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	<title>Next Energy LAB &#8211; C.NEXT</title>
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	<description>Innovation Together</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 08:06:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Next Energy LAB &#8211; C.NEXT</title>
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	<item>
		<title>Data center: tecnologie e competenze per una crescita sostenibile</title>
		<link>https://cnexthub.com/data-center-tecnologie-e-competenze-per-una-crescita-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
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					<description><![CDATA[L'esplosione dell'intelligenza artificiale e del cloud ha trasformato i data center in uno dei nodi più critici della transizione energetica. Cosa sono, perché consumano così tanto e – soprattutto – come le competenze del Next Energy LAB possono favorirne una crescita sostenibile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</a></li>



<li><a href="#contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</a></li>



<li><a href="#sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</a></li>



<li><a href="#opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</a></li>



<li><a href="#ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</a></li>



<li><a href="#next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="cosa-sono-data-center">Cosa sono i data center e perché sono ovunque</h2>



<p>Quando invii un’email, guardi un video in streaming, usi un gestionale aziendale o chiedi qualcosa a un chatbot, dall&#8217;altra parte c&#8217;è sempre un data center. Si tratta di strutture fisiche – a volte grandi come capannoni industriali, a volte contenute in una stanza – che ospitano i server su cui lavorano le applicazioni, vengono archiviati i dati ed eseguiti i calcoli che tengono in piedi l&#8217;economia digitale.</p>



<p>Ne esistono principalmente due tipologie. I data center <em>enterprise</em> hanno dimensioni contenute e sono gestiti da un&#8217;organizzazione per le proprie esigenze interne. Gli <em>hyperscale data center</em> sono invece le infrastrutture titaniche dei grandi operatori tecnologici globali – Amazon, Google, Microsoft, Meta – che servono milioni di clienti in contemporanea. C&#8217;è poi una categoria intermedia, la <em>colocation</em>: strutture condivise in cui diverse aziende noleggiano spazio e connettività, senza doversi costruire la propria infrastruttura.</p>



<p>A rendere i data center così centrali sono tre grandi tecnologie digitali: l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">intelligenza artificiale (AI)</a>,</strong> che richiede enormi capacità di calcolo sia in fase di addestramento dei modelli sia durante il loro utilizzo quotidiano; l&#8217;<strong><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things (IoT)</a></strong>, che connette miliardi di dispositivi fisici generando flussi incessanti di dati; e il <strong><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">cloud computing</a></strong>, che ha progressivamente spostato applicazioni e archiviazione dai computer locali a infrastrutture centralizzate. Insieme, queste tre forze alimentano la cosiddetta <strong>Data Economy</strong>: l&#8217;insieme delle attività economiche che si fondano sulla raccolta, elaborazione e valorizzazione dei dati. Nel 2024, la Data Economy italiana valeva 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del PIL nazionale.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="contesto-italiano-data-center">Il contesto italiano: un hub europeo in rapida crescita</h2>



<p>Nel mondo si contano oggi oltre 10.000 data center, di cui più di 2.200 in Europa e circa 168-210 in Italia (le stime variano a seconda della metodologia di censimento). L&#8217;Italia si colloca al tredicesimo posto mondiale, ma è la dinamica di crescita a essere significativa: mentre i grandi hub storici europei – Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino (i cosiddetti &#8220;FLAPD&#8221;) – mostrano segni di saturazione, il nostro Paese sta attirando investimenti internazionali con crescente intensità.</p>



<p>La concentrazione geografica è marcata: <strong>Milano concentra il 46% della potenza nazionale installata</strong> – davanti a mercati emergenti come Madrid e Zurigo – seguita da Roma (21 strutture) e Torino (11). Le richieste di connessione alla rete elettrica di alta tensione gestite da Terna sono passate da 0,1 GW nel 2019 a oltre 55 GW nei primi mesi del 2025, con quasi l&#8217;80% delle domande concentrate nel Nord Italia e la Lombardia come epicentro assoluto.</p>



<p>Questo dato sulle richieste di connessione merita un chiarimento: si tratta di prenotazioni sulla rete, non di potenza effettivamente installata. Molte richieste vengono avanzate in modo speculativo per assicurarsi una posizione. Le stime più credibili indicano una capacità effettivamente installata di 1,4-2,0 GW entro il 2030, che si tradurrà in circa 14 TWh/anno di consumi aggiuntivi – circa il 5% della domanda elettrica nazionale attuale.</p>



<p>Sul fronte economico, il mercato italiano dei data center vale 7 miliardi di euro (2024) con proiezioni di crescita del 47% entro il 2030. Se l&#8217;Italia riuscisse ad avvicinarsi ai best performer europei, la Data Economy complessiva potrebbe salire a 207 miliardi di euro entro il 2030, abilitando tra 77.000 e 150.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="sfide-data-center">Le sfide: energia, raffreddamento, acqua e governance</h2>



<p>I data center sono <strong>consumatori di energia</strong> <strong>rigidi e continuativi</strong>: la gestione dei loro consumi è meno flessibile rispetto all&#8217;industria tradizionale e richiedono un’alimentazione ininterrotta con standard di affidabilità elevatissimi. Nel 2024, i data center italiani hanno consumato circa 3,9 TWh di energia elettrica, pari all&#8217;1,9% dei consumi nazionali. Nello scenario di massimo sviluppo, questa quota potrebbe salire al 12,7% entro il 2035: quasi sette volte l&#8217;attuale.</p>



<p><strong>Il raffreddamento è la grande sfida tecnica. </strong>I server generano enormi quantità di calore durante il funzionamento, e mantenerli a temperatura operativa richiede impianti di condizionamento molto energivori. Il principale indicatore di efficienza energetica è il <strong>PUE (Power Usage Effectiveness)</strong>: il rapporto tra l&#8217;energia totale consumata dalla struttura e quella effettivamente utilizzata dai server per il calcolo. Un PUE di 1 è il valore ideale; il PUE medio italiano si attesta oggi intorno a 1,5; i data center più avanzati scendono sotto 1,2. L&#8217;obiettivo di settore è portare il PUE medio europeo sotto 1,3 entro il 2030. Sul fronte delle tecnologie di raffreddamento, le soluzioni più promettenti sono il <strong>liquid cooling</strong> (raffreddamento diretto a liquido sui chip, molto più efficiente dell&#8217;aria) e i sistemi ibridi. In Italia, il clima temperato del Nord consente di sfruttare il <strong>&#8220;free cooling&#8221;</strong> – l&#8217;utilizzo dell&#8217;aria fredda esterna nei mesi invernali – con benefici energetici significativi. </p>



<p>Strettamente connesso al raffreddamento è il <strong>consumo d&#8217;acqua</strong>. I sistemi di raffreddamento evaporativo – diffusi per la loro efficienza energetica – utilizzano acqua che viene parzialmente dispersa nell&#8217;atmosfera. In contesti con stress idrico, questa competizione con altri usi dell&#8217;acqua è già oggetto di dibattito in diversi paesi europei. La scelta del sistema di raffreddamento non è quindi solo una decisione tecnica, ma ha implicazioni territoriali e ambientali.</p>



<p>Sul <strong>piano normativo</strong>, il quadro è in rapida evoluzione. A livello europeo, il Regolamento UE 2019/424 sulla progettazione ecocompatibile e la Direttiva 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica impongono obblighi di rendicontazione e standard crescenti. In Italia, il <strong>Decreto Energia 2025</strong> ha introdotto un procedimento unico e accelerato per le autorizzazioni, con un tempo massimo di 10 mesi dall&#8217;istanza. A gennaio 2025 è stato inoltre assegnato un codice ATECO specifico, che riconosce ufficialmente i data center come infrastrutture strategiche.</p>



<p>C&#8217;è poi il tema della <strong>sovranità digitale</strong>: chi possiede, controlla e può accedere ai dati archiviati in queste infrastrutture? La questione è sempre più centrale nell&#8217;agenda politica europea e italiana, con implicazioni dirette su dove vengono costruiti i data center, da chi e con quali garanzie di sicurezza e trasparenza verso i cittadini.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="opportunita-data-center">Le opportunità: efficienza, rinnovabili e recupero del calore</h2>



<p>La crescita dei data center non è un problema da ostacolare, ma una realtà da governare con intelligenza. Quattro leve strategiche – identificate in modo convergente dai principali rapporti di settore – possono trasformare queste strutture da consumatori passivi ad <strong>attori attivi della transizione energetica</strong>.</p>



<p><strong>1. Recupero del calore di scarto.</strong> I server producono calore che, invece di essere disperso, può essere catturato e reimmesso nelle reti di teleriscaldamento urbano. Il solo allaccio dei data center italiani alle reti di teleriscaldamento abiliterebbe la valorizzazione di 9,5 TWh di energia termica, sufficienti a coprire il fabbisogno termico di circa 800.000 famiglie ed evitare l&#8217;emissione di 2 milioni di tonnellate di CO₂. Non è solo teoria: a Brescia, il data center Qarnot inaugurato a giugno 2025 nella centrale Lamarmora di A2A recupera già calore per riscaldare 1.350 appartamenti. A Milano, il progetto &#8220;Avalon 3&#8221; immetterà nella rete oltre 15 GWh di energia termica all&#8217;anno a partire dal 2026.</p>



<p><strong>2. Power Purchase Agreement (PPA).</strong> Contratti di lungo periodo per l&#8217;acquisto diretto di energia rinnovabile, i PPA offrono forniture stabili e prezzi prevedibili. Con una loro adozione diffusa, i data center potrebbero coprire fino al <strong>74% del loro fabbisogno con fonti rinnovabili</strong>. Gli operatori di data center rappresentano già oggi oltre il 30% dei 120 GW di corporate PPA stipulati a livello globale.</p>



<p><strong>3. Aree brownfield e riqualificazione industriale.</strong> La localizzazione dei nuovi data center su siti industriali dismessi permette di sfruttare infrastrutture esistenti (connessioni alla rete, viabilità, edifici), evitare il consumo di suolo vergine e riqualificare aree degradate. Le stime indicano un potenziale di circa 600 MW realizzabili su siti brownfield italiani. Un&#8217;opportunità particolarmente rilevante per Lombardia e Piemonte.</p>



<p><strong>4. Economia circolare e gestione dei RAEE.</strong> I data center sono grandi produttori di rifiuti elettronici. Gestire il ciclo di vita dei componenti hardware in ottica circolare – dal riuso dei componenti ancora funzionanti al riciclo certificato dei materiali – è una componente importante della sostenibilità complessiva del settore.</p>



<p>Un&#8217;altra tecnologia da tenere d&#8217;occhio è l&#8217;<strong>edge computing</strong>: distribuire i carichi di calcolo su nodi più piccoli e vicini agli utenti finali riduce la latenza e, in molti contesti, l&#8217;intensità energetica complessiva del sistema.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="ai-data-center">AI e data center: il paradosso che si risolve con l&#8217;AI stessa?</h2>



<p>L&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>è il principale motore della crescita dei consumi dei data center, ma è anche una delle soluzioni più promettenti per contenerla. Un paradosso solo apparente.</p>



<p>Dal lato dei <strong>consumi</strong>, addestrare un grande modello linguistico richiede mesi di calcolo intensivo su migliaia di chip specializzati, con consumi paragonabili a quelli di una piccola città. Anche il semplice utilizzo quotidiano ha un costo: una singola query su strumenti come ChatGPT consuma fino a 10 volte più energia di una ricerca web tradizionale. Globalmente, i data center assorbono oggi circa il 1,5% dell&#8217;elettricità mondiale, ma entro il 2030 il consumo potrebbe crescere del 127%, passando da 416 TWh a 946 TWh. In Europa i data center pesano già per il 3% del fabbisogno elettrico; in Irlanda, dove la concentrazione è estrema, nel 2023 hanno inciso per il 21% dei consumi nazionali.</p>



<p>Dal lato delle <strong>soluzioni</strong>, l&#8217;AI applicata alla gestione dei data center permette di ottimizzare in tempo reale i sistemi di raffreddamento, il riciclo del calore, anticipare i picchi di carico, redistribuire i carichi verso i server più efficienti e prevedere i guasti prima che si verifichino. Google ha documentato riduzioni del 20-40% dei consumi per il raffreddamento grazie a sistemi AI. Analogamente, l&#8217;IEA (International Energy Agency) stima che un&#8217;adozione diffusa delle tecnologie AI esistenti potrebbe ridurre le emissioni globali di CO₂ di 1,4 Gt entro il 2035 nei settori industria, trasporti e civile – compensando in parte l&#8217;impatto energetico diretto dei data center stessi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size" id="next-energy-lab-data-center">Il contributo del Next Energy LAB: competenze diverse, con un unico interlocutore</h2>



<p><strong>Affrontare la sfida dei data center in modo sistemico</strong> significa coordinare competenze molto diverse: hardware fisico, software intelligente, progettazione infrastrutturale. Raramente si trovano in un unico fornitore. Il modello del <strong><a href="https://cnexthub.com/next-energy-lab/">Next Energy LAB di C.NEXT</a></strong> risponde esattamente a questa esigenza, aggregando competenze complementari che coprono l&#8217;intera catena del valore.</p>



<p>Sul piano dell&#8217;hardware e della gestione termica, il LAB include <strong>tecnologie avanzate per il raffreddamento dei data center e il riciclo del calore</strong>: sistemi chiller ad alta efficienza, soluzioni integrate di free cooling e liquid cooling ibrido, recupero energetico e accumulo di energia termica, manutenzione predittiva. Con oltre 1,5 GW di capacità di raffreddamento già installati in data center nel mondo, queste soluzioni permettono di ottimizzare il PUE, ridurre i consumi energetici legati al raffreddamento e garantire operatività continua. I sistemi di controllo avanzati consentono il monitoraggio in tempo reale e l&#8217;ottimizzazione continua delle performance.</p>



<p>Sul piano del <strong>software </strong>e dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale applicata</strong>, sono disponibili piattaforme di AI per la gestione operativa: sistemi di decision intelligence in tempo reale, analisi predittiva dei consumi, automazione di processi complessi e integrazione con sistemi legacy. La capacità di trasformare i dati generati dall&#8217;infrastruttura in decisioni operative immediate permette di aumentare l&#8217;efficienza, ridurre gli sprechi e supportare i processi di rendicontazione ESG.</p>



<p>Sul piano della <strong>progettazione e integrazione infrastrutturale</strong>, il LAB offre competenze specializzate nella pianificazione e implementazione di infrastrutture di data center – sia fisiche che cloud-native – con attenzione alla ottimizzazione architetturale, alla resilienza operativa, alla sicurezza e alla conformità normativa. Una capacità utile sia per progettare ex novo la propria infrastruttura IT, sia per modernizzare sistemi legacy garantendo continuità operativa.</p>



<p>L&#8217;integrazione di queste tre leve – hardware, software e progettazione – permette a C.NEXT di rispondere alle sfide dei data center in modo non frammentato: un solo interlocutore capace di vedere il problema nella sua complessità e costruire una risposta su misura per le esigenze specifiche del cliente.</p>



<p>La crescita dei data center è inarrestabile: è il prezzo – e al tempo stesso il motore – della trasformazione digitale che le imprese italiane hanno già avviato. La domanda non è più &#8220;se&#8221; costruire questa infrastruttura, ma &#8220;come&#8221; farlo in modo che diventi una risorsa, non un problema. Con la giusta pianificazione, le tecnologie disponibili e una governance chiara, i data center possono diventare nodi attivi di un sistema energetico più intelligente, flessibile e sostenibile – non solo consumatori, ma produttori, accumulatori e stabilizzatori di rete.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Hai una sfida legata all&#8217;energia nella tua organizzazione? Scopri <a href="http://cnexthub.com/next-energy-lab">come il Next Energy LAB di C.NEXT può aiutarti</a></strong></p>



<p></p>



<p><strong>Fonti principali</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>I-Com (Istituto per la Competitività), &#8220;Dare Energ-IA all&#8217;Italia. Data Center e intelligenza artificiale per la sostenibilità&#8221;, novembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>TEHA Group / A2A, &#8220;L&#8217;Italia dei data center. Energia, efficienza, sostenibilità per la transizione digitale&#8221;, Forum di Cernobbio, settembre 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>IEA, &#8220;Energy and AI&#8221;, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano, 2025</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300"><em>Regolamento UE 2019/424; Direttiva UE 2023/1791 sull&#8217;efficienza energetica</em></li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300">https://www.wired.it/article/data-center-infrastrutture-digitali-potere-sovranita</li>



<li style="font-style:normal;font-weight:300">https://undark.org/2025/12/16/ai-data-centers-water</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accessi sotto controllo</title>
		<link>https://cnexthub.com/accessi-sotto-controllo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18733</guid>

					<description><![CDATA[Gestire e monitorare i varchi di ingresso grazie a sensori smart, dati e due app dedicate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Multinazionale italiana, con sede a Bologna, attiva nel settore dell’<strong>automazione</strong> e del <strong>controllo</strong> <strong>degli accessi </strong>(cancelli automatici, porte automatiche e sistemi per la gestione dei parcheggi)</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Rendere smart i dispositivi di controllo degli accessi e connetterli su una <strong>piattaforma dedicata</strong>, per gestirli e controllarli nelle loro funzionalità sia da parte del cliente finale che da quella di chi si occupa di installazione e manutenzione.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Abbiamo sviluppato due piattaforme, una per le <strong>utenze private</strong> e una per gli <strong>installatori</strong>.</p>



<p>L’utente finale può così gestire i propri dispositivi, controllarne lo stato e attivare le funzionalità dei singoli componenti, per esempio regolando la velocità di apertura di un cancello, anche tramite i comuni dispositivi di <em>home automation</em> e gli assistenti vocali.</p>



<p>L’app dedicata agli installatori contiene invece una lista dei dispositivi geolocalizzati, le loro componenti e informazioni utili alla programmazione di manutenzione e interventi specifici. Per l’installazione è prevista anche una guida step-by-step dei manuali specifici dei prodotti.</p>



<p>Le funzionalità di entrambe le piattaforme sono state sviluppate in <strong>collaborazione</strong> con il cliente, in continuità con i sistemi in uso, con l’integrazione di dashboard e sistemi di analisi dei dati in cloud.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-app-software-development/">App &amp; Software Development</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restyling della bolletta</title>
		<link>https://cnexthub.com/restyling-della-bolletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18266</guid>

					<description><![CDATA[Ripensare la bolletta come strumento di comunicazione e marketing utile all'utente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Società che eroga <strong>utilities di energia</strong>.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Italia</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Ripensare la <strong>bolletta come strumento di marketing e comunicazione</strong>, rendendola più chiara, fruibile e customer–centric.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Il progetto si è sviluppato attraverso due fasi principali.</p>



<p>In primo luogo, è stato messo in atto un processo di <strong>ascolto approfondito del consumatore</strong> sulla bolletta corrente utilizzando tecniche di <strong>neuromarketing</strong>, con l’obiettivo di individuare le parti di difficile comprensione, i punti critici di attenzione e gli elementi da migliorare. Questa fase ha reso possibile la raccolta di <strong>insight diretti e oggettivi</strong> sul vissuto del cliente rispetto al documento.</p>



<p>Sulla base dei risultati emersi dalla ricerca, si è quindi passati ad un <strong>ridisegno della bolletta</strong> stessa, ripensandone la struttura grafica e informativa, per favorire una lettura più immediata, trasparente e orientata alle esigenze del cliente. Il risultato finale è stato un format di bolletta più semplice, chiaro e customer centric, in grado di <strong>migliorare l’esperienza utente</strong> e, allo stesso tempo, rafforzare l’immagine e la comunicazione delle società di energia.</p>



<p>L’approccio adottato ha trasformato la bolletta da mero documento amministrativo a <strong>touchpoint strategico</strong> di relazione e comunicazione con l’utente finale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/customer-experience/">Customer Experience</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-process-management-innovation/">Process &amp; Management Innovation</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Specifiche</strong></p>



<p>Il progetto ha richiesto l’utilizzo di <strong>strumenti di neuromarketing</strong> (eye tracking) per raccogliere dati quantitativi e qualitativi sul comportamento del consumatore di fronte alla bolletta.</p>



<p>Questi dati sono stati integrati con <strong>feedback qualitativi</strong> e <strong>analisi comportamentali</strong> per elaborare linee guida di redesign.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Condotte sotto osservazione</title>
		<link>https://cnexthub.com/condotte-sotto-osservazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18270</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a un sensore GNSS gli spostamenti vengono misurati con precisione ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Aziende che producono energia elettrica.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Lombardia / Val d&#8217;Aosta / Trentino Alto Adige</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p><strong>Monitorare le deformazioni</strong> subite da condotte forzate utilizzate per la generazione di energia idroelettrica.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>Abbiamo installato un <strong>sensore GNSS</strong> su ciascuno dei blocchi di ancoraggio delle condotte forzate, fornendo ai clienti le misure degli spostamenti rilevati da ogni sensore, con <strong>precisione millimetrica</strong> e <strong>frequenza giornaliera</strong>.</p>



<p>La tecnologia GNSS si basa sulla ricezione di segnali da più satelliti che consentono di calcolare le coordinate dei punti monitorati, confrontandole con quelle iniziali per identificare eventuali spostamenti o deformazioni. In questo modo i clienti possono <strong>prevenire problemi strutturali</strong> alle condotte, intervenire in modo tempestivo e mirato con <strong>manutenzioni predittive</strong>, riducendo i costi operativi e i rischi per la sicurezza.</p>



<p>Ogni sensore GNSS trasmette i dati alla <strong>piattaforma cloud</strong> di GReD, dove vengono analizzati ed elaborati per fornire ai clienti sia le informazioni sugli spostamenti 3D subiti da ogni punto monitorato, sia eventuali allerte associate al superamento di soglie prestabilite. I clienti accedono alle informazioni mediante una <strong>dashboard consultabile</strong> da PC o da smartphone, <strong>report periodici</strong> in formato PDF o Excel, messaggi di allerta tramite SMS/email/Telegram, e in alcuni casi estraggono i dati direttamente dalla piattaforma cloud di GReD tramite API, integrandoli nei propri sistemi di monitoraggio e controllo.</p>



<p>Il sistema è attivo <strong>24 ore su 24, 7 giorni su 7</strong>, e in alcuni casi integra sensori aggiuntivi su richiesta del cliente.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/competenze-cloud/">Cloud</a>&nbsp;</li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-internet-of-things-iot/">Internet of Things</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/system-integration/">System Integration</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eolico e comunità</title>
		<link>https://cnexthub.com/eolico-e-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasferimento Tecnologico]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[Next Energy LAB]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cnexthub.com/?p=18278</guid>

					<description><![CDATA[Comprendere la percezione della popolazione su tematiche energetiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il cliente</strong></p>



<p>Azienda multi-servizi con esperienza consolidata nel <strong>settore delle energie rinnovabili</strong>, attiva nello sviluppo e gestione di progetti sostenibili su scala nazionale.</p>



<p><strong>Sede: </strong>Roma</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Il bisogno</strong></p>



<p>Comprendere le <strong>percezioni della popolazione</strong> locale interessata dai progetti eolici, per gestire il dibattito pubblico e <strong>identificare strategie di compensazione</strong> efficaci per migliorare l&#8217;accettazione sociale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>La soluzione</strong></p>



<p>È stata condotta un’<strong>indagine quantitativa</strong> su un campione di 1.000 residenti, con una rappresentanza specifica sia dei comuni direttamente interessati dal progetto sia del resto della popolazione. Le <strong>interviste</strong> sono state realizzate con metodologia mista CATI-CAWI (al telefono e via web), in modo da assicurare una copertura completa dei territori coinvolti, compresi i comuni più piccoli.&nbsp;</p>



<p>L’analisi ha consentito di rilevare le percezioni della cittadinanza rispetto alle energie rinnovabili, con particolare riferimento ai progetti eolici, approfondendo i timori legati agli impatti ambientali e paesaggistici e valutando l’incidenza dell’effetto NIMBY sulle opinioni complessive. Sono stati inoltre esaminati i <strong>potenziali benefici economici</strong> derivanti dai progetti e le misure di compensazione considerate più efficaci per favorirne l’accettazione a livello locale.</p>



<p>Al termine dell’attività è stato predisposto un <strong>report</strong> contenente i risultati dettagliati dell’indagine e le relative <strong>considerazioni strategiche</strong>, concepito come strumento di supporto alla comunicazione con gli stakeholder e alla gestione del dibattito territoriale.</p>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Competenze attivate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-data-science/">Data Science</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/artificial-intelligence-ai/">Artificial Intelligence</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-big-data/">Big Data</a></li>



<li><a href="https://cnexthub.com/le-nostre-competenze-green-transition/">Green Efficiency</a></li>
</ul>



<p class="has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Specifiche</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi statistica e metodologica (CATI-CAWI)</li>



<li>Studio delle percezioni e dell’effetto NIMBY</li>



<li>Definizione di strategie di compensazione e comunicazione</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
