i BESS, perché il loro mercato sta crescendo in Italia e come le competenze del Next Energy LAB possono essere utili alle aziende nel loro sviluppo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-BESS">Cosa sono i BESS e come funzionano</a></li>



<li><a href="#perché-BESS-importanti">Perché i BESS sono importanti</a></li>



<li><a href="#sfide-opportunità-BESS">Sfide e opportunità dei BESS</a></li>



<li><a href="#next-energy-LAB-BESS">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">Ringraziamenti</a></li>
</ul>



<h2 id="cosa-sono-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Cosa sono i BESS e come funzionano</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BESS</strong> è l&#8217;acronimo di <em>Battery Energy Storage System</em>, cioè <strong>sistema di accumulo</strong> <strong>di energia a batteria</strong>. Detto in modo semplice, è un grande serbatoio di elettricità: immagazzina energia quando è abbondante o costa poco – per esempio il surplus di un impianto fotovoltaico a mezzogiorno – e la rilascia quando serve, nelle ore di picco o quando il sole non c’è. In gergo si chiama <em>time-shifting</em>: spostare l’energia nel tempo, trasformando una risorsa istantanea e imprevedibile in una risorsa programmabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un BESS, però, non è solo &#8220;una batteria&#8221;. È un sistema fatto di più parti. Ci sono i moduli di batterie veri e propri (oggi quasi sempre agli ioni di litio, nella variante LFP – litio-ferro-fosfato – più sicura e durevole). C’è il <strong>BMS</strong> (<em>Battery Management System</em>), che sorveglia temperatura, carica e sicurezza di ogni cella. C’è il <strong>PCS</strong> (<em>Power Conversion System</em>), l’inverter che converte la corrente da continua ad alternata e viceversa. E c’è l’<strong>EMS</strong> (<em>Energy Management System</em>), il software che decide momento per momento se caricare, scaricare o scambiare energia con la rete. A questi si aggiungono trasformatori, quadri elettrici, raffreddamento e sistemi antincendio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni sono di due tipi. I <strong>sistemi <em>behind-the-meter</em></strong> (&#8220;dietro il contatore&#8221;) stanno presso un’azienda o un edificio e servono ad aumentare l’autoconsumo, tagliare i picchi di potenza e garantire continuità in caso di blackout. I <strong>sistemi <em>front-of-the-meter</em></strong> sono invece collegati direttamente alla rete e lavorano come veri asset industriali al suo servizio, aiutando a mantenerla stabile. Possono essere abbinati a un impianto rinnovabile (sistemi ibridi) oppure funzionare da soli, come infrastruttura di accumulo autonoma (<em>stand-alone</em>).</p>



<h2 id="-perché-BESS-importanti" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Perché i BESS sono importanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La spinta nasce da un fatto concreto: l’Italia sta installando quantità crescenti di <strong>energia solare ed eolica</strong>, fonti pulite ma non programmabili. Producono quando c’è sole o vento, non quando serve. Più cresce la loro quota nel mix energetico, più aumenta il bisogno di qualcosa che assorba i surplus e li restituisca al momento giusto, tenendo la rete in equilibrio. Quel qualcosa è lo <em><strong>storage</strong></em>: senza, la transizione rallenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato lo ha capito e sta correndo. A inizio 2026 l’Italia ha superato i 19 GWh di capacità di accumulo installata ed è diventata il secondo mercato europeo dopo la Germania. Ma la cosa interessante è un’altra: fino a ieri erano soprattutto piccole batterie domestiche, oggi il baricentro si sta spostando verso i <strong>grandi impianti industriali e di rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore di questa svolta ha un nome tecnico: <strong>MACSE</strong> (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico). È uno strumento introdotto da Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta e altissima tensione – che paga un premio pluriennale a chi mette a disposizione capacità di accumulo, assegnandola tramite aste. La prima, a settembre 2025, ha messo in palio 10 GWh e ha ricevuto richieste per oltre quattro volte tanto. Garantendo ricavi stabili per quindici anni, ha reso i progetti finanziabili dalle banche: da soli, con i prezzi altalenanti del mercato elettrico, spesso non lo erano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siamo solo all’inizio. Il <strong>PNIEC </strong>(Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) fissa un obiettivo di 50 GWh di accumuli al 2030: significa che nei prossimi anni la capacità installata dovrà più che raddoppiare. C’è molto da costruire, e in fretta.</p>



<h2 id="sfide-opportunità-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Sfide e opportunità dei BESS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’azienda un BESS non è un acquisto ma un progetto, e come tutti i progetti industriali ha le sue insidie. La prima è il <strong>dimensionamento</strong>: la taglia giusta non si ricava dalla potenza del fotovoltaico, ma studiando ora per ora come consuma davvero il sito, meglio se su un anno intero. La seconda è la <strong>sicurezza</strong>: la prevenzione del <em>runaway</em> termico (surriscaldamento critico), la gestione del rischio elettrico in media/alta tensione e il rispetto delle normative antincendio. La terza, spesso la più lenta, è l’iter di <strong>autorizzazioni </strong>e di <strong>connessione alla rete</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi una questione più ampia, quasi geopolitica: la dipendenza dal <strong>litio</strong>, la cui filiera è concentrata in poche aree del mondo. È uno dei motivi per cui stanno emergendo chimiche alternative – come quella agli ioni di sodio – basate su materiali abbondanti e disponibili ovunque, senza nichel né cobalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte opposto, le opportunità. Il valore di un BESS sta nel fatto che può generare più ricavi insieme, il cosiddetto <em><strong>revenue stacking</strong></em>: aumenta l’autoconsumo, riduce i picchi di potenza, compra energia quando costa poco e la usa quando costa tanto, e può essere remunerato per i servizi che offre alla rete. Sommati agli <strong>incentivi fiscali </strong>oggi disponibili, questi vantaggi possono ripagare l’investimento in pochi anni. Ma – e qui sta il punto – tutto questo funziona solo se il sistema è progettato, gestito e messo in sicurezza bene. Che è esattamente dove servono le competenze giuste.</p>



<h2 id="-next-energy-LAB-BESS" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il contributo del Next Energy LAB: l’intera filiera dell’accumulo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare un progetto di accumulo richiede competenze che vanno dalla chimica della cella al software che la governa, passando per la progettazione, le autorizzazioni e la sicurezza informatica. Difficilmente un solo fornitore le ha tutte. Il <strong>Next Energy LAB</strong>, invece, aggrega aziende che presidiano ogni anello di questa catena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-1024x512.jpg" alt="Il Next Energy LAB per la filiera dei BESS" class="wp-image-18999" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-980x490.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Articolo_BESS_MAG-2-480x240.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi le batterie le fa. </strong>Tra le aziende del LAB c’è chi sviluppa e produce <strong>celle e pacchi batteria agli ioni di sodio</strong>: un’alternativa al litio più sicura (niente rischio di incendio anche in caso di urti o cortocircuiti), che funziona in un ampio intervallo di temperature e regge molti più cicli di carica. Per l’accumulo di rete è particolarmente interessante perché può stare in container raffreddati semplicemente ad aria, con costi contenuti. La stessa tecnologia abilita soluzioni di frontiera come le <strong>batterie strutturali</strong>, pannelli che sono al tempo stesso struttura e accumulatore. È il tassello più a monte: l’innovazione di prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li progetta e li sviluppa. </strong>Un’azienda accompagna l’intero ciclo di un progetto BESS stand-alone: individuazione del sito, progettazione, <em><strong>permitting</strong></em> (cioè l’ottenimento di permessi e autorizzazioni), iter di connessione alla rete e gestione del cantiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la fase realizzativa offre agli investitori servizi di <em><strong>EPC Management</strong></em> (dove EPC sta per <em>Engineering, Procurement and Construction</em>, la formula in cui un unico soggetto cura progettazione, forniture e costruzione) e di <em><strong>Owner’s Engineering</strong></em>, che tutela dal punto di vista tecnico gli interessi di chi investe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una pipeline di circa 2,2 GW di accumuli, sommando quelli in fase di autorizzazione agli impianti già autorizzati, presidia il know-how più critico e meno visibile: quello che trasforma un’idea in un impianto autorizzato e finanziabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi chi compie <strong>studi GIS</strong> multi-obiettivo che, partendo dalla topologia della rete di alta e altissima tensione e incrociandola con i punti geografici ad elevata generazione e consumo, è in grado di identificare i nodi di rete favorevoli all’installazione dei sistemi BESS.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li integra. </strong>C&#8217;è poi bisogno di chi porta lo storage nei contesti reali: un&#8217;azienda del LAB che opera come ESCo (<em>Energy Service Company</em>) e <em>General Contractor</em>, integra le batterie dei BESS dentro <strong>progetti di fotovoltaico aziendale </strong>con autoconsumo ed efficienza energetica per imprese e CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra progetta <strong>energia distribuita</strong> e <strong>sistemi di generazione</strong>, accumulo e conversione dell’energia in corrente alternata e continua, comprese <strong>soluzioni ibride</strong> che combinano rinnovabili, generatori e batterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha maturato questa competenza in condizioni estreme – aree remote e <em>off-grid</em>, deserti – dove l’energia deve esserci sempre e non c’è una rete a fare da paracadute: la stessa affidabilità che serve a un accumulo di rete, a un <a href="https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/">data center</a> o a un sito industriale critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi li rende intelligenti. </strong>Una batteria, da sola, è poco utile. A darle un “cervello” è la <strong>digitalizzazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azienda si occupa dell’attività di trading, degli strumenti <strong>software</strong> e di gestire il sistema sui mercati dell’energia: ne governa la posizione decidendo momento per momento quando caricare, scaricare o offrire servizi alla rete – anche grazie a soluzioni avanzate proprietarie – così da trasformare la flessibilità del BESS in valore economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messe in fila, queste competenze coprono <strong>l’intera catena del valore dell’accumulo</strong>: dalla cella alla connessione, dall’autorizzazione all’integrazione fino all’intelligenza che lo governa. È la differenza tra vendere un componente e accompagnare un’azienda lungo un intero <strong>progetto di innovazione energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I sistemi di accumulo sono il complemento indispensabile delle <strong>energie rinnovabili</strong>: senza la capacità di conservare l’energia quando c’è e restituirla quando serve, la transizione resta a metà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia lo ha capito e sta accelerando. La vera sfida, ora, è sviluppare progetti solidi sul piano tecnico, autorizzativo, economico e sicuro. Ed è qui che servono <strong>competenze integrate</strong>, capaci di coprire ogni anello della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre i sistemi di accumulo, anche con scale di potenza minore dei BESS stand alone utility-scale, possono rappresentare un’alternativa per diversi comparti (domestico, commerciale…) contribuendo a una sempre maggior <strong>elettrificazione</strong> dell’attuale componente termica di generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 id="ringraziamenti" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Grazie per il contributo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo nasce dalle competenze e dalle tecnologie delle aziende del Next Energy LAB. Un ringraziamento a <strong>Volta Structural Energy</strong>, <strong>Coesa Energy</strong>, <strong>Ascot Technologies</strong>, <strong>Openlogs</strong>, <strong>Storaltil </strong>e <strong>artIngegneria</strong> per averlo reso possibile.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Stai valutando un progetto di accumulo per la tua organizzazione? Scopri come il <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">Next Energy LAB</a> può affiancarti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Terna, Rapporto Adeguatezza 2025 e prima asta MACSE (settembre 2025)</em></li>



<li><em>Italia Solare, report su dati Terna Gaudì, 2026</em></li>



<li><em>SolarPower Europe, &#8220;European Market Outlook for Battery Storage&#8221;</em></li>



<li><em>PNIEC 2024 (obiettivi di accumulo al 2030)</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Materiali e siti istituzionali delle aziende del Next Energy LAB</em></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manifesto di impatto sociale</title>
		<link>https://cnexthub.com/manifesto-di-impatto-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impatto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18949</guid>

					<description><![CDATA[Abbiamo deciso di impegnarci su quattro obiettivi, che rappresentano per noi dei valori essenziali]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;L’innovazione è reale solo se è condivisa&#8221;</strong><br><br>È una frase che abbiamo preso in prestito da <em>Into the Wild</em> e riadattato a modo nostro, perché descrive bene il senso del nostro lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo una <strong>Società Benefit</strong> fin dalla costituzione: significa aver scritto all’interno del nostro statuto che il <strong>beneficio comune</strong> conta quanto il risultato economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo deciso di impegnarci su quattro obiettivi, che rappresentano per noi dei valori essenziali, e li abbiamo scritti in un <strong>manifesto</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Promuovere un’<strong>innovazione condivisa, etica e inclusiva</strong></li>



<li>Favorire la creazione di <strong>ecosistemi territoriali</strong>, dando nuova vita a spazi e luoghi abbandonati</li>



<li>Mettere al centro <strong>le persone</strong>, la loro crescita e il loro benessere</li>



<li>Adottare una <strong>governance trasparente</strong> e mantenere un azionariato diffuso</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Nel manifesto di impatto sociale li abbiamo approfonditi uno per uno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-left is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-61db0649 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1"><a class="wp-block-button__link has-text-align-left wp-element-button" href="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/06/Manifesto-web.pdf">Leggi il manifesto</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggio in Italia – Lazio</title>
		<link>https://cnexthub.com/viaggio-in-italia-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 13:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rigenerazione Urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18932</guid>

					<description><![CDATA[Vi portiamo alla scoperta delle regioni italiane e dei loro aspetti più interessanti in termini di propensione all’innovazione e opportunità di crescita e sviluppo economico–sociale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:0px">Pannelli solari verticali, affitti studenteschi, scarti vegetali, comunicazione accessibile e biopelle dal caffè: questi, in estrema sintesi, i cinque temi delle <strong>idee imprenditoriali selezionate come vincitrici </strong>della prima edizione della <a href="https://ivrea.cnexthub.com/call-for-startup/">Call for Startup</a>, iniziativa lanciata da <a href="https://ivrea.cnexthub.com/">C.NEXT Ivrea</a> a fine aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I punti principali dell&#8217;articolo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La seconda economia d&#8217;Italia</strong>: con 216 miliardi di euro di valore aggiunto il Lazio è secondo solo alla Lombardia, ed è la seconda regione per popolazione, imprese attive ed enti del terzo settore.</li>



<li><strong>Un motore dell&#8217;innovazione</strong>: quinto in Italia per <em>Regional Innovation Index</em>, secondo per numero e densità di startup e PMI innovative, primo per ricerca pubblica e specialisti/e ICT.</li>



<li><strong>Tutto ruota intorno a Roma</strong>: la Capitale concentra i tre quarti degli abitanti, quasi tutte le strutture dell&#8217;innovazione e il 90% dei turisti. Le province restano ai margini.</li>



<li><strong>Pochissima manifattura</strong>: con appena il 5% di imprese industriali il Lazio è ultimo in Italia per peso della manifattura, e ha un solo distretto industriale.</li>



<li><strong>La sfida è diffondere il valore</strong>: fuori Roma ci sono due aree di crisi industriale complessa, a Frosinone e Rieti. Portare l&#8217;innovazione oltre la Capitale è il vero terreno di lavoro per chi si occupa di sviluppo territoriale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontare il Lazio significa raccontare <strong>Roma</strong>. La capitale pesa così tanto – per abitanti, economia, cultura, servizi – da mettere in ombra tutto il resto della regione. È un vantaggio enorme e insieme il suo limite più evidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il Lazio è una potenza: seconda economia d&#8217;Italia, tra i primi territori per innovazione, ricerca e capitale umano. Ma è anche una regione a due velocità, dove la forza gravitazionale di Roma lascia poco spazio alle province. La domanda, per chi guarda allo sviluppo, è una sola: come si diffonde questa ricchezza oltre il Grande Raccordo Anulare?</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-c1a3a0f0d20b43348844498934dad8fc wp-block-paragraph"><strong><strong><strong><strong><strong>Una popolazione giovane</strong></strong></strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Lazio conta circa 5,7 milioni di abitanti in 378 comuni e cinque province, ed è la <strong>seconda regione più popolosa d&#8217;Italia</strong> dopo la Lombardia. Ma la distribuzione è tutt&#8217;altro che omogenea: 4,2 milioni di persone – tre residenti su quattro – vivono nella sola città metropolitana di Roma. Seguono, molto più staccate, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti. Dentro Roma si trova anche la Città del Vaticano, il più piccolo Stato del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I residenti stranieri sono l&#8217;11,4%, quarta regione italiana per incidenza. Interessante il profilo anagrafico: con un&#8217;<strong>età media di 46,5 anni</strong> il Lazio è più giovane della media nazionale ed è la seconda regione per quota di popolazione in età lavorativa, con relativamente pochi over 65. Un capitale umano che, sulla carta, è una risorsa preziosa per lo sviluppo.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-746d5a0cbf2d94e74188b1814baac14c wp-block-paragraph"><strong>Infrastrutture: tutte le strade portano a Roma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;antico detto vale ancora. La rete infrastrutturale laziale è disegnata a raggiera intorno alla Capitale: la percorre l&#8217;<strong>A1 &#8220;Autostrada del Sole&#8221;</strong> (la Milano-Napoli) per circa 200 chilometri, mentre l&#8217;anello del <strong>Grande Raccordo Anulare</strong> – 68 chilometri, tra i più trafficati d&#8217;Europa – smista il traffico cittadino. Da Roma si diramano poi le storiche consolari romane, dall&#8217;Aurelia all&#8217;Appia, ancora oggi assi portanti della viabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non sono solo le strade. Il Lazio ospita il primo scalo aereo del Paese: l&#8217;aeroporto di <strong>Fiumicino &#8220;Leonardo da Vinci&#8221;</strong>, con 51,3 milioni di passeggeri nel 2025, tra i maggiori d&#8217;Europa, affiancato da Ciampino. Il porto di Civitavecchia è il quarto d&#8217;Italia per passeggeri (5 milioni), snodo cruciale delle crociere nel Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte ferroviario, la rete RFI conta 1.216 chilometri, di cui 235 di alta velocità. Roma è il <strong>grande nodo dell&#8217;alta velocità italiana</strong>: collega Napoli in un&#8217;ora, Bologna in poco più di due, Milano in tre e mezza. A questa si somma una capillare rete suburbana di otto linee che serve l&#8217;area metropolitana.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-450a84712ff5871fdbc912ad8bce413e wp-block-paragraph"><strong><strong><strong>Propensione all&#8217;innovazione: un motore che spinge</strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per misurare la capacità di innovare di una regione si usa il Regional Innovation Index (RII), l&#8217;indicatore con cui l&#8217;Unione Europea incrocia 23 parametri, dalla ricerca ai brevetti. Il Lazio ottiene 96,3, quinto punteggio d&#8217;Italia: resta nella categoria dei <em>moderate innovator</em> – gli &#8220;innovatori moderati&#8221; secondo il metro europeo – ma con punte di eccellenza notevoli. È <strong>primo in Italia per ricerca e sviluppo del settore pubblico e per specialisti/e ICT</strong> (Information Communication Technology), e terzo per pubblicazioni scientifiche internazionali. Complessivamente rientra tra le prime dieci regioni in 14 indicatori su 23, sei dei quali sul podio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più netto il dato sulle imprese innovative: il Lazio conta <strong>1.139 startup innovative</strong> e <strong>431 PMI innovative</strong>, in entrambi i casi <strong>secondo in Italia</strong> sia per numero assoluto sia per densità sulla popolazione, dietro alla sola Lombardia. A sostenerle, sei incubatori certificati dal Ministero, tutti a Roma.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lazio_MAG-2-1024x629.jpg" alt="" class="wp-image-18933" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lazio_MAG-2-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lazio_MAG-2-480x295.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



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<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-0f413c25a474d0f8ce9c0c25b655cdb7 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong>Un&#8217;economia enorme, ma poco industriale e in calo</strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Lazio è la <strong>seconda economia d&#8217;Italia</strong>: 216 miliardi di euro di valore aggiunto – la ricchezza prodotta da imprese e istituzioni – seconda solo ai 440 della Lombardia. Le imprese attive sono 465.381, terzo dato nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è però una particolarità che distingue il Lazio da quasi tutte le altre tappe di questo viaggio: <strong>è un&#8217;economia poco manifatturiera</strong>. Le industrie valgono appena il <strong>5% delle imprese</strong>, la percentuale più bassa d&#8217;Italia, contro una media dell&#8217;8,7%. Non è un caso: qui l&#8217;economia è trainata da servizi, pubblica amministrazione, ricerca e turismo, non dalle fabbriche. La regione ha un solo distretto industriale, a Civita Castellana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segnale d&#8217;allarme, condiviso con altri territori, è la contrazione: tra il 2019 e il 2025 <strong>le imprese attive sono calate</strong> del 6,4%, il secondo peggior dato d&#8217;Italia dopo le Marche. E fuori Roma la sofferenza si concentra in due aree di crisi industriale complessa – territori dove la perdita di occupazione richiede interventi pubblici dedicati – nel frusinate e nel reatino.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-449e341e4c42edbc40872599ff4ee966 wp-block-paragraph"><strong><strong><strong>I luoghi dell&#8217;innovazione: Roma accentra, ma qualcosa si muove intorno</strong></strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ecosistema dell&#8217;innovazione laziale è ricchissimo, ma segue la stessa regola di tutto il resto: gravita su Roma. Il progetto simbolo è <strong>Rome Technopole</strong>, uno degli ecosistemi dell&#8217;innovazione finanziati dal PNRR che mette in rete università, centri di ricerca e imprese sui temi dell&#8217;energia, del digitale e delle scienze della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno si muove una fitta rete: quattro Parchi Scientifici e Tecnologici (le strutture che ospitano e sostengono imprese ad alta tecnologia), due acceleratori di Cassa Depositi e Prestiti, il Competence Center CYBER 4.0 sulla cybersicurezza, una Casa delle Tecnologie Emergenti e numerosi Digital Innovation Hub, gli sportelli che aiutano le imprese a digitalizzarsi. La quasi totalità di queste strutture ha però sede a Roma: la provincia resta in larga parte scoperta.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-4b652465f5eadd3823976b99dae87302 wp-block-paragraph"><strong>Formazione: il più grande sistema universitario d&#8217;Italia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se c&#8217;è un asset che il Lazio possiede senza rivali, è il capitale umano. La regione ospita <strong>19 atenei</strong> – sei statali, sei privati, sette telematici – <strong>il più grande sistema universitario d’Italia</strong>. Solo due università statali hanno sede fuori Roma, a Cassino e nella Tuscia. La Sapienza, da sola, con 282 corsi copre oltre un terzo dell&#8217;intera offerta formativa regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 il Lazio ha prodotto 66.994 laureati, dei quali 14.002 in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), le competenze più richieste dall&#8217;economia digitale. A completare il quadro, <strong>17 ITS Academy</strong> – gli Istituti Tecnologici Superiori, con percorsi post-diploma molto pratici e legati al lavoro – distribuiti su nove aree tecnologiche e, questi sì, presenti in tutte le province.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-73365a00e3320e5189b25990105c3d9c wp-block-paragraph"><strong><strong>Lavoro, turismo e terzo settore: il traino della capitale</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul mercato del lavoro il Lazio si colloca su valori medi: occupazione al 49,4% e disoccupazione al 6,3%. Il reddito medio dei lavoratori dipendenti, però, è il quarto più alto d&#8217;Italia. Solido il terzo settore, con oltre 14.000 enti, secondo dato nazionale dopo la Lombardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolo più brillante è il turismo. Nel 2024 il Lazio ha accolto <strong>12,8 milioni di turisti, prima regione d&#8217;Italia per crescita</strong> sia negli arrivi sia nelle presenze. Ma anche qui vale la regola: quasi tutto il merito è di Roma, che da sola raccoglie circa il 90% dei flussi. Fuori dalla Capitale, l&#8217;offerta turistica fatica ancora a costruire un&#8217;identità riconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano poi, come risorsa per lo sviluppo, le <strong>numerose fondazioni</strong> attive sul territorio, dalle fondazioni di origine bancaria a quelle impegnate sulla formazione e la transizione digitale: un patrimonio prezioso per finanziare progetti di innovazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="629" src="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lazio_MAG-3-1024x629.jpg" alt="" class="wp-image-18934" srcset="https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lazio_MAG-3-980x602.jpg 980w, https://cnexthub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lazio_MAG-3-480x295.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



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<p class="wp-block-paragraph">Il Lazio, in sintesi, è una delle regioni più sviluppate d&#8217;Italia: seconda economia, con ottimi risultati nella ricerca e nell&#8217;innovazione, con un sistema universitario e infrastrutturale che poche altre possono vantare. Ma è anche la regione dove più che altrove il valore si concentra in un unico punto, Roma, lasciando le province in una posizione di svantaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio questo squilibrio definisce la sfida. Gli asset ci sono, in abbondanza – università, startup, centri di ricerca, capitale umano giovane – ma vanno diffusi oltre il Grande Raccordo Anulare, dove la manifattura è fragile e la rete dell&#8217;innovazione ancora rada. È la sfida classica dei territori policentrici: non manca il potenziale, <strong>manca un sistema</strong> che lo distribuisca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per istituzioni e organizzazioni che vogliono attivare progetti di innovazione e rigenerazione, il Lazio fuori Roma è un terreno pieno di opportunità ancora da cogliere: è qui che un modello capace di connettere imprese, competenze e territori, come quello di C.NEXT, può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possiamo accompagnarti nella progettazione e attivazione di un polo di innovazione sul territorio, dalla mappatura delle vocazioni territoriali alla costruzione delle alleanze locali: scrivici a </strong><a href="mailto:info@cnexthub.com"><strong>info@cnexthub.com</strong></a><strong> per iniziare un dialogo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Fonti</em></strong><br><em><a href="https://www.istat.it/" target="_blank" rel="noopener">ISTAT</a></em><br><a href="https://www.assoporti.it/it/home/" target="_blank" rel="noopener">ASSOPORTI</a><br><a href="https://assaeroporti.com/" target="_blank" rel="noopener">ASSAEROPORTI</a><br><em><a href="https://ustat.mur.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">USTAT</a></em><br><em><a href="https://www.infocamere.it/movimprese" target="_blank" rel="noopener">INFOCAMERE-MOVIMPRESE</a></em><br><em><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/statistics/performance-indicators/regional-innovation-scoreboard_en" target="_blank" rel="noopener">EIS/RIS</a></em><br><em><a href="https://www.rfi.it/" target="_blank" rel="noopener">RFI</a></em><br><a href="https://www.bancaditalia.it/" target="_blank" rel="noopener">INDIRE (ITS)</a></p>
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